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Ammortizzatori in deroga non pagati:
«Giunta inadeguata. Altro che cambio di passo»

Basilicata

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 Loro litigano  i lucani hanno fame
Ammortizzatori in deroga non pagati«Giunta inadeguata. Altro che cambio di passo»
POTENZA - Un’azione politica non all’altezza della grave crisi economica, che non mette in campo azioni straordinarie ma non garantisce neppure quelle ordinarie, e che anche nel caso di corrette intuizioni si scontra con le irresponsabilità di certi burocrati che finiscono per rappresentare un vero e proprio freno. E’ duro l’affondo che arriva dai sindacati contro la Regione Basilicata. Anticipato per certi versi dall’intervento di qualche giorno fa del segretario Genovesi. E che ieri Cgil, Cisl e Uil, hanno messo nero su bianco in un documento unitario, dal quale emerge una profonda  insoddisfazione per quanto messo a punto dal Palazzo fino a questo momento. O meglio, soprattutto per quello che non è stato fatto. A fare da classica goccia che fa traboccare il vaso il mancato pagamento degli ammortizzatori sociali in deroga: a distanza di un mese dai pomposi annunci dei dipartimenti Attività produttive e Formazione, migliaia di lucani attendono le spettanze maturate,  ormai da tempo. Ma tra le contestazioni non c’è solo questo.  Le incertezze politiche legate al mancato rinnovo dell’esecutivo  regionale stanno determinando una situazione di stallo  molto pericolosa. I tre segretari regionali Genovesi (Cgil), Vaccaro (Uil) e Falotico (Cisl) si dicono “sdegnati” per l’atteggiamento della Regione. A partire dal modo in cui si stanno gestendo gli ammortizzatori in deroga che di fatto non sono stati ancora erogati. Un ritardo irresponsabilmente “voluto”, per i tre sindacati. Sì perché, le risorse ci sono. Nell’accordo quadro sottoscritto un mese fa, gli assessori al ramo Viti e Pittella avevano dato garanzie ufficiali. Tra l’altro la stessa Inps si era detta disponibile. Alla base del mancato pagamento degli ammortizzatori sociali - che per molte famiglie lucane rappresentano l’unica forma di sostentamento - ci sarebbero, invece, «infantili ed incomprensibili» atteggiamenti di alcuni dirigenti regionali. Che per ragioni “interne” non avrebbero ancora predisposto la determina per i pagamenti. I continui solleciti da parte sindacale sono caduti nel vuoto. E nessuno si sarebbe preso la responsabilità politica di sbloccare la situazione ben nota, a partire dal presidente De Filippo. Ieri, però, gli assessori Viti e Pittella con poche righe hanno voluto replicare alle pesanti accuse dei sindacati e precisare alcuni termini della questione, confermato di aver predisposto tutti gli atti finalizzati al recepimento in sede amministrativa dell’accordo quadro».   «La giunta regionale – hanno detto - approverà la delibera di recepimento nelle prossime ore. Tutto ciò si è reso possibile per l’impegno posto nell’accelerazione di tutti gli adempimenti che si rendevano necessari». Silenzio, invece, invece sulla questione dei dirigenti che per i sindacati rimane la più scandalosa.
 «Non può qualche singolo dirigente della Regione - si legge nella nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil - mettere in crisi i rapporti sindacali, la credibilità delle Istituzioni e pregiudicare i diritti di migliaia di lavoratori che da mesi attendono quelle poche centinaia di euro di sostegno al loro reddito». «Nessun amministratore di “buon senso” può assistere passivamente a questi atteggiamenti che hanno solo l'effetto di affamare ancora di più i cittadini». Soprattutto in questo momento di profonda crisi del sistema produttivo lucano, con il continuo aumento  dei lavoratori in Cig e mobilità in deroga. E invece non vengono mantenuti nemmeno gli impegni già assunti, in questo caso a causa di dirigenti dei dipartimenti preposti che rappresentano una vera “zavorra” , che impediscono accordi già condivisi tra le organizzazioni sindacali e la Giunta Regionale. I sindacati non sono più disposti a tollerare e annunciano battaglia: «Se nelle prossime ore non si darà attuazione agli impegni assunti si aprirà da subito, inevitabilmente, una nuova stagione di conflitti sociali». Ma la questione del mancato pagamento degli ammortizzatori sociali è solo una parte del discorso. Alla tutta la politica regionale  i tre sindacati contestano di non aver dato vita a quel cambio di passo più volte richiesto. «Anzi - si legge ancora nel documento - più di sovente assistiamo a rallentamenti e pericolose inversioni di marcia». Le azioni messe in campo dalla Giunta regionale - concludono - si sono rivelate «parziali e non all'altezza di una fase di crisi così straordinaria, che necessita di coerenza, comportamenti rigorosi e adeguati, più coraggio e maggiore responsabilità da parte di tutti. I lavoratori, il sindacato e soprattutto la Basilicata non possono più attendere». 
mar.lab.

POTENZA - Un’azione politica non all’altezza della grave crisi economica, che non mette in campo azioni straordinarie ma non garantisce neppure quelle ordinarie, e che anche nel caso di corrette intuizioni si scontra con le irresponsabilità di certi burocrati che finiscono per rappresentare un vero e proprio freno. 

È duro l’affondo che arriva dai sindacati contro la Regione Basilicata. Anticipato per certi versi dall’intervento di qualche giorno fa del segretario Genovesi. E che ieri Cgil, Cisl e Uil, hanno messo nero su bianco in un documento unitario, dal quale emerge una profonda  insoddisfazione per quanto messo a punto dal Palazzo fino a questo momento. O meglio, soprattutto per quello che non è stato fatto. A fare da classica goccia che fa traboccare il vaso il mancato pagamento degli ammortizzatori sociali in deroga: a distanza di un mese dai pomposi annunci dei dipartimenti Attività produttive e Formazione, migliaia di lucani attendono le spettanze maturate,  ormai da tempo. Ma tra le contestazioni non c’è solo questo.  
Le incertezze politiche legate al mancato rinnovo dell’esecutivo  regionale stanno determinando una situazione di stallo  molto pericolosa. I tre segretari regionali Genovesi (Cgil), Vaccaro (Uil) e Falotico (Cisl) si dicono “sdegnati” per l’atteggiamento della Regione. A partire dal modo in cui si stanno gestendo gli ammortizzatori in deroga che di fatto non sono stati ancora erogati. Un ritardo irresponsabilmente “voluto”, per i tre sindacati. Sì perché, le risorse ci sono. Nell’accordo quadro sottoscritto un mese fa, gli assessori al ramo Viti e Pittella avevano dato garanzie ufficiali. 
Tra l’altro la stessa Inps si era detta disponibile. Alla base del mancato pagamento degli ammortizzatori sociali - che per molte famiglie lucane rappresentano l’unica forma di sostentamento - ci sarebbero, invece, «infantili ed incomprensibili» atteggiamenti di alcuni dirigenti regionali. Che per ragioni “interne” non avrebbero ancora predisposto la determina per i pagamenti. I continui solleciti da parte sindacale sono caduti nel vuoto. E nessuno si sarebbe preso la responsabilità politica di sbloccare la situazione ben nota, a partire dal presidente De Filippo. Ieri, però, gli assessori Viti e Pittella con poche righe hanno voluto replicare alle pesanti accuse dei sindacati e precisare alcuni termini della questione, confermato di aver predisposto tutti gli atti finalizzati al recepimento in sede amministrativa dell’accordo quadro».   «La giunta regionale – hanno detto - approverà la delibera di recepimento nelle prossime ore. Tutto ciò si è reso possibile per l’impegno posto nell’accelerazione di tutti gli adempimenti che si rendevano necessari». 
Silenzio, invece, invece sulla questione dei dirigenti che per i sindacati rimane la più scandalosa. «Non può qualche singolo dirigente della Regione - si legge nella nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil - mettere in crisi i rapporti sindacali, la credibilità delle Istituzioni e pregiudicare i diritti di migliaia di lavoratori che da mesi attendono quelle poche centinaia di euro di sostegno al loro reddito». «Nessun amministratore di “buon senso” può assistere passivamente a questi atteggiamenti che hanno solo l'effetto di affamare ancora di più i cittadini». Soprattutto in questo momento di profonda crisi del sistema produttivo lucano, con il continuo aumento  dei lavoratori in Cig e mobilità in deroga. E invece non vengono mantenuti nemmeno gli impegni già assunti, in questo caso a causa di dirigenti dei dipartimenti preposti che rappresentano una vera “zavorra” , che impediscono accordi già condivisi tra le organizzazioni sindacali e la Giunta Regionale. 
I sindacati non sono più disposti a tollerare e annunciano battaglia: «Se nelle prossime ore non si darà attuazione agli impegni assunti si aprirà da subito, inevitabilmente, una nuova stagione di conflitti sociali». Ma la questione del mancato pagamento degli ammortizzatori sociali è solo una parte del discorso. Alla tutta la politica regionale  i tre sindacati contestano di non aver dato vita a quel cambio di passo più volte richiesto. 
«Anzi - si legge ancora nel documento - più di sovente assistiamo a rallentamenti e pericolose inversioni di marcia». Le azioni messe in campo dalla Giunta regionale - concludono - si sono rivelate «parziali e non all'altezza di una fase di crisi così straordinaria, che necessita di coerenza, comportamenti rigorosi e adeguati, più coraggio e maggiore responsabilità da parte di tutti. I lavoratori, il sindacato e soprattutto la Basilicata non possono più attendere».

 

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