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Omicidio Elisa Claps, il processo d'appello:
Restivo chiede un'udienza a porte aperte

Basilicata

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SALERNO – Vuole parlare, come ormai ripete da mesi. Ma questa volta Danilo Restivo, unico imputato per la morte di Elisa Claps, aggiunge un tassello in più, a sorpresa. Vuole raccontare la sua verità, i suoi comportamenti, davanti ai media perché nessuno possa distorcere le sue parole.   

E così, il processo sull’omicidio della studentessa potentina che fino a oggi si è svolto in camera di consiglio, in quanto si sta celebrando con rito abbreviato, a partire dalla prossima udienza, il 16 aprile, quando Restivo rilascerà le sue dichiarazioni spontanee, potrebbe subire anche una svolta e aprire le porte dell’aula della Corte di Assise di Appello di Salerno al pubblico.   
Questa, almeno, la richiesta avanzata ieri dai legali di Restivo, Alfredo Bargi e Marzia Scarpelli, sulla quale i giudici si sono riservati di decidere, appunto, martedì prossimo. La richiesta, per la verità, ieri al Tribunale di Salerno, non se l’aspettava nessuno. Di sicuro non i Claps. La mamma di Elisa, la piccola e indistruttibile Filomena, che ha subito di tutto in questi anni, dalla scomparsa di sua figlia, il 12 settembre 1993, al ritrovamento dei suoi resti, sedici anni dopo, oggi non ce l’ha fatta quando ha ascoltato in aula la richiesta di Restivo. E così si è alzata ed è uscita fuori: con la rabbia disegnata in volto. Ieri, per giunta, era proprio la giornata della discussione del legale dei Claps, Giuliana Scarpetta. Ma al termine dell’intervento è arrivato il “colpo di scena”. 
Secche le critiche dei familiari di Elisa a cui si è associata la procura generale. «Ci chiediamo perchè la richiesta di un’udienza pubblica non è stata avanzata all’inizio del processo – ha commentato Scarpetta – in questo modo il pubblico, se concesso, ascolterà solo Restivo e i suoi avvocati ma non noi e il pubblico ministero che siamo già intervenuti. E’ una mossa proceduralmente scorretta. Restivo vuol far sentire solo la sua campana». L’udienza pubblica «sarebbe stato giusto chiederla all’inizio del procedimento come ritualmente doveva essere richiesto. Ma aspettare che finisse di parlare la parte civile e dopo fare la richiesta di continuare il processo a porte aperte... non so». 
I legali di Restivo, invece, hanno spiegato tutto così: «Non abbiamo alcuna volontà di ribalta. Restivo è stanco di leggere sui giornali sciocchezze, comportamenti che lui ha adottato e che lui ancora starebbe adottando in aula. La stampa scrive cose inesatte su di lui? E bene che sia la stampa ad ascoltare le sue parole».

 

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