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Sassi sporchi e sosta selvaggia
Domenica a spasso fra i rifiuti

Basilicata

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CONCORSO di colpa. Da una parte l’amministrazione comunale che dovrebbe, una volta per tutte, avviare politiche di tutela igienico sanitaria e strutturale dei Sassi e del centro storico; dall’altra i materani per i quali il ricorso alla politica che non fa nulla non può più essere l’abili preferito per non prendersi la responsabilità di tenere puliti i luoghi in cui vivono, difenderli, curarli. 
Le foto che pubblichiamo in questa pagina sono l’esempio concreto di quanto sia ancora impossibile e impensabile un rapporto virtuoso  fra politica e città, fra mente e braccia della comunità. 
Via Buozzi, ovvero uno dei due ingressi ai Sassi, si presentava così ieri mattina quando “l’assalto” dei turisti era in pieno fermento. A loro, in auto ma anche a piedi, la città ha offerto rifiuti abbandonati ai bordi delle strade e sulle scale di accesso a piazzetta Pascoli. 
A pochi passi da ristoranti, pub, botteghe di prodotti dell’artigianato locale. 
Il tempo ha dimostrato che le campagne di adozione del verde cittadino, di pulizia comune dei quartieri impegnano solo i componenti delle associazioni che le organizzano anzichè riguardare tutti. 
Bene fanno Legambiente e le associazioni cittadine che ripuliscono periodicamente i luoghi abbruttiti da rifiuti e immondizia di ogni genere. Il limite di queste azioni, però, sta nel fatto che non si trasformano in buone pratiche, non ridimensionano le cattive abitudini dei materani che usano ancora i cassonetti come canestri  e i cestini per le carte come contenitori per l’umido. 
Il sindaco Adduce, qualche tempo fa, spiegò proprio dalle colonne de Il Quotidiano che i Sassi non possono essere musealizzati ma che richiedono ingenti risorse per la loro manutenzione. Oggi quel principio si deve trasformare in impegno centrale per l’amministrazione comunale, a cominciare dal divieto di accesso delle auto all’interno della cinta che li circonda, che da via D’Addozio a via Buozzi così come del centro storico e in particolare di via Del Corso. Si avvii prima possibile la ztl affidando alla polizia municipale il pugno di ferro necessario ad insegnare a chi non lo ha ancora capito, come si difende la propria città, coinvolgendo scuole, associazioni, università, commercianti. E’ necessario inoltre un programma di pulizia ad hoc che coinvolga gli antichi rioni e li trasformi in “salotto della città”, ma salotto vero. 
Le immagini di questa pagina sono la  peggiore sconfitta per le istituzioni e la comunità. 

 

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