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Carriero e Gandi pronti
a presentare le dimissioni

Basilicata

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HA fornito tutte le risposte alle domande ed alle contestazioni del movimento Altragricoltura, il presidente del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, Angelo Carriero, che ha voluto incontrare la stampa per chiarire la situazione dell’ente rispetto alla debitoria ed alla questione dell’aumento dei canoni irrigui. Carriero ha anche replicato sul mancato rinnovo dei vertici consortili, le indennità ed il delicato tema del presunto mancato indennizzo alle aziende alluvionate. «Siamo pronti a dimetterci per procedere a nuove elezioni, se lo dovesse disporre la Regione - ha esordito Carriero, accompagnato dal direttore generale Giorgio Gandi - non lo abbiamo fatto finora, solo perchè dal 2008, anno della scadenza, la Regione ha emesso tre delibere di proroga del nostro mandato, che non è a 45 giorni come gli enti pubblici, essendo organi di autogoverno, pertanto questa norma non è applicabile a noi». Carriero ha poi fatto spallucce quando il cronista gli ha fatto notare che non esisterebbero proroghe sine die, come quella quinquennale di cui ha beneficiato il Cda da lui presieduto.  «La Regione ha regolamentato il tutto con le sue delibere -ha ribadito- noi ogni anno abbiamo stanziato le cifre dovute per le eventuali elezioni, quindi eravamo pronti». Poi il nodo del bilancio: «Abbiamo sempre chiuso la nostra contabilità in pareggio -ha spiegato Carriero- perchè ogni anno facciamo la “lista della spesa” per i costi di esercizio. Il nostro è un problema di liquidità, poichè dal 2000 la società di riscossione Equitalia, ha cambiato le regole, non versando più in anticipo le somme messe a cartella da noi, pagando il corrispettivo solo quando riescono a riscuotere. Ciò significa che su 10 milioni annui che mettiamo a ruolo, dal 2003 incassiamo solo l’85%; il resto si accumula arrivando a cifre importanti. Oggi abbiamo 15milioni di credito da riscuotere, di cui solo 2 scaturiscono dal mancato pagamento di enti pubblici (Provincia, Curia ecc.). Il restante deriva dalla morosità degli utenti privati. Il debito con le società di servizi (Enel in primis) ammonta a 12 milioni». Quindi, in base a quanto dichiarato da Carriero, se tutti pagassero i canoni non ci sarebbero debiti rispetto alle utenze. Sulla presunta distrazione dei fondi destinati a ristorare le aziende alluvionate, Carriero ha detto: «Abbiamo avuto un milione e 550mila euro, poi ridotti a 1,2 milioni; abbiamo ricevuto un milione a gennaio e 200mila euro ad aprile, provvedendo a compensare tutte le cartelle di circa 5-6mila aziende beneficiarie, che a giugno potranno avere una riduzione del 22%».  Rispetto al famigerato aumento del canone irriguo di 150 euro/ettaro, Carriero è stato chiaro: «Le tariffe che noi applichiamo sono ferme al 1995; l’adeguamento agli aumenti dell’Ente irrigazione, che gestisce la gran parte delle nostre fonti di approvvigionamento idrico, è stato deciso a decorrere dal luglio 2009, finora siamo riusciti a prendere tempo, ma oggi non possiamo più farlo e non si tratta di un provvedimento di straordinaria amministrazione, che noi come Cda in proroga non potremmo adottare, bensì di un adempimento. L’assessore regionale, Nicola Benedetto, ha annunciato la convocazione di un tavolo con l’Ente irrigazione per compensare questi costi; oggi ha pagato solo chi non è iscritto al Consorzio, non avendo proprietà nel territorio di competenza. Il ricavato è finito su un conto corrente e potrà essere restituito, qualora si trovasse una soluzione compensativa. Anche se, al momento, il tutto è sospeso e chiarisco che la decisione di far passare l’aumento è stata inserita nel bilancio, votato dal Consiglio dei delegati, pur essendo un provvedimento dell’esecutivo ristretto». Infine sulle presunte indennità d’oro: «Percepiamo le stesse indennità del precedente mandato; io da presidente guadagno 1.500 euro netti al mese, il che rispetto alle responsabilità che ho, non mi sembra esagerato».In conclusione, abbiamo provocato Carriero sulla opportunità di dimettersi per velocizzare il rinnovo, anzichè attendere che lo faccia la Regione.  «Non lo abbiamo fatto finora anche per rispondere alle indicazioni delle associazioni di categoria che ci sostengono, ma certamente una gestione commissariale in questo momento storico non gioverebbe al Consorzio, lo dico sommessamente. Oggi, ad onor del vero, servirebbe anche un turn over del personale, visto che dopo i pensionamenti non sono stati rimpiazzati». Ci sono utenti morosi nel Consiglio dei delegati? Abbiamo chiesto a Carriero, visto che sarebbero ovviamente incompatibili: «Mi risulta che non ce ne siano, visto che quelli accertati hanno già avviato le transazioni; poi, se nel frattempo se ne sono manifestati altri, non lo sappiamo, non facendo accertamenti periodici».

CARICHE SCADUTE - Si va avanti dal 2008

Il mandato dell’attuale Consiglio di Amministrazione del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto, è tecnicamente scaduto nel 2008, essendo quinquennale con inizio nel 2003. Secondo quanto dichiarato ieri dal presidente Carriero, da quell’anno la dirigenza sollecita la Regione sull’eventualità del rinnovo, procedendo addirittura a mettere in bilancio le poste utili a finanziare le eventuali elezioni. La Regione, sempre in base a quanto dichiarato da Carriero, avrebbe emesso ben tre delibere di proroga, non dando alcuna indicazione sulla probabile data del rinnovo. Questi provvedimenti regionali hanno lasciato il Consorzio in regime di ordinaria amministrazione.

 

RIMBORSO AGLI ALLUVIONATI - Nessuna distrazione

La regione ha inizialmente stanziato circa 1 milione e 550mila euro per sgravare circa 6mila aziende metapontine colpite dall’alluvione del 2011 di parte del canone. La somma si è poi ridotta a 1,2 milioni ed Altragricoltura accusa il Consorzio di averla intascata senza darla ai beneficiari. Carriero ha chiarito di aver incassato un milione a gennaio 2013 e 200mila euro ad aprile, inserendo già le somme a ristoro dei ruoli 2010. Quindi, secondo quanto dichiarato dal presidente, nelle cartelle del prossimo giugno, gli utenti beneficiari potranno notare uno sgravio pari al 22% della somma totale esigibile.

 

IL DEBITO - Dodici milioni

Ammonta a 12 milioni il debito totale contratto dal Consorzio con le società di servizi (Enel ed altre) per il mancato pagamento delle bollette. Per il resto, come spiegato da Carriero, il bilancio dell’ente consortile è in pareggio, mancando solo le liquidità per effetto del mancato introito di crediti pari a circa 2 milioni dagli enti pubblici e 13 dalle aziende private. Nessun credito è attualmente inesigibile, ha chiarito Carriero, perchè ove Equitalia non avesse adempiuto al suo compito di riscossione nei tempi di legge, dovrebbe rispondere di tasca propria rifondendo il Consorzio del mancato credito incassato.

 

MANUTENZIONE CANALI - Si fa il possibile

Il Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto, gestisce una rete di circa 1.500 chilometri di canali, ma allo stato attuale può garantire la manutenzione solo di circa 300 chilometri, data l’esiguità delle risorse disponibili. «Per fare tutto -ha chiarito Carriero- servirebbero fondi per dieci volte di più. Comunque, rispetto agli eventi alluvionali, è bene sapere che i canali di bonifica non possono assorbire l’ondada di piena di un fiume, quindi le responsabilità di quando è accaduto, vanno cercate altrove. In ogni caso, nei nostri canali non ci sono ostruzioni tali da comprometterne l’agibilità idraulica, trattandosi pelopiù di canne, che ove fossero eliminate ricrescerebbero dopo un mese».

 

DALLA REGIONE, I PROGETTI - Ok le idee ma mancano i fondi

Nel futuro del Consorzio di bonifica ci sono anche investimenti per ridurre i costi dell’energia, come propone da sempre Altragricoltura, ma finora sono stati soffocati dalla difficoltà di inserimento nella rete, visto che l’ente consortile è moroso. «Se non riusciamo a pagare le bollette in tempo - ha spiegato Carriero - non saremo mai in grado di entrare ne mercato libero o realizzare economie di scala». Quindi il ragionamento torna sempre alla mancanza di liquidità. Per il futuro, il Consorzio sta lavorando alla realizzazione dell’adduttore San Giuliano - Nodo Ginosa, sul quale sono stati investiti 22 milioni di euro. Poi, a valere sul Psr regionale, c’è un progetto di riqualificazione delle condotte ammalorate, per cui è prevista una spesa di 13 milioni al netto dell’Iva, ma è tutto fermo proprio perchè la Regione non finanza l’imposta. Poi c’è il progetto di Conturizzazione, che mediante l’installazione di appositi contatori, consentirebbe il passaggio dei pagamenti da tariffa a volume, in modo da consentire a chi consuma meno di pagare per quanto consuma ed a chi eccede di compensare. Vale 20 milioni di euro, ma anche qui la mancanza di trasferimenti regionali ha fermato l’installazione per tutti i novemila utenti iscritti. Quindi, oggi, l’ente consortile va avanti pressocchè per inerzia, tra corrente elettrica staccata per morosità, progetti ben impostati ma senza fondi e una dirigenza a mandato scaduto da almeno 5 anni.

 

a.corrado@luedi.it

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