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Emilio Colombo e i ricordi dei "zanghi"

Basilicata

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3 minuti 36 secondi
Ripercorrere con te i momenti cruciali della tua vita di uomo politico significa ripercorrere tutti o quasi tutti i momenti cruciali dei primi decenni della storia politca della Repubblica, come della storia dell'unificazione europea. Io però, presidente, vorrei partire un po' dall'antefatto, dagli anni della tua giovinezza, e dalla tua formazione in famiglia. Ti conosco come un uomo molto riservato, come del resto erano quasi tutti gli uomini politici della tua generazione, i tuoi compagni in quella straordinaria avventura politica che ebbe inizio con la formazione, dopo la caduta del fascismo, dei nuovi partiti politici; e ancor prima a partire dagli anni della tua militanza, quando c'era ancora il fascismo, nelle organizzazioni cattoliche. Ma vorrei cominciare il nostro dialogo dalla tua adolescenza. Mi chiedo che cosa ti hanno dato, come principi a cui ispirarsi nella vita, la tua famiglia e la tua città, Potenza. 
Ti devo dire anzitutto che prepararmi a questa intervista è stata una fatica. Una fatica ricordare e rivivere le emozioni di quegli anni, come se fosse allora. Inevitabilmente, paragonandole e rapportando quella nostra vita, quel nostro impegno politico, quelle nostre battaglie politiche, alla realtà che stiamo vivendo oggi: in una fase della nostra storia, della nostra vita politica, in cui c'è un bipolarismo improvvisato, privo di fondamenti culturali, dove prevale, mi pare, non solo l'idea del potere, ma il rapporto con gli altri sulla base del confronto tra amico e nemico; e non di un confronto tra culture e visioni politiche diverse, ma di uno scontro tra persone, che si svolge come nel vuoto; e non di una dialettica tra idee - e non voglio certo dire tra ideali diversi, perché saliremmo su un altro piano, che oggi mi sembra sconosciuto. Se leggo bene il tuo pensiero, tu mi stai dicendo che erano degli ideali, quelli per cui vi battevate: sia voi e i vostri alleati, repubblicani, socialdemocratici, liberali, che i vostri avversari, comunisti o social-comunisti. 
Il primo capitolo del libro “Per l’Italia Per L’Europa” edito da “Il Mulino” è pubblicato integralmente sul Quotidiano di oggi in edicola (SFOGLIALO ON LINE)

Ripercorrere con te i momenti cruciali della tua vita di uomo politico significa ripercorrere tutti o quasi tutti i momenti cruciali dei primi decenni della storia politca della Repubblica, come della storia dell'unificazione europea. Io però, presidente, vorrei partire un po' dall'antefatto, dagli anni della tua giovinezza, e dalla tua formazione in famiglia. Ti conosco come un uomo molto riservato, come del resto erano quasi tutti gli uomini politici della tua generazione, i tuoi compagni in quella straordinaria avventura politica che ebbe inizio con la formazione, dopo la caduta del fascismo, dei nuovi partiti politici; e ancor prima a partire dagli anni della tua militanza, quando c'era ancora il fascismo, nelle organizzazioni cattoliche. Ma vorrei cominciare il nostro dialogo dalla tua adolescenza. Mi chiedo che cosa ti hanno dato, come principi a cui ispirarsi nella vita, la tua famiglia e la tua città, Potenza. 


Ti devo dire anzitutto che prepararmi a questa intervista è stata una fatica. Una fatica ricordare e rivivere le emozioni di quegli anni, come se fosse allora. Inevitabilmente, paragonandole e rapportando quella nostra vita, quel nostro impegno politico, quelle nostre battaglie politiche, alla realtà che stiamo vivendo oggi: in una fase della nostra storia, della nostra vita politica, in cui c'è un bipolarismo improvvisato, privo di fondamenti culturali, dove prevale, mi pare, non solo l'idea del potere, ma il rapporto con gli altri sulla base del confronto tra amico e nemico; e non di un confronto tra culture e visioni politiche diverse, ma di uno scontro tra persone, che si svolge come nel vuoto; e non di una dialettica tra idee - e non voglio certo dire tra ideali diversi, perché saliremmo su un altro piano, che oggi mi sembra sconosciuto. Se leggo bene il tuo pensiero, tu mi stai dicendo che erano degli ideali, quelli per cui vi battevate: sia voi e i vostri alleati, repubblicani, socialdemocratici, liberali, che i vostri avversari, comunisti o social-comunisti. 
Il primo capitolo del libro “Per l’Italia Per L’Europa” edito da “Il Mulino” è pubblicato integralmente sul Quotidiano di oggi in edicola (SFOGLIALO ON LINE)

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