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Strage di braccianti sulla 106
Viaggiavano verso i campi lucani

Basilicata

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TREBISACCE (COSENZA) - Un boato scuote la tranquilla notte di contrada Pagliara, quartiere alla periferia nord di Trebisacce, diviso a metà dal viadotto della 106 bis, oggi E 90, che ne costeggia i tetti delle case. Chi dormiva non ha potuto fare a meno di svegliarsi per il botto che si è udito a notevole distanza. Dai balconi e dalle finestre si sentivano urla disperate ed invocazioni di aiuto. Era buio pesto alle 3 di notte e dalla superstrada si sentivano solo urla ma non si vedeva niente. Poi, i lampeggianti della prima ambulanza, quelli dei Vigili del Fuoco di Trebisacce e della pattuglia dei carabinieri, intervenuta con il maresciallo Natale Labianca, illuminano una scena  raccapricciante: corpi senza vita e persone ferite e insanguinate che si lamentano e chiedono disperatamente di essere aiutate.

Erano in nove, a bordo del Fiat Ducato di proprietà di una società cooperativa agricola, partito a notte fonda da Rossano per raggiungere il Metapontino. Nove braccianti agricoli, sei donne e tre uomini, che avrebbero dovuto raccogliere fragole nei campi lucani. Percorreva il tratto in ripida discesa del viadotto sul torrente Pagliara, il Ducato condotto dalla rumena Ion Marinela, di 27 anni, quando, forse a causa di un pneumatico scoppiato, ha perso il controllo del mezzo. Comincia un pericolossimo valzer sulle carreggiate. Il Ducato sbatte violentemente contro le barriere di protezione del viadotto che reggono all’urto, evitando che il mezzo precipiti da un’altezza di circa 10 metri. Molti dei nove passeggeri vengono sbalzati fuori dal mezzo. Rimane lucida e illesa la sola conducente del mezzo che ha il buon senso di fermare un Tir e chiedere soccorso. L’aspetto è importante perché il grosso mezzo ha segnalato l’incidente ed evitato che altre auto potessero piombare sul mezzo incidentato e sui feriti che stazionavano sulla carreggiata. 

IL BILANCIO E’ DI DUE MORTI E SEI FERITI DI CUI DUE GRAVI.  Il momento di estrema confusione lascia il posto alla razionalità ed i sanitari del primo 118 giunto sul posto da Trebisacce, cominciano ad occuparsi dei feriti più gravi. Nulla possono fare per Mocan Marcel, rumeno di 38 anni, morto sul colpo, per sfondamento cranico, dopo aver picchiato il capo contro le barriere del viadotto. Tra le braccia dei soccorritori è spirato anche Badu Doru,  rumeno di 43 anni, poli-traumatizzato. Il medico legale, dottore Rocco Soldato di Trebisacce, ha eseguito la constatazione di morte e l’esame cadaverico visivo. Nel mentre due lenzuoli bianchi coprono pietosi i corpi di Marcel e di Doru, sul posto giungono le altre ambulanze: una seconda da Trebisacce, dei 118 di Corigliano e Cassano e della Misericordia di Trebisacce in servizio a Corigliano di supporto al 118. Arrivano anche i Vigili del Fuoco di Castrovillari che contribuiscono a illuminare, con le fotoelettriche, la scena apocalittica e una pattuglia della Polstrada di Rossano con il sostituto commissario Giovanni Matalone a coordinare i rilievi tecnici eseguiti dall’assistente capo Alfredo Brunetti e dall’assistente scelto Leonardo Filippelli. A dar manforte ai colleghi di Trebisacce, anche una pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Corigliano. La superstrada E 90 viene interdetta al traffico dallo svincolo di Trebisacce – centro storico a quello successivo di Trebisacce nord. Il traffico viene deviato sulla vecchia statale 106 jonica e, sulla superstrada, viene riaperto solo alle 7 e 30, dopo che gli uomini dell’Anas hanno ripristinato le condizioni di sicurezza sull’arteria e la rimozione del mezzo incidentato da parte dell’Aci.

SI SOCCORRONO I FERITI. Detto che la conduttrice del mezzo è rimasta illesa, i sanitari si sono dedicati ai sei feriti, cinque donne e un uomo, quattro rumene e due bulgari. La più grave è subito apparsa A.S., rumena di 16 anni, che avrebbe riportato un imponente trauma maxillo-facciale, la frattura dell’omero e altri traumi che avrebbero indotto i sanitari a trasferirla in ambulanza all’Annunziata di Cosenza. L’altra ferita le cui condizioni destano preoccupazioni è Maria Linguraru, 31 anni, rumena, che dopo essere stata trasferita nella notte all’ospedale di Rossano, ieri mattina, in elisoccorso, è stata trasferita a Cosenza per un trauma occipito-parietale e cranico che meritano un attento stato di osservazione. Gli altri feriti, per i quali le prognosi variano fino a 30 giorni, sono Daniela  Ion, rumena di 27 anni; Fita Iacov Marian, rumena di 19 anni, Panaiatova Margherita, bulgara di 50 anni e Krastev Valery Ivanov, bulgaro di 44 anni. I feriti sono stati trasferiti in ambulanza presso gli ospedali di Rossano e di Corigliano che ne hanno accolto due a testa. Su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, Silvia Fonte-Basso, i corpi dei due rumeni deceduti, Marcel Mocan e Doru Badu, sono stati trasferiti presso l’obitorio del cimitero di Cassano allo Jonio, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

 

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