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Operazione Pegaso
La Banda delle 13 Panda

Basilicata

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MELFI - In totale 23 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di arresti domiciliari emesse dal gip di Melfi, Amerigo Palma, su richiesta del pm della procura della Repubblica di Melfi, Renato Arminio.

Sono questi i provvedimenti adottati nell’ambito dell’Operazione “Pegaso”, condotta in maniera sinergica dagli investigatori della squadra mobile e della polizia stradale di Potenza, sotto la direzione della procura di Melfi. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati ieri mattina nell’ambito di una conferenza tenutasi nella sede della Polizia stradale di Melfi.

Le misure sono state disposte nei confronti di quella che per gli investigatori era una vera e propria organizzazione malavitosa a carattere interregionale, operante nelle province di Potenza, Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Campobasso, Isernia, Salerno, Avellino, Benevento, Chieti e Pescara. La sua specializzazione sarebbero stati i delitti contro il patrimonio, in particolare furti, ricettazione e riciclaggio di veicoli di provenienza illecita  mediante il cambio dei dati identificativi e di immatricolazione con quelli di veicoli incidentati (nel riquadro uno dei punzoni utilizzati).

L’attività investigativa condotta, primo e unico caso per dimensione e articolazione in Basilicata, ha permesso inoltre di pervenire al recupero di 13 autovetture, tutte Fiat Panda, già restituite ai legittimi proprietari, che erano state asportate nelle aree coinvolti dall’operazione. Il merito è stato della segnalazione di un veicolo con centralina di provenienza illecita, ritrovato a Rionero in Vulture nei locali di un’officina meccanica, da cui gli investigatori sono riusciti a risalire indietro fino a scoprire tutti gli altri. 

Impressionate la sequenza delle azioni criminose condotta dall’organizzazione malavitosa, grazie alla presenza e alla partecipazione di più persone e all’utilizzo di strumenti idonei per la realizzazione delle singole azioni delittuose, nel contesto di un vero e proprio “protocollo criminoso”, costituito da diverse fasi operative.

Innanzitutto occorreva acquisire dei veicoli da rottamare, generalmente “van”  per impossessarsi dei documenti di immatricolazione e circolazione. Poi venivano presentate denunce di smarrimento di tali documenti, senza l’indicazione del fatto che si trattasse di un autocarro, in modo da ottenere una nuova immatricolazione dei veicoli interessati. E fin qui le contestazioni avanzate dagli inquirenti parlano di falsità in atti. Poi c’è il furto di autoveicoli e il possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli, ricettazione e riciclaggio dei veicoli rubati, la distruzione dei relativi documenti (carte di circolazione eccetera) e truffa aggravata.

«Questa brillante operazione - ha sottolineato il procuratore della Repubblica Renato Arminio -  riveste una importanza fondamentale nella lotta alla malavita. Dimostra inoltre l’assoluta necessità di mantenere in vita un presidio territoriale assai rilevante come quello del Tribunale di Melfi, nel contesto di un territorio pesantemente attaccato dalla criminalità limitrofa provenienti da Regioni di enorme pericolosità, quali Puglia, Campania e Calabria».

 Tra le persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare sono tre quelle residenti in Basilicata, i due fratelli Albano (Giuseppe e Pio Massimiliano) di Barile, e il melfitano Donato Prota di recente trasferitori a Rionero. Poi c’è il presidente del consiglio comunale di Cerignola, Natale Curiello, che ha ottenuto gli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, Curiello, accusato di favoreggiamento, avrebbe acquistato un’automobile “clonata” dall’organizzazione, rubata e con documenti falsi, senza però riuscire a fornire agli investigatori elementi convincenti per capire la provenienza del mezzo.

 

 

I NOMI

IN CARCERE

 

Donato Prota, 36 anni di Rionero in Vulture
Pio Massimiliano Albano, 39 di Rapolla
Giuseppe Albano, 31 anni di Rapolla
Pietro De Salvo, 36 anni di Cerignola
Alberto Macchiarulo, 29 anni di Cerignola
Gerardo Del Viscovo, 40 anni di Cerignola
Giuseppe Cassanelli, 24 anni di Cerignola
Massimo Di Napoli, 36 anni di Cerignola
Angelo Pugliese, 41 anni di Cerignola
Rocco Giuliano, 49 anni di Cerignola
Domenico Tricarico, 30 anni di Cerignola
Cosimo Damiano Casanova, 37 anni di Cerignola
Giuseppe Maffione, 29 anni di Cerignola
Saverio Pagliaro, 33 anni di Cerignola
Giovanni Gallo, 36 anni di Cerignola
Vincenzo Ruglio, 48 anni di Cerignola
Roberto Scalzo, 38 anni di Cerignola
Giuseppe Montrone, 30 anni di San Ferdinando di Puglia
Daniele Claudio Barra, 33 anni di San Ferdinando di Puglia

 

AI DOMICILIARI

Maria Ferraro, 28 anni di Cerignola
Natale Curiello  37 anni di Cerignol

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