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Scuola, il concorsone
nel mirino dell'Arma

Basilicata

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POTENZA - C’è chi avrebbe risposto al quesito di lingue straniere sbagliando l’idioma, se non proprio scrivendo in italiano. E chi avrebbe risposto una cosa per un’altra tanto per riempire lo spazio sul foglio. Ma in entrambi i casi sulle griglie di valutazione i giudizi espressi sarebbero stati traditi. E giù con voti e punteggi senza alcuna giustificazione. Fino a ottenere una graduatoria almeno in parte falsata. 

Sono stati acquisiti venerdì scorso, negli uffici della direzione di Potenza, gli elaborati delle prove scritte del concorsone per 42 nuovi dirigenti scolastici da distribuire tra gli istituti di mezza Basilicata. In realtà dal 2011, quando è stato pubblicato il bando, i posti “vacanti” sono aumentati per i dirigenti che sono andati in pensione. Perciò è previsto uno scorrimento della graduatoria. A meno che l’inchiesta dei militari del Reparto operativo dei carabinieri e della sezione di polizia giudiziaria del palazzo di giustizia coordinati dal pm Salvatore Colella non rimetta tutto in discussione. 

La storia in realtà comincia nel 2008 quando con decreto del Presidente della Repubblica è stato indetto il concorso che in tutta Italia avrebbe dovuto portare al reclutamento di 2.346 presidi tra quasi 150mila candidati:  215 nel Lazio, 355 in Lombardia, 224 in Campania e via così fino ai 35 dell’Umbria e i 42 della Basilicata. Stando a quanto stabilito del nuovo regolamento per la loro selezione il concorso si sarebbe dovuto svolgere in tutte le sue fasi a livello regionale: cioè i diversi Uffici scolastici regionali dovevano curare l’organizzazione del concorso, nominare le commissione esaminatrici, vigilare sul regolare e corretto espletamento della procedura concorsuale, approvare le graduatorie di merito al termine delle varie fasi, emanare i provvedimenti di esclusione dal concorso e curare l’organizzazione e lo svolgimento dell’attività di formazione e tirocinio in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica. 

Perciò a settembre del 2011 è spettata al direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Basilicata, Franco Inglese, la scelta della Commissione esaminatrice.  Antonio Sergio De Franchi, professore di prima fascia dell’Università degli Studi della Basilicata, è stato nominato presidente, mentre a Giuseppe Spadafora, a sua volta professore di prima fascia ma dell’Università degli Studi della Calabria, è toccato il ruolo di supplente. Con loro come componenti sono stati designati il dirigente scolastico Adele Trotta e il dirigente tecnico, nonché «esperto di organizzazioni pubbliche», Francesco Fasolino. Infine come componenti supplenti sono stati indicati il dirigente tecnico, sempre «esperto di organizzazioni pubbliche», Giuseppe Pepe e il dirigente scolastico Rosa Maria Giordano. Quest’ultima avrebbe rinunciato a stretto giro così al suo posto è arrivata Carmela Bove.

I candidati “lucani” alla fine sarebbero stati 674 e il 10 ottobre del 2011 si è svolta la prima prova preselettiva. A passarla sono stati in 147 che tra il 14 e il 15 dicembre si sono presentati nelle aule del liceo “Gianturco” di Potenza per la seconda prova scritta. Ed è qui che i più risentiti lamentano che qualcosa non sia andato per il verso giusto, quando si è trattato di attribuire i voti agli elaborati e stilare la lista dei 63 ammessi a sostenere la prova orale a partire dal 9 maggio dell’anno scorso all’Isis “Da Vinci” di Potenza. I primi ricorsi risalgono ad allora. Poi a giugno c’è stata la pubblicazione delle graduatorie e dei punteggi complessivi in 120esimi, di cui 60 per le prove scritte e 30 per l’orale. Il resto tra titoli di servizio e culturali. 

L’atto con cui 22 neodesignati dirigenti scolastici sono stati immessi in ruolo dal direttore generale Inglese per l’anno di prova previsto dal bando è del 22 agosto. Dunque dal 1 settembre i nuovi presidi hanno preso servizio negli istituti (18 comprensivi e 4 superiori) di Matera, Potenza, Venosa, Melfi, Barile, Scanzano Jonico, Bernalda, Ruoti, Stigliano, Tricarico, Albano di Lucania, Atella, Rapolla, Policoro, Lavello, Moltalbano Jonico e Picerno. 

Intanto, però, ai ricorsi al giudice amministrativo si è sommata la denuncia di uno dei candidati, bocciato al secondo scritto, che dopo aver chiesto e ottenuto di esaminare gli elaborati di chi aveva passato la prova si è presentato dai militari al comando del tenente colonnello Gianfilippo Simoniello e del capitano Antonio Milone. Il sospetto sarebbe che qualcuno dei 62 idonei e pure dei presidi già immessi a ruolo sia stato favorito oltremisura. Anzi in maniera a dir poco spudorata. Errori della commissione o raccomandazioni? Non è una distinzione di poco conto, dato che di mezzo ci passa la commissione di un reato.

l.amato@luedi.it

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