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Terni, Bubbico difende la Polizia
Attraverso la rete piovono critiche

Basilicata

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MENTRE le immagini del sindaco di Terni con la testa ricoperta di sangue hanno già fatto il giro del mondo, riprese dalle prime pagine dei giornali on line e dalle bacheche dei social network, l’ex senatore Filippo Bubbico parla all’Huffington post, nella prima intervista in qualità di vice ministro degli Interni, per commentare i tragici fatti di Terni. La potenza espressiva di una fotografia come quella che immortala il primo cittadino ferito nel corso della manifestazione pacifica al fianco degli operai della Thyssen, contro l’intervento da pompiere dell’ex governatore lucano che in qualità di vice di Alfano cerca di smorzare i toni di polemiche e accuse rivolte alle forze dell’ordine. 

«Stiamo indagando, ma difendo la polizia»: è la sua linea, sintetizzata dal titolo dell’articolo. Ma le parole dell’esponente di Governo non piacciono alla rete. In poche ore la pagina on line del giornale si riempie di commenti molto duri. «Non voto più il partito che ha eletto Bubbico». Qualcuno fa notare che il vice ministro non esprime esprimere nemmeno una parola di solidarietà al sindaco di Terni. Attento solo a difendere le forze dell’ordine a prescindere.

E per farlo, il ministro, utilizza anche l’esperienza di Scanzano, la più grande protesta di massa che la Basilicata ricordi, proprio quando lui era presidente. «L’esperienza di Scanzano - racconta al cronista che lo incalza - dimostra quello che sto dicendo sulla grande tradizione di democraticità delle forze di polizia, che ci hanno dimostrato preziosa presenza e grande vicinanza nella protesta contro il deposito nucleare». 

L’ex saggio scelto da Napolitano prova subito a smorzare i toni declinando il “fatto gravissimo” di cui parla il cronista in “un episodio abbastanza grave”. Che richiede grande attenzione - ammette l’ex diessino lucano - ma sul quale è necessario «evitare strumentalizzazioni». 

«Verranno accertati gli eventi! Soprattutto - insiste -  è necessario ricostruire i fatti «in virtù della tradizione di grande responsabilità che la polizia ha saputo manifestare in situazioni complicate di piazza. E’ quella buona reputazione che chiede oggi una verifica più attenta e puntuale». Assicura che il Governo riferirà in Parlamento, nei tempi possibili. Lui, l’esponente del Pd dell’Esecutivo, vice del ministro del Pdl, si trova anche nella difficoltà di conciliare l’atteggiamento opposto dei due schieramenti: con il centro destra, da sempre a sostegno delle forze dell’ordine,  che praticamente ha taciuto sull’accaduto e il centro sinistra che invece ha mostrato grande sensibilità alla questione. «E’ perché il sindaco è del Pd, ed è stato senatore di grande capacità di mediazione anche nelle situazioni di conflitto più complicate». Solo per questo? Il cronista incalza facendo notare che nella sua risposta non accenno alla condizione degli operai? Bubbico pone rimedio: «Non c’è dubbio che in campo ci sono lavoratori i cui diritti vanno salvaguardati, insieme al riconoscimento della capacità delle forze di politica di gestire situazioni di grande criticità». 

Poi ritorna alla patata bollente, la carica di Terni. «Se ci sono stati comportamenti non conformi, bisognerà intervenire. Che significa utilizzare gli strumenti propri previsti dall’ordinamento. Occorre la disponibilità di tutti: dei lavoratori e delle forze di polizia che devono esercitare la loro funzione in maniera intelligente. Bisogna fare valere i principi democratici a tutela di tutti i lavoratori in campo. Gli eccessi vanno evitati da entrambi i lati». Ma il vice ministro dice no alla proposta di istituire un sistema che renda indentificabili gli agenti in piazza. «Non mi pare che ci sia una casistica che giustifichi l’adozione di strumenti del genere. E poi oggi non mancano certo gli strumenti di documentazione per indagare eventuali abusi. Vanno valutate le ricadute delle proposte che si fanno, perché molto spesso gli effetti non rispecchiano l’intento iniziale». L’obiettivo rimane quello di far convivere ordine e sicurezza ma nel frattempo dare la possibilità a chi soffre e perde il lavoro - numero destinato a crescere nei prossimi mesi con il conseguente moltiplicarsi delle manifestazione di piazza come quelle di Terni - di poterlo manifestare. E conclude: «La polizia deve essere aiutata a gestire questo momento di difficoltà. I poliziotti sono persone che mettono a rischio la propria vita per lo Stato e spesso questo non viene riconosciuto abbastanza, non sempre vengono trattati bene, la loro è anche un’attività rischiosa e usurante e anche loro vivono in maniera diretta gli effetti della crisi».

                                                                                                                                                                                                                     m.labanca@luedi.it

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