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Buongiorno Luciano,
video e canzone sulla sessualità

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 51 secondi

POTENZA - Qualche volta ci capita di non prestare troppa attenzione alle canzoni che ascoltano i nostri figli. Poi ci si trova a una festa, magari quella per la fine dell’anno scolastico.

E lì fai delle scoperte che ti lasciano un po’ interdetta. Perché ti accorgi che quello che i bambini cantano a squarciagola non è una canzoncina innocente. Non è “ci son due coccodrilli”, tanto per tirar fuori un esempio. Si parla, infatti, di frutta, di ortaggi, maestre e bidelle. Ma tutto in modo ambiguo. Anzi non troppo. Perché “Buongiorno Luciano”  è la storia di un bambino di nove anni alla scoperta del sesso. Con musica e immagini.

Ve la ricordate “Buongiorno, buongiorno, io sono Francesco”, di Francesco Tricarico? Quella è la base musicale. Un motivetto che, evidentemente, entra molto facilmente in testa, soprattutto quella dei più piccoli. Che si fanno poi trasportare anche dalla storiellina che in due minuti e mezzo si racconta. Gli autori della canzoncina sono i Gem boy, un gruppo che da sempre fa musica demenziale. Come sia arrivata ai bambini è un mistero. Ma loro, ormai, sono molto più veloci dei genitori nel navigare in internet. E sarà bastato che uno solo di loro abbia scoperto il motivetto per diffondere “il verbo”.

Luciano è, manco a dirlo, il figlio dell’ortolano. Una mattina porta alla sua maestra una mela, ricevendone in cambio un bacio. E’ un bimbo di nove anni Luciano. E si esalta per quel bacio. Pensa così che potrebbe ottenere qualcosa in più cambiando frutto: che succederà portando alla maestra un cocomero? Ma la maestra, intenta a fumare “rosmarino” e a parlare con chissà chi - delude il povero Luciano, non dandogli nulla. Il bambino piangente viene consolato dalla bidella e dai “suoi meloni”. «In cambio di un cocomero ti do’ sti due meloni», dice testualmente la bidella, che viene poi letteralmente azzannata dal bambino.  «Vedete bambini, non si possono morsicare, prendetele in mano, toccatele piano e datele baci e datele carezze», canta Luciano mentre la bidella urla per il dolore. Ovviamente il tutto è accompagnato da un esplicito disegno: un cartone animato - anche mal disegnato - che così risulta forse più gradito ai bambini. E il seno della bidella in bocca al bambino lascia davvero interdetti.

Ma non è finita. Perchè il bambino Luciano, strozzato dal seno della bidella, ha un attacco d’asma e un’ambulanza deve trasportarlo in ospedale, dove arriva «quasi morto». E mentre pensa che sia dannoso regalare frutta alle donne (in video appaiono mele, cocomeri, pere e banane), arriva il classico dei sogni erotici: l’infermiera.

«E l’infermiera mi ha salvato/qui c’è un gran bel gioco e se vuoi ci puoi giocare», dice l’infermiera indicando «la patata». Non è una volgarità, è quello che dice la canzoncina. Sulla gonna dell’infermiera, all’altezza dei genitali, compare una “X” di colore rosso. «La terra ha i suoi frutti, basta saperli cogliere, assaggiali e impara», consiglia l’infermiera.

E così un felice Luciano saluta e racconta di «aver toccato con mano sotto la gonna dell’infermiera e di aver scritto su un foglio “W la patata”».

Hanno capito fino in fondo i bambini questa canzoncina? No, se uno di loro ha poi chiesto alla mamma che cos’è il “rosmarino” e che cos’è la “patata”. Ai bambini di 9-10 anni quel mondo ancora quasi sconosciuto, viene così svelato nel modo più volgare possibile. E, tra l’altro, le protagoniste femminili sono le persone che dovrebbero essere dei riferimenti importanti per i più piccoli: dalla maestra alla bidella, fino all’infermiera. Donne che fumano droghe in classe e si fanno palpeggiare senza problemi dai ragazzini inesperti. Che magari, passando davanti alla bidella vera, a scuola, avranno poi fatto chissà quali pensieri. Senza contare l’altro messaggio che arriva: come al solito le donne come oggetto sessuale. Le donne sono quelle che hanno tutti i frutti e «assaggiarli» è un atto normale. E se pensassero che fosse normale farlo anche con le loro compagne?

Speriamo di no. Speriamo che i tentativi di educarli a una sana sessualità portino... frutti diversi. 

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