Salta al contenuto principale

Manifesti anonimi dedicati a Crocco
A Potenza il ricordo del brigante

Basilicata

Tempo di lettura: 
1 minuto 47 secondi

 

POTENZA, 18 GIU - Alcuni manifesti con l’immagine del brigante lucano Carmine Crocco - nato a Rionero in Vulture (Potenza) nel 1830 e morto a Portoferraio (Livorno) il 18 giugno 1905 - sono stati affissi su alcuni muri di Potenza, per celebrarne l’anniversario della morte.
I manifesti non sono firmati, ma accanto all’immagine (in bianco e nero) del brigante sono riportate la data di morte e quella di oggi, e le frasi “L'anima che arde è il faro degli uomini che combattono” e, in caratteri grandi, “Carmine Crocco presente”. L’uomo - definito “Il generale dei briganti” - fu uno dei più ricercati banditi del periodo post-unitario, dopo essere stato un militare borbonico. Le scorribande del suo gruppo avvenivano principalmente nell’area del Vulture: fu arrestato nell’agosto del 1864 nello Stato Pontificio, dove aveva provato a rifugiarsi dopo il tradimento di un compagno. Fu condannato a morte nel 1872, ma la pena fu poi commutata in ergastolo, nel carcere di Portoferraio, dove Crocco scrisse anche le sue memorie. (ANSA).

Alcuni manifesti con l’immagine del brigante lucano Carmine Crocco - nato a Rionero in Vulture (Potenza) nel 1830 e morto a Portoferraio (Livorno) il 18 giugno 1905 - sono stati affissi su alcuni muri di Potenza, per celebrarne l’anniversario della morte.

 

I manifesti non sono firmati, ma accanto all’immagine (in bianco e nero) del brigante sono riportate la data di morte e quella di oggi, e le frasi “L'anima che arde è il faro degli uomini che combattono” e, in caratteri grandi, “Carmine Crocco presente”. 

L’uomo - definito “Il generale dei briganti” - fu uno dei più ricercati banditi del periodo post-unitario, dopo essere stato un militare borbonico. Le scorribande del suo gruppo avvenivano principalmente nell’area del Vulture: fu arrestato nell’agosto del 1864 nello Stato Pontificio, dove aveva provato a rifugiarsi dopo il tradimento di un compagno. Fu condannato a morte nel 1872, ma la pena fu poi commutata in ergastolo, nel carcere di Portoferraio, dove Crocco scrisse anche le sue memorie.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?