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Suicida il presunto killer di Grazia Lepore
Walid Zarai si è tolto la vita in carcere

Basilicata

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SI E' tolto la vita. Gli agenti della penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano ne sono certi. Walid Zarai, il 33 enne tunisino accusato dell'omicidio di Grazia Lepore, a Genzano il 24 giugno dell'anno scorso, non ha retto più. Dopo che soltanto qualche settimana fa aveva incontrato i familiari della vittima durante l'ultima udienza del processo nei suoi confronti. 
Walid Zarai era stato rinviato a giudizio lo scorso 8 gennaio dal gup Luigi Spina che aveva accolto la richiesta del sostituto procuratore Gerardo Salvia.
Era il 24 giugno del 2012 quando il corpo senza vita di Grazia Lepore è stato trovato nella sua abitazione nel centro di Genzano dove la donna, residente a Roma, si trovava da pochi giorni. 
La donna è stata massacrata di botte e poi uccisa forse per una rapina finita male. Gli investigatori del Comando provinciale di Potenza dei Carabinieri guidati dal capitano Antonio Milone si sono concentrati prima di tutto sui vicini di casa, extracomunitari: vi sarebbero stati, in passato incomprensioni sfociate anche in litigi anche con altre persone
A metà luglio del 2012 gli uomini dell’Arma hanno quindi arrestato Walid Zarai, 33 anni, che si era reso irreperibile subito dopo il delitto ed era in partenza per Napoli. Per gli inquirenti si trovava sul luogo del delitto perché gli accertamenti tecnici e scientifici hanno estratto tracce di Dna da cui è stato individuato il profilo genetico riconducibile a lui.

Si è  tolto la vita. Gli agenti della penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano ne sono certi. 

Walid Zarai, il 33 enne tunisino accusato dell'omicidio di Grazia Lepore, a Genzano il 24 giugno dell'anno scorso, non ha retto più. Dopo che soltanto qualche settimana fa aveva incontrato i familiari della vittima durante l'ultima udienza del processo nei suoi confronti. 

Walid Zarai era stato rinviato a giudizio lo scorso 8 gennaio dal gup Luigi Spina che aveva accolto la richiesta del sostituto procuratore Gerardo Salvia.

Era il 24 giugno del 2012 quando il corpo senza vita di Grazia Lepore è stato trovato nella sua abitazione nel centro di Genzano dove la donna, residente a Roma, si trovava da pochi giorni. La donna è stata massacrata di botte e poi uccisa forse per una rapina finita male. 

Gli investigatori del Comando provinciale di Potenza dei Carabinieri guidati dal capitano Antonio Milone si sono concentrati prima di tutto sui vicini di casa, extracomunitari: vi sarebbero stati, in passato incomprensioni sfociate anche in litigi anche con altre personeA metà luglio del 2012 gli uomini dell’Arma hanno quindi arrestato Walid Zarai, 33 anni, che si era reso irreperibile subito dopo il delitto ed era in partenza per Napoli. 

Per gli inquirenti si trovava sul luogo del delitto perché gli accertamenti tecnici e scientifici hanno estratto tracce di Dna da cui è stato individuato il profilo genetico riconducibile a lui.

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