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Piano sanitario, le strutture per anziani
L'equilibrio pubblico-privato

Basilicata

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Piano regionale salute, audito in IV Ccp assessore Martorano
L’assessore ha riferito che si è nella fase conclusiva per la definizione del regolamento riguardante le strutture a carattere sanitario e prossimi per quelle a valenza socio-assistenziale
L’assessore alla Sanità, Attilio Martorano, è intervenuto in Quarta commissione consiliare (Politica sociale) in merito allo stato di attuazione del piano regionale integrato della salute e dei servizi alla persona e alla comunità 2012-2015, relativamente alle strutture residenziali per anziani. 
“La questione – ha spiegato Martorano – è stata discussa più volte in sede di approvazione del piano sanitari, giungendo alla conclusione che il punto va regolamentato in maniera più puntuale, sia per le Rsa, le residenze sanitarie assistite, che per la parte che riguarda il socio-assistenziale. Entrambe le specificità – ha precisato – quella più prettamente sanitaria e quella socio assistenziale hanno bisogno di un approccio più esaustivo. Il Dipartimento - ha aggiunto – è pronto a predisporre il manuale per la regolamentazione dell’accreditamento delle strutture assistite Rsa, una prima bozza è in procinto di essere discussa e, quindi, approvata. Per quanto concerne il socio-assistenziale – ha rilevato l’Assessore – si è dinanzi ad una platea variegata che opera sul territorio, svolgendo una azione spesso suppletiva, con strutture che ospitano pazienti autosufficienti ed altri che, nel corso degli anni, sono divenuti non autosufficienti. Si è creato, dunque, una sorta di equilibrio naturale tra le due tipologie per cui anche le strutture destinate al sociale, pur non raggiungendo la specializzazione del sanitario, hanno dovuto affrontare problematiche di tal fatta. Questo ha creato di fatto – ha aggiunto Martorano - un punto di criticità circa tutti i trattamenti con valenza prettamente sanitaria.  Di contro, i centri residenziali per anziani hanno assunto capacità tali da poter assistere pazienti non particolarmente ‘difficili’. Nessuna preclusione reciproca – ha asserito l’Assessore – tra le due tipologia di strutture, ma, evidentemente, procedure diverse per un omogeneo equilibrio sul territorio regionale. Per il settore sanitario – ha ribadito Martorano – si è giunti alla fase conclusiva con la discussione in merito alle definizione circa le modalità riguardanti autorizzazione e accreditamento, nel contempo, il Dipartimento sta delineando le linee guida per le strutture con valenza socio-assistenziale, residenziale o semi-residenziale. Tutto questo – ha concluso – per l’improcrastinabile necessità dell’esigenza di regole chiare nell’impostazione dei due comparti e dell’intero sistema sanitario e socio assistenziale per gli anziani, nell’interesse precipuo dei cittadini con la garanzia della qualità, dei requisiti minimi per l’accreditamento con l’attento e puntuale controllo regionale”.
Il consigliere Vita (Psi) ha parlato “di un monitoraggio più tempestivo con la velocizzazione dei processi e, soprattutto, di risposte più immediate in presenza della scadenza dei finanziamenti alle strutture fissata al 2013” ed ha sottolineato come “nel Piano non si siano prese in considerazione le case di riposo”. 
L’assessore Martorano ha, quindi, riferito che “in sede di assestamento di bilancio sarà fatta una verifica circa le possibilità concrete di costruire un percorso transitorio per traghettare la situazione verso una definizione prima della scadenza del 31 dicembre 2013”.
Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti  del consigliere Giordano (Pdl), sulla mancata sottoscrizione di una convenzione con l’inps regionale per l’affidamento delle funzioni di accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile ai sensi dell’articolo 18, comma 22 del decreto legge n. 98 del 2011, l’assessore Martorano ha spiegato che “la questione è stata valutata in sede di Coordinamento tecnico nazionale che è di supporto alle Regioni aderenti. Evidenziate – ha spiegato Martorano – alcune criticità in merito al trasferimento delle competenze all’Inps, essendo quest’ultimo un Ente a carattere previdenziale e non sanitario. La decisione del Coordinamento, fatta propria dalle Regione, è stata, dunque, quella di non delegare la funzione sanitaria . L’apparente semplificazione – ha sottolineato l’Assessore – in realtà porterebbe ad una duplicazione di competenze, fermo restante il fatto che l’Inps che ha, comunque, garantita la presenza di un suo rappresentante medico nelle Commissioni, non ha personale sanitario e dovrebbe, quindi, far ricorso alle Aziende sanitarie”.
Deciso, inoltre, dalla Commissione, un ulteriore approfondimento sulla vicenda del Don Uva con la convocazione delle organizzazioni sindacali e del responsabile del Dipartimento regionale alla Sanità.
Hanno partecipato ai lavori della Commissione, oltre al presidente Straziuso (Pd), i consiglieri Navazio e Gaudiano (Gm), Giordano (Pdl), Romaniello (Sel), Vita (Psi) Mancusi (Udc).
Potenza 16 luglio 2013

L’assessore alla Sanità, Attilio Martorano, è stato ascoltato in quarta commissione consiliare (Politica sociale) sullo stato di attuazione del piano regionale integrato della salute e dei servizi alla persona e alla comunità 2012-2015, relativamente alle strutture residenziali per anziani. 

 

«La questione – ha spiegato Martorano – è stata discussa più volte in sede di approvazione del piano sanitari, giungendo alla conclusione che il punto va regolamentato in maniera più puntuale, sia per le Rsa, le residenze sanitarie assistite, che per la parte che riguarda il socio-assistenziale. Entrambe le specificità – ha precisato – quella più prettamente sanitaria e quella socio assistenziale hanno bisogno di un approccio più esaustivo». 

Il dipartimento, ha aggiunto Martorano,  «è pronto a predisporre il manuale per la regolamentazione dell’accreditamento delle strutture assistite Rsa, una prima bozza è in procinto di essere discussa e, quindi, approvata. Per quanto concerne il socio-assistenziale – ha rilevato l’Assessore – si è dinanzi ad una platea variegata che opera sul territorio, svolgendo una azione spesso suppletiva, con strutture che ospitano pazienti autosufficienti ed altri che, nel corso degli anni, sono divenuti non autosufficienti. Si è creato, dunque, una sorta di equilibrio naturale tra le due tipologie per cui anche le strutture destinate al sociale, pur non raggiungendo la specializzazione del sanitario, hanno dovuto affrontare problematiche di tal fatta. Questo ha creato di fatto – ha aggiunto Martorano - un punto di criticità circa tutti i trattamenti con valenza prettamente sanitaria.  Di contro, i centri residenziali per anziani hanno assunto capacità tali da poter assistere pazienti non particolarmente difficili».

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