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Al tavolo sulla trasparenza
la rabbia dei sindaci dell'area

Basilicata

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POTENZA - Chi pagherà «il danno d’immagine» che si è creato per i comuni attraversati al convoglio radioattivo di lunedì, alla vigilia dei giorni più “caldi” della stagione balneare? E’ la domanda rivolta dal sindaco di Policoro ai funzionari della Sogin ieri pomeriggio durante il tavolo della trasparenza in Regione Basilicata. Una domanda “girata” al Governo e rimasta senza risposta per la sua assenza dal tavolo.

Assente anche il prefetto di Matera Luigi Pizzi indicato come il responsabile della sicurezza del trasporto, è stato all’ingegnere Severino Alfieri che si sono rivolti i primi cittadini del metapontino “scottati” dall’accaduto. Non perché siano gelosi del “fardello” nucleare dell’Itrec, ma per le telefonate di gente preoccupata dell’inquinamento atomico del mare, di cui ha parlato il vicesindaco di Nova Siri Nicola Suriano.

«Basta trattarci come gente che subisce e non dice niente». Ha tuonato alzandosi dal tavolo il sindaco di Policoro Rocco Leone, che ne aveva chiesto la convocazione per primo nella sede del suo comune. «Entrare in casa altrui senza chiedere il permesso è un atto di maleducazione». Ha aggiunto. «Il popolo lucano capisce. Ripetere che non era necessaria l’informazione della popolazione è un altro atto di arroganza. Non serve che sia prevista per legge, basta usare un po’ di buon senso».

Sconcertato anche il sindaco di Nova Siri Giuseppe Santarcangelo che ha denunciato di aver mandato un telegramma in prefettura lunedì mattina non appena saputo cos’era successo senza ottenere risposta. Un gap di informazioni che ha alimentato persino la tesi che qualcuno avesse fatto transitare la notizia per «creare dei testimoni non allineati».

Il primo cittadino di Rotondella, Vincenzo Francomano, ha chiesto alla Sogin di smentire le voci su un cedimento delle strutture per cui sarebbe stato organizzato in fretta e furia il trasposto di materiale. I colleghi di Scanzano e di Pisticci, Salvatore Iacobellis e Vito Di Trani, hanno insistito - invece - sui danni d’immagine provocati al territorio e la responsabilità di prefettura e governo, motivo per cui Iacobellis ha chiesto anche una nuova convocazione del tavolo con la loro presenza.

Il presidente della Regione Vito De Filippo che ha moderato la discussione ha ribadito che in materia nucleare «serve la massima trasparenza» perchè «non si è ancora rimarginata la ferita» di Scanzano Jonico, ed è comprensibile “un clima di sospetto e di pregiudizi” in quanto «la comunità lucana è sensibile a questo argomento». De Filippo ha poi chiesto di «lavorare affinchè la materia sia comprensibile e le informazioni diffuse in modo trasparente, e sia verificabile dalla popolazione», chiedendo alla Sogin di illustrare le modalità di trasporto e di sicurezza.

Verso la fine hanno poi preso la parola i responsabili dell’Arpab Alessandro Desiderato e Carmela Fortunato che hanno rassicurato sull’assenza di qualsivoglia contaminazione radioattiva all’interno e all’esterno dell’Itrec, ma hanno rivelato di essere stati avvisati soltanto dai colleghi pugliesi dopo l’allarme partito dalle procure di Bari e Taranto, mentre il piano appena approvato per casi simili prevede una comunicazione preventiva da parte della prefettura. 

«Chi doveva dare risposte al tavolo della trasparenza non c’era». Ha ribadito sempre a questo proposito Felice Santarcangelo di NoScorie Trisaia. «In ottica piano di comunicazione del decommisioning - ha aggiunto - se il tavolo di trasparenza sul nucleare non si trasferirà sul territorio metapontino, interpelleremo noi direttamente l’esercente Sogin, obbligato già per legge a dare ampia informazione sulle proprie attività di decommisioning alle popolazioni locali con riunioni pubbliche».

A margine dell’incontro è inoltre arrivata la nota del segretario regionale generale dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi, che ha lamentato l’esclusione dal tavolo della trasparenza a cui erano presenti altre organizzazioni sindacali. Mentre il gruppo consiliare e il circolo cittadino del Pd di Nova Siri ha diffuso una nota con cui si sono detti «fortemente contrariati, per come sono state gestite le operazioni (...) confidando che episodi come questi non accadano in futuro e se mai succederà, che il tutto avvenga nell’assoluta trasparenza, coinvolgendo i territori interessati, auspicando la massima collaborazione tra i diversi livelli dello Stato. Data la delicata questione - hanno poi concluso - è opportuno che tutti i cittadini siano sempre, preventivamente, informati di ciò che accade sul proprio territorio, senza dimenticare che la Basilicata da tempo è un territorio dichiarato “Denuclearizzato”»

l.amato@luedi.it

 

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