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Dove vai se il wi-fi non ce l'hai?
Mode e manie sulle spiagge

Basilicata

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2 minuti 21 secondi

ANCHE i lidi si stanno attrezzando. E chi non ci ha pensato per tempo, promette che è questione di poco. «Lo chiedono in tanti».

Un tempo l’attenzione ai clienti passava per l’aperitivo in spiaggia o il servizi di baby sitting, l’area bambini, il campetto di beach volley. Oggi l’offerta in più per gli utenti dei luoghi dello svago è il free wi fi.

Decisamente più di uno strumento del tempo libero, più di una proposta di marketing: in tempi di crisi è un servizio prezioso, utile e gradito.

Ed è vero, in molti fanno notare che la navigazione sui wi fi liberi non sia tra le più sicure. Soprattutto ora che alcuni casi di cronaca internazionale hanno acceso l’attenzione sulla possibilità di divulgazione e accesso ai dati personali.

Ma a farsi un giro tra le spiagge lucane, nei locali, nelle piazzette di questa estate, la preoccupazione  per la privacy dei dati sensibili sembra avere un secondo posto rispetto alla richiesta di poter navigare a costo zero con smartphone e tablet.

Capita di vedere piccoli assembramento nei punti dove la diffusione del segnale è più forte. Al bar del lido la locandina di promozione della password di accesso è in bella vista. Nei locali anche. Si risparmia sull’accesso a Internet: non è poco per molti.

Non solo: ormai attraverso la connessione alla rete passano buona parte delle attività sociali, i contatti con gli amici, il racconto di una quotidianità condivisa.

Si va alla ricerca del wi fi libero come un tempo, d’estate, nei piccoli paesi, si faceva la coda alle cabine telefoniche per chiamare a casa.

Ed è così importante avere accesso alla rete libera che stanno nascendo anche diverse applicazioni costruite a mappare gli hot spot del wi fi pubblico (le più famose, quelle di Che Futuro e di Wired).

E nelle città? Ci si lavora. Ci pensano i locali privati, ci pensano alcuni attori pubblici.

A Potenza, per esempio, il wi fi libero è diffuso in alcune zone grazie a due progetti diversi di Provincia e Comune. È soprattutto il centro storico a beneficiarne, anche se non sempre con un accesso facile o con una linea molto “resistente”. Boom di accessi, ma anche parecchie critiche per la stabilità del servizio. Questo a dimostrazione del fatto che oggi sia considerato uno dei servizi irrinunciabili, soprattutto nelle città. Non solo pensando al fronte sociale.

Con l’accesso libero alla rete migliora l’alfabetizzazione. Ma serve anche a una maggiore circolazione della cultura, per l’accesso ai documenti pubblici, alle informazioni di servizio. Difficile pensare che possa essere considerato ancora a lungo un servizio accessorio.

s.lorusso@luedi.it

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