Salta al contenuto principale

Matera, ultima chiamata
per la Zona franca

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 25 secondi

MATERA - "La zona franca a Matera si può ancora avere ma dobbiamo muoverci e lo stiamo facendo”. Ad annunciarlo l’assessore comunale Giovanni Scarola che insieme al sindaco Salvatore Adduce sta prendendo di petto una questione che proprio nel momento in cui parte, pur tra esitazioni e sofferenze, rischia di vedere la città di Matera esclusa clamorosamente.

A ricostruire la situazione è lo stesso Scarola che spiega: “le città che avevano diritto alla zona franca di Puglia e Basilicata sono state escluse dall’ultimo decreto del luglio scorso dai finanziamenti che penso già da settembre, una volta fissati i codici di esenzione da parte dell’Agenzia delle entrate dovrebbero partire. Noi ci teniamo particolarmente perché la zona franca coinvolge il cuore pulsante in termini di attività produttive della città e può essere una manna in questo particolare periodo economico garantendo una serie importante di sgravi per il 100 per cento nei primi cinque anni e per il 60 in quelli successivi. A questo punto il sindaco Adduce sta per inviare una lettera al Ministero per chiedere di essere comunque ricompresi all’interno del decreto”. Una scelta che permetterebbe trovando la copertura economica di poter comunque applicare la zona franca a Matera. La posta prevista in bilancio in origine era di 1,8 milioni l’anno. “Chiederemo alla Regione Basilicata magari anche attraverso una verifica delle proprie disponibilità non utilizzate di poter intervenire per un intervento essenziale per il tessuto urbano delle microimprese”. Ma l’urgenza di intervento che viene ravvisata dal Comune di Matera risiede nella scelta già determinata in questa direzione che pare aver fatto la Regione Puglia non solo con le tre città che inizialmente essere state ammesse nella Zfu ma con tutte le richiedenti tra cui anche le vicinissime Altamura e Santeramo. “Si capisce facilmente che la competitività del territorio va salvaguardata anche attraverso una scelta che deve sposarsi esattamente con quanto fatto in Puglia ed evitare che si possa rimanere indietro” continua ancora Scarola. Di certo il Comune di Matera pare intenzionato a giocarsi anche su questo versante un’ultima chance per provare a garantire un’opportunità in più agli imprenditori in questo difficile momento e con la convinzione “che vi possano essere le risorse economiche per coprire almeno il primo periodo temporale previsto dal decreto”. Il decreto infatti definisce in cinque anni la copertura complessiva e totale degli sgravi nelle zone franche. Matera punta a riuscire a garantirsi almeno questo risultato che sarebbe un’iniezione pura di ossigeno per le imprese, soprattutto le più piccole e sofferenti, che si trovano sul territorio.

PATRIMONIO – Con Scarola è stato possibile  affrontare anche altre questioni che riguardano il patrimonio del Comune di Matera . L’assessore ha confermato che “per quanto riguarda la centrale del Latte abbiamo avuto l’autorizzazione ad entrare nello stabile dai Vigili del Fuoco, in un incontro con il  liquidatore della società che la gestiva abbiamo stabilito un sopralluogo per un passaggio di consegne e l’entrata in possesso dello stabile senza la necessità di nuovi passaggi giuridici. Poi si aprirà immediatamente il dibattito sulla destinazione dello stabile e sulle necessità che ci sono. C’è bisogno di certo di una sede per il comando dei Vigili urbani, una volta deciso cosa farne potremo abbattere e ricostruire con l’unico , ovviamente, di non creare di più di ciò che abbattiamo. Poi bisognerà trovare le risorse per poter ricostruire e questo sarà l’altro passaggio”. Forse il più difficile si può aggiungere anche se Scarola pare avere le idee chiare e sottolinea: “ci sono altre strutture di proprietà comunale che dovranno essere probabilmente alienate. Una di queste è il mattatoio, l’Amministrazione qui si ritrova a dover sopportare costi passivi che non può permettersi. Per cui si procederà alla vendita dello stabilimento e dei macchinari, se ci sarà qualcuno che comprerà tutto insieme bene altrimenti sono convinto che non avremo problemi a venderli separatamente. A quel punto potremo anche avere le risorse, dall’alienazione del patrimonio comunale, per nuovi interventi come la ricostruzione della centrale del Latte”.

Diverso invece il discorso per il Palazzo del Casale nei Sassi che l’Amministrazione sta nuovamente avendo nella propria disponibilità ma che intende utilizzare come punto di riferimento logistico per attività collaterali legate alla promozione della candidatura per Matera 2019. “Sì quella sarà una struttura usata per fini prettamente istituzionali”.

PIAZZA ASCANIO PERSIO – “In questo caso il progresso fatto riguarda essenzialmente gli accatastamenti che sono stati completati da poco e che ci permetteranno ora di procedere con le locazioni. Posso confermare per quanto riguarda Piazza Ascanio Persio che esiste una morosità ma che provvederemo ad eliminarla. Chi non paga non potrà ottenere il rinnovo delle locazioni. Del resto in questi casi ci stiamo muovendo così anche per quel che riguarda il pagamento dei canoni delle case popolari. Con la sensibilità ed il rispetto dovuto ma anche la necessaria fermezza”.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?