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Galdo, protesta contro l'Anas
per dire "no" al nuovo tracciato della Sa-Rc

Basilicata

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LAURIA - “Lottare contro l’Anas, uguale a lottare per la nostra dignità”. Lo striscione ben visibile da tutti i manifestanti, rende al meglio il “senso” profondo di una protesta. Ieri mattina nei pressi delle stazioni di servizio di Galdo erano in tanti. Sindacati, istituzioni, lavoratori e semplici cittadini. Tutti uniti per dire “no” al nuovo tracciato della Salerno-Reggio che taglia fuori le stazioni di servizio. In gioco ci sono 40 posti di lavoro. Il rischio è dietro l’angolo. Nell’incontro di mercoledì scorso, l’Anas è stata categorica non prendendo in considerazioni le soluzioni portate dai sindacati e dalle istituzioni locali. 

Da qui la decisione del sit-in che si è svolto nella mattinata di ieri. Nel pomeriggio poi la notizia di  una piccola apertura da parte dell’Anas a riaprire il confronto. C’è stato, in un primo momento, un contatto del tutto informale con l’assessore regionale alle Attività produttive, Marcello Pittella. A questo è seguito un vertice in comune con i sindacati e i capigruppo per mettere nuovamente sul tavolo la questione e “saggiare” la vera intenzione dell’Anas. La questione è assai delicata. Lauria Libera tra i più attivi su questo fronte, ha già fatto sapere che è pronta a manifestare per evitare il licenziamento di 40 persone.  Alla fine della serata dopo la mediazione dell’assessore Pittella, i vertici dell’Anas si sono detti disponibili a un nuovo incontro per affrontare la questione e capire i reali disagi a cui vanno incontro le stazioni di servizio. Certo non è una soluzione, ma almeno un passo avanti è stato fatto rispetto alla chiusura totale dell’altro giorno. «E’ un passo in avanti da salutare in modo positivo - ha detto l’assessore alle Attività produttive della Regione, Marcello Pittella - La soluzione è ancora lontana. Uno spiraglio si è aperto. Attendiamo fiduciosi - ha concluso - l’incontro previsto per l’inizio di settembre». Situazione ancora in stand-by, dunque. Non resta che attendere e sperare che l’Anas faccia un passo indietro e trovi una soluzione che possa salvaguardare i posti di lavoro a rischio.

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