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Satriano, un museo a cielo aperto:
realizzati altri 8 murales

Basilicata

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4 minuti 51 secondi
SATRIANO DI LUCANIA – Commissionati dall’amministrazione comunale, sono stati realizzati, anche quest’anno, 8 nuovi mega murales nella cittadina. 
Diversi i temi trattati: quattro raccontano la locale leggenda del Moccio di Abbamonte, antica famiglia gentilizia del posto, due mega murali trattano della biodiversità nella valle del Melandro e della presenza dell’orchidea, un altro mette in evidenza i recenti ritrovamenti nel sito archeologico della Torre di Satriano come la sfinge e un preziosissimo bassorilievo e infine l’ultimo  tratta dell’antico svolgimento della mietitura. 
A realizzarli l’associazione APV, arte per la valle che, a partire dal 2000, opera nella cittadina e nella valle del Melandro e precisamente nei comuni di Satriano, Sant’Angelo le Fratte e Savoia di Lucania. I pittori coinvolti sono Luciano LaTorre, presidente dell’associazione,  S. Rea,  F. Costanzo e G. Costantino. La cittadina conta, allo stato attuale, circa 130 murales. La lodevole iniziativa, fu cominciata già nel 1998, proprio con Luciano La Torre che considera l’attività pittorica particolarmente importante, per il recupero e la conservazione delle tradizioni, e dell’identità culturale del posto, altrimenti esposte alla dimenticanza. 
Quest’anno, grande interesse hanno suscitato i quattro murales riguardanti il Moccio di Abbamonte, tratto dal libo di A. Zuroli. Il murale è stato realizzato proprio là dove sorgeva il vecchio palazzo Abbamonte andato in rovina in seguito al terremoto 80. La leggenda racconta di una famiglia che non può avere figli e allora i coniugi danno forma umana a un pupazzo fatto di farina impastata. Questo prende vita un po’ come il Pinocchio di Collodi. Immaginarsi la gioia dei coniugi! Presto però questa  gioia si trasforma in dolore. Perché il bambino, cioè il Moccio, combina una lunga serie di atti trasgressivi e gesti intolleranti, come quello di dar fuoco alla camera da letto ove dormono i genitori adottivi, aprire la botte e far disperdere il vino, indossare maschere per mettere paura e altro. 
I genitori non riescono a liberarsi di lui, perché il Moccio  riesce a salvarsi da ogni trappola. Allora non rimane altra soluzione che murarlo vivo. Le nonne, per secoli, hanno raccontato la leggenda ai bambini. 
I 130 murales presenti nella cittadina trattano di sei diversi filoni tematici: il culto dei santi realizzati intorno alla chiesa madre; i colori della valle lungo corso Trieste; la biodiversità e l’archeologia sulle facciate che circondano piazza Umberto I ; la leggenda del Moccio di Abbamonte; gli antichi mestieri e particolarmente belli quelli riguardanti la vita del Pietrafesa, il pittore che ha avuto i natali proprio nella cittadina. «La cittadina - dice La Torre - suscita grande interesse e registra presenze di curiosi e intenditori che arrivano per ammirare e fotografare  tanti murali presenti nel centro storico».
Antonio Monaco

SATRIANO DI LUCANIA – Commissionati dall’amministrazione comunale, sono stati realizzati, anche quest’anno, 8 nuovi mega murales nella cittadina. 

Diversi i temi trattati: quattro raccontano la locale leggenda del Moccio di Abbamonte, antica famiglia gentilizia del posto, due mega murali trattano della biodiversità nella valle del Melandro e della presenza dell’orchidea, un altro mette in evidenza i recenti ritrovamenti nel sito archeologico della Torre di Satriano come la sfinge e un preziosissimo bassorilievo e infine l’ultimo  tratta dell’antico svolgimento della mietitura. A realizzarli l’associazione APV, arte per la valle che, a partire dal 2000, opera nella cittadina e nella valle del Melandro e precisamente nei comuni di Satriano, Sant’Angelo le Fratte e Savoia di Lucania. I pittori coinvolti sono Luciano LaTorre, presidente dell’associazione,  S. Rea,  F. Costanzo e G. Costantino. 

La cittadina conta, allo stato attuale, circa 130 murales. La lodevole iniziativa, fu cominciata già nel 1998, proprio con Luciano La Torre che considera l’attività pittorica particolarmente importante, per il recupero e la conservazione delle tradizioni, e dell’identità culturale del posto, altrimenti esposte alla dimenticanza. Quest’anno, grande interesse hanno suscitato i quattro murales riguardanti il Moccio di Abbamonte, tratto dal libo di A. Zuroli. 

Il murale è stato realizzato proprio là dove sorgeva il vecchio palazzo Abbamonte andato in rovina in seguito al terremoto 80. La leggenda racconta di una famiglia che non può avere figli e allora i coniugi danno forma umana a un pupazzo fatto di farina impastata. Questo prende vita un po’ come il Pinocchio di Collodi. Immaginarsi la gioia dei coniugi! 

Presto però questa  gioia si trasforma in dolore. Perché il bambino, cioè il Moccio, combina una lunga serie di atti trasgressivi e gesti intolleranti, come quello di dar fuoco alla camera da letto ove dormono i genitori adottivi, aprire la botte e far disperdere il vino, indossare maschere per mettere paura e altro. I genitori non riescono a liberarsi di lui, perché il Moccio  riesce a salvarsi da ogni trappola. Allora non rimane altra soluzione che murarlo vivo. 

Le nonne, per secoli, hanno raccontato la leggenda ai bambini. 

I 130 murales presenti nella cittadina trattano di sei diversi filoni tematici: il culto dei santi realizzati intorno alla chiesa madre; i colori della valle lungo corso Trieste; la biodiversità e l’archeologia sulle facciate che circondano piazza Umberto I ; la leggenda del Moccio di Abbamonte; gli antichi mestieri e particolarmente belli quelli riguardanti la vita del Pietrafesa, il pittore che ha avuto i natali proprio nella cittadina. «La cittadina - dice La Torre - suscita grande interesse e registra presenze di curiosi e intenditori che arrivano per ammirare e fotografare  tanti murali presenti nel centro storico».Antonio Monaco

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