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Migranti, servono aiuti con urgenza
Vulture Alto Bradano, appello Caritas

Basilicata

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VENOSA - Lo avevamo scritto in tempi non sospetti. E più passano i giorni e più la situazione si fa sempre più critica. La campagna del pomodoro sta entrando nel vivo e sono sempre di più gli stagionali che occupano le case diroccate della zona di Boreano privi quasi di tutto il necessario per vivere: senza acqua, energia, bagni e a volte anche cibo. Le associazioni della zona fanno il possibile per alleviare la sofferenza che vivono queste persone. 

Da poco è stato avviato un corso di italiano. Ma non basta. La Caritas di Melfi da qualche giorno ha avviato una iniziativa di solidarietà che mira a raccogliere il necessario. In particolare servono: latte, fagioli, riso, pasta, tonno, lenticchie, pelati, biscotti, olio, zucchero ma anche vestiario, coperte materassi e scarpe (dal 43 in poi). Insomma serve un pò di tutto. Il materiale raccolto- fanno sapere dalla Caritas - va portato presso il salone del S. Cuore di Venosa dove i volontari provvederanno a distribuirlo ai migranti di Boreano. 

A parlare della situazione in cui versano gli stagionali e Peppino Grieco, direttore della Caritas della diocesi di Melfi. 

«In occasione della giornata del rifugiato a Potenza, presso la sala consiliare della Provincia, - spiega - vi è stata la partecipazione di tanti soggetti interessati a gestire la cosa pubblica, l’accoglienza, la solidarietà. Ognuno ha rappresentato quello che grazie alla “sua” opera o a quella della propria associazione o gruppo di appartenenza, è riuscito a fare in questi anni per queste persone e poi, per ciascuno, per ogni parola, per ogni idea, per ogni proposta, per ogni disponibilità, applausi a cascata, applausi per tutto e per tutti. Anche per noi che siamo in prima linea. In quella sala mi sono chiesto: cosa succederà domani dopo questa occasione? Che cosa accadrà il prossimo agosto, Settembre ed Ottobre? È una storia che va avanti da troppi anni per essere ancora oggi, ai “blocchi di partenza”, “decidere quale accoglienza offrire”, “come”, “dove”». 

«Unica e sola certezza di ogni anno - fa notare Grieco - è il loro arrivo! Unica emergenza ormai solo quella da parte nostra, che ci trova sempre, “tutti” impreparati!… quali e quanti passi si sono fatti in questi anni? Siamo tutti pronti a elencare quanto abbiamo fatto! Poco! Veramente poco da parte di “tutti”». 

La sua disamina è impietosa. «Se iniziassimo a elencare quello che avremmo dovuto fare e che non abbiamo fatto, sicuramente avremo poche cose per le quali applaudire. In questi anni, quanti incontri, quante riunioni intorno a “tavole rotonde” in luoghi ufficiali e non, per sentir ripetere ogni volta, ogni anno, sempre lo stesso ritornello: stanno per arrivare! sono alle porte! che cosa facciamo! dove li mettiamo! E puntualmente i nostri amici sono arrivati». 

«Parliamo di accoglienza, credo che questa parola non dovremmo neppure pronunciarla per amore e rispetto delle persone che diciamo di accogliere e del significato forte, vero e profondo della stessa parola, “accoglienza” !  A volte mi chiedo se in noi ci sia davvero la volontà di accogliere queste persone». 

«Parlano i fatti e i fatti dicono che per loro, per questa gente, si sono riservate, utilizzando le parole di Papa Francesco, le periferie … da sempre!» «Mi chiedo - riprende Grieco - come mai ad oggi di questo fenomeno se ne sappia ancora davvero così poco! Forse non abbiamo voluto vedere, forse non abbiamo voluto sapere, forse non abbiamo voluto interessarcene, forse non abbiamo avuto i mezzi e le possibilità per tentare di prenderci cura dei nostri fratelli… forse!» «È una storia troppo lunga, - conclude - quella di tanti uomini che con le lacrime agli occhi e il dolore nel cuore, lasciano la loro amata terra per andare a cercare altrove la vita!»  Per chi fosse interessato a dare un aiuto c’è anche un numero di telefono 393.93471454 a cui risponde Anna Minutiello. 

«I ragazzi africani di Boreano vi ringraziano in anticipo per la generosità con la quale accoglierete l’invito della Caritas Diocesana - conclude Grieco - e per la sensibilità che dimostrerete nella raccolta dei materiali elencati».

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