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Federconsumatori sui dati dell’infopoint
«Coordinamento nella gestione dei siti»

Basilicata

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«UNA presenza a tutto tondo dall’Italia come dall’Europa conferma il gradimento universale, internazionale che la città ha conquistato in questi anni». A spiegare le presenze turistiche in città negli ultimi mesi ci pensa Giuseppe Cotugno di Federconsumatori illustrando il monitoraggio che è stato fatto sulle presenze all’infopoint di via Ridola dal settembre scorso fino al 1 maggio. 
Un tempo che ha consentito di poter verificare un ampio numero di persone italiani e stranieri che si sono recati in città e che hanno avuto la necessità di un supporto e di un indirizzo di ordine turistico. 
«Questo monitoraggio è stata un’iniziativa che i ragazzi della Federconsumatori hanno assolutamente voluto portare a compimento e che ha consentito di poter verificare l’attenzione nel numero di presenze in città a trecentossessantagradi. Il dato che abbiamo che riguarda comunque solo coloro che si sono rivolti all’infopoint» spiega Cotugno, «ci parla di una presenza da tutte quante le regioni italiane senza un posto o un’area geografica ben precisa. Non più solo dalla Puglia o dalla Campania, solo dalla Valle d’Aosta non abbiamo avuto nessun riscontro ma questo non vuol dire che non siano arrivati turisti ma solo che non si sono rivolti a noi.
Per il resto una numerosa schiera anche dalle diverse nazioni europee con un’eccezione a livello internazionale per quanto riguarda le presenze orientali con giapponesi poco numerosi.
Ma questo probabilmente legato anche al tipo di organizzazione che hanno con viaggi organizzati a cui si rivolgono e che spesso non hanno necessità di informazioni turistiche». 
Non mancano però alcuni aspetti su cui riflettere che Cotugno sottolinea in maniera evidente: «io credo che per l’accoglienza turistica ci voglia un cambio di passo, servono tre punti di informazione in zone strategiche di accesso alla città per esempio via d’Addozio, via Ridola e piazza Sedile e poi serve definire la gestione che secondo le norme anche regionali va affidata ad associazioni senza scopo di lucro come avviene in molte parti».
C’è poi un ulteriore e necessario intervento su cui lavorare per migliorare: «c’è infatti da effettuare un coordinamento reale tra i diversi siti turistici in termini di orari di apertura, di presenza del personale in modo che le informazioni possano essere uniformi. 
Così come sarebbe bene avere un’intesa per le chiese del piano che risultano spesso chiuse per i turisti. Così come manca un coordinamento che definisca i collegamenti con paesi della provincia come Miglionico, Montescaglioso o altri che rischiano di risultare irraggiungibili da turisti che non hanno come poter visitare il Castello o l’abbazia perchè non ci possono arrivare.
Ma questi», conclude Cotugno, «sono solo gli esempi di un coordinamento diverso nella gestione dei siti sul territorio che andrebbe ricercare per migliorare ulteriormente la situazione».

«Una presenza a tutto tondo dall’Italia come dall’Europa conferma il gradimento universale, internazionale che la città ha conquistato in questi anni». A spiegare le presenze turistiche in città negli ultimi mesi ci pensa Giuseppe Cotugno di Federconsumatori illustrando il monitoraggio che è stato fatto sulle presenze all’infopoint di via Ridola dal settembre scorso fino al 1 maggio. 

Un tempo che ha consentito di poter verificare un ampio numero di persone italiani e stranieri che si sono recati in città e che hanno avuto la necessità di un supporto e di un indirizzo di ordine turistico. 

«Questo monitoraggio è stata un’iniziativa che i ragazzi della Federconsumatori hanno assolutamente voluto portare a compimento e che ha consentito di poter verificare l’attenzione nel numero di presenze in città a trecentossessantagradi. Il dato che abbiamo che riguarda comunque solo coloro che si sono rivolti all’infopoint» spiega Cotugno, «ci parla di una presenza da tutte quante le regioni italiane senza un posto o un’area geografica ben precisa. 

Non più solo dalla Puglia o dalla Campania, solo dalla Valle d’Aosta non abbiamo avuto nessun riscontro ma questo non vuol dire che non siano arrivati turisti ma solo che non si sono rivolti a noi. Per il resto una numerosa schiera anche dalle diverse nazioni europee con un’eccezione a livello internazionale per quanto riguarda le presenze orientali con giapponesi poco numerosi.Ma questo probabilmente legato anche al tipo di organizzazione che hanno con viaggi organizzati a cui si rivolgono e che spesso non hanno necessità di informazioni turistiche». 

Non mancano però alcuni aspetti su cui riflettere che Cotugno sottolinea in maniera evidente: «io credo che per l’accoglienza turistica ci voglia un cambio di passo, servono tre punti di informazione in zone strategiche di accesso alla città per esempio via d’Addozio, via Ridola e piazza Sedile e poi serve definire la gestione che secondo le norme anche regionali va affidata ad associazioni senza scopo di lucro come avviene in molte parti».

C’è poi un ulteriore e necessario intervento su cui lavorare per migliorare: «c’è infatti da effettuare un coordinamento reale tra i diversi siti turistici in termini di orari di apertura, di presenza del personale in modo che le informazioni possano essere uniformi. Così come sarebbe bene avere un’intesa per le chiese del piano che risultano spesso chiuse per i turisti. Così come manca un coordinamento che definisca i collegamenti con paesi della provincia come Miglionico, Montescaglioso o altri che rischiano di risultare irraggiungibili da turisti che non hanno come poter visitare il Castello o l’abbazia perchè non ci possono arrivare.Ma questi», conclude Cotugno, «sono solo gli esempi di un coordinamento diverso nella gestione dei siti sul territorio che andrebbe ricercare per migliorare ulteriormente la situazione».

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