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Futuro avanzato e futuro remoto
Il nuovo Mezzogiorno prova a raccontarsi

Basilicata

Tempo di lettura: 
7 minuti 19 secondi

A VOLER raccontare il caso, qualcuno potrebbe tirar fuori l’immagine di un inaspettato crossover. Potrebbe immaginare di raccontare lo spazio lucano in più modalità, declinato secondo caratteristiche diverse di tempo e colori, saltellando da un appuntamento all’altro, da Potenza ad Aliano, da una provincia all’altra. A qualche chilometro di distanza, uno dopo l’altro, nei prossimi giorni due appuntamenti – da non perdere entrambi – svilupperanno l’idea di un racconto del territorio. Della sua città. Della sua gente. Delle sue abitudini.

A POTENZA un evento organizzato dall’amministrazione e dedicato al digitale e al futuro propone una ricetta tarata su comunicazione e comunità. Chi l’ha detto che piccole città non possano avere occasioni di crescita? Anzi, proprio il digitale e le mille possibilità che la rete mette a disposizione facilitano lo sviluppo di connessioni interne e con l’esterno. Più si mettono in circolazione idee (oggi vera merce di scambio e risorsa rara), più il territorio cresce. Un futuro che, in realtà, è già presente: lo chiamano «presente avanzato». Di questa definizione si appropria il titolo dell’appuntamento potentino, previsto per il 4 settembre.

La consapevolezza: Internet ha modificato l’approccio a tutti i campi della nostra vita. Le città sono luoghi che producono dati e informazioni da cui è possibile ricavare statistiche, ma anche nozioni per risparmiare risorse o controllare l’uso della cosa pubblica. È una lezione che anche le amministrazioni devono imparare, se non vogliono perdere la corsa. Perché il cambiamento non sta per arrivare, è già in atto.

Così Potenza, città piccola dell’entroterra lucano, non più paese, ma nemmeno metropoli, prova a confrontarsi con l’innovazione. E lo fa con gente che di media sociali e digitale ha fatto lavoro e ricerca, come il filosofo Derrick De Kerckhove, o Giovanni Boccia Artieri, docente di New Media all’università di Urbino, ancora Mario Tedeschini Lalli, responsabile internazionale della Online News Association. Ci saranno poi due momenti dedicati soprattutto alla comunità: un dibattito con i direttori delle testate locali sul racconto della città; alcune “lezioni” su social media e open data per tutti.

Ad Aliano, invece, la scelta è quella dell’immersione. Anche i tempi, nel festival organizzato dal poeta e documentarista Franco Arminio, sembrano così lontani dal racconto immaginato nel capoluogo. Tra i calanchi, per tre giorni, si vivrà nel paesaggio. Letture, poesie, musica e performance d’artista si inseguiranno dall’alba e molto oltre il tramonto, fino a notte fonda. Lungo i percorsi tracciati tra case disabitate e l’affaccio sullo strapiombo.

Un festival paesologico in cui «il tutto – scrive Arminio sulla sua bacheca Fb - è superiore alla somma delle parti». Con la partecipazione di Fabrizo Barca, Franco Cassano, Mariolina Venezia.

Un viaggio nella terra che fu il confino di Carlo Levi, con azioni artistiche e riflessioni. Un viaggio nel cuore del Mezzogiorno, di un Meridione che sembra persino un po’ isolato, almeno nell’immaginario collettivo. Dove la case parlano (le abitazioni hanno le facciate che richiamano la forma di un volto). Dove subito si pensa alla magia, alle credenze, ai riti di un tempo.

Eppure questo angolo di Sud durante il festival - si spera non solo durante il festival -  diventerà centro e crocevia di esperienze, riflessioni e confronto. Le adesioni sono arrivate da artisti, intellettuali, ricercatori, studenti, politici. Ma anche da molti cittadini pronti a gustarsi l’esperienza.

Aliano, col paesaggio protagonista assoluto nel tracciare l’itineario, diventa centro di pensiero meridiano. Di un Sud, per dirla con Cassano, che si riprende la dignità di «soggetto del pensiero» e interrompe «la sequenza in cui esso è stato pensato solo da altri». Ad Aliano si pratica il cambiamento dell’immagine che il Mezzogiorno ha di sé: non più «periferia degradata dell’impero, ma nuovo centro di identità».

All’ospitalità tradizionale si affianca quella di alcune case messe a disposizione o della tenda. «La soluzione è ottima, gli spazi non mancano. E poi fino alle sei del mattino ci sono cose da vedere e sentire». Dice Arminio: «Gli esseri umani e i luoghi ogni giorno ci danno scene diverse, la mutazione non è più dei secoli, ma dei minuti. Allora non ha senso un festival che onora un’arte, non ha senso un festival che organizza la distrazione degli schiavi per poi riportarli al lavoro. Ci vuole una storia più semplice: ritrovarsi con lo smarrimento e con lo sfinimento in cui siamo. E leggere, suonare, filmare, farlo perché non serve a niente».

A guardare bene, allora, c’è un tema che fa da ponte tra questi due eventi apparentemente agli antipodi. È il racconto di luoghi e comunità.

«Beati i potentini! Noi impotentini di Romagna siamo tagliati fuori», ha detto qualche giorno Mario Guaraldi commentando su Facebook le prime anticipazioni dell’evento. Un apprezzamento che forse sorprenderebbe più di qualche potentino, abituato a guardare al resto dell’Italia, da Salerno in su, come una lunga distesa di opportunità, piccola o grandi, ma sempre maggiori che in casa.

Questione, allora, di prospettiva. O, semplicemente, del punto di osservazione. Dall’esterno, a volte, si ha una visuale privilegiata nel giudicare. E il paesaggio improvvisamente cambia.

s.lorusso@luedi.it

I PROGRAMMI

ALIANO:

Giovedì 29 agosto

 Ore 13.00: Cerimonia dei sensi

 Ore 15.00: Auditorium dei calanchi -  Aspettando la Luna e i calanchi: un video di Francesca Catarci

 Ore 15,30: Auditorium dei Calanchi - I bambini e i calanchi, a cura di Maria Delorenzo

 Ore 16.00: calanchi - Movimenti, Canti, suoni, letture e narrazioni nel paesaggio inoperoso.

 Ore 19.00: Cortile Palazzo Colonna - Io sono uno degli altri. Omaggio a Rocco Scotellaro (Altroteatro); Lettura per Rocco, Joe Capalbo

 Ora 20.00: Cerimonia dei sensi

 Ore 21.00: Piazzetta Panevino - Duo lucano Caterina Pontrandolfo & Graziano Accinni

 Ore 22.00: Piazzetta Panevino - da solo o in buona compagnia, Antonio Infantino

 Ore 23.00: Piazzetta Panevino - La lingua dei poeti meridiani.

 Ore 2.00: Auditorium dei calanchi - Visioni notturne

 

Venerdì 30 agosto

 dalle ore 10.00 alle ore 20.00: Auditorium dei calanchi - Parlamenti sull’Italia interna

 Ore 21.30: Cortile Palazzo Colonna - Classe cinquantotto, Rocco Papaleo

 Ore 22.30: Piazza San Luigi Gonzaga - Canzoniere dell’ebbrezza, Daniele Sepe e il suo gruppo

 Ore 24.00: Piazzetta Panevino - La lingua dei poeti lucani

 Ore 23.30: Auditorium dei calanchi - Visioni notturne

 Ore 5.00: Piazzetta Panevino - Musiche albeggianti, Nazim Comunale

 Ore 5.30, davanti alla tomba di Carlo Levi - Quaderno di legno, Andrea Di Consoli

 Ore 6.00: Piazzetta Panevino - Canti delle sei del mattino: Samanta Balzani, Claudia Fofi, Silvia La Ferrara, Roberta Langone, Marzouk Mejri, Caterina Pontrandolfo

 

Sabato 31 agosto

 Ore 10.00: in giro per il paese - Esercizi di paesologia

 Ore 13.00 Cerimonia dei sensi

 Ore 15.00: Auditorium dei calanchi - Laboratori illustrati: gli artisti invitati raccontano il loro lavoro

 Ore 18.00 Cortile Palazzo Colonna - Il barbiere di anime, presentazione del libro di Anton Giulio Scardaccione

 0re 19.00: Cortile Palazzo Colonna - Jennu brigannu, teatro delle ginestre

Ore 20.00 Cerimonia dei sensi

Ore 21.30: Auditorium dei Calanchi: In punta di coltello, poesie e canzoni d’amore

 0re 23.30: Auditorium dei calanchi - Omaggio a Matteo Salvatore. Video prodotto da FestambienteSud

 Ore 24.00: Piazzetta panevino: Musiche facoltative, canti notturni, deliri e parlamenti finali

 Ore 5,00: Auditorium dei calanchi - Visioni notturne: I Basilischi di Lina Wertmuller a cinquant’anni dall’uscita


POTENZA

Mercoledì 4 settembre

Ore 15.30: teatro Stabile - Saluti del Sindaco, Vito Santarsiero. Proclamazione del vincitore del bando PotenzApp

Ore 16.00: teatro Stabile - keynote “La Cittadinanza Digitale”: Derrick De Kerckhove, filosofo, sociologo

Ore 17.00: teatro Stabile - Abitiamo non la città,  ma il racconto della città. Giornalismo, digitale e territorio. Introduzione di Carlo Felice Dalla Pasqua, autore de “Il giornalista Fantasma”; keynote di Mario Tedeschini Lalli, responsabile internazionale della Online News Association; dibattito con Oreste Lopomo (TGR RAI Basilicata), Mimmo Parrella (La Nuova del Sud), Mario Restaino (ANSA Basilicata), Mimmo Sammartino (Gazzetta del Mezzogiorno Basilicata), Lucia Serino (Quotidiano della Basilicata).

Ore 19:00: piazza Maffei - Strumenti della modernità:

Facebook per genitori: Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di sociologia dei New Media

Twitter per chi inizia: Caterina Policaro, docente esperta di apprendimento con le tecnologie e i media sociali

Open data per la comunità: Ernesto Belisario, avvocato specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione

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