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Potenza, ci risiamo:
mense scolastiche a rischio

Basilicata

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POTENZA - Ci risiamo. Come tutti gli anni, anche questo 2013 sta regalando il tradizionale travaglio a genitori e alunni. Le mense ci saranno o no? I trasporti li prendiamo o no? Al momento - mancano davvero pochi giorni all’inizio del nuovo anno scolastico - sembra davvero che si dovrà rispondere con un no a tutte le domande. I soldi non ci sono: il ritornello è sempre lo stesso. E se il 2012 colse tutti di sorpresa, con l’avvio di tutti i servizi il 1 ottobre, quest’anno si scava alla ricerca dell’ultimo euro che possa salvare il salvabile.

E così da qualche giorno assessori, tecnici e dirigenti scolastici si incontrano costantemente per capire come ci si deve organizzare. E sì, perché le scuole che prevedono il tempo pieno o prolungato, per esempio, la mensa devono prevederla obbligatoriamente. Ma se non ci sono i soldi? E’ a rischio, ovviamente, anche il normale svolgimento delle attività previste nel pomeriggio.

«Un forte appello alla Regione affinché approvi una variazione di bilancio che stanzi i 6 milioni di euro già previsti e successivamente non assegnati al Comune di Potenza, in alternativa prendere in considerazione la possibilità di stornare parte delle risorse destinate al trasporto pubblico, o ad altri capitoli di bilancio, convogliandole su quello scolastico e sulle altre necessità inerenti all’avvio del nuovo anno, che diventano prioritari».

Questa la proposta giunta a chiusura della seduta della IV Commissione consiliare permanente. Servono soldi - e anche tanti - se si vuol continuare a garantire il diritto allo stdio ai piccoli potentini. E lo ricorda l’assessore all’Istruzione Giuseppe Messina: «Fondamentali  in quanto sanciti dall’articolo 5 della Costituzione – ha detto – oltre al rispetto delle norme contenute della legge regionale numero 21 del 26 giugno 1979, relativa proprio all’attuazione del diritto allo studio.

«Non comprendiamo - ancora Messina - perché un diritto legato alla crescita e alla formazione dei nostri ragazzi possa essere negato o messo in discussione per motivi di non urgenza e di non indifferibilità. Giova ricordare che il Comune garantisce rispetto ai ragazzi con disabilità, i servizi di assistenza all’handicap e dell’insegnante di sostegno, per le scuole paritarie e comunali, le figure di assistente alla persona e alla comunicazione per le scuole statali, il tutto per una spesa di 1,3 milioni di euro circa».

Sono 350 i bimbi iscritti alle scuole comunali e 1500 alle materne e alle primarie statali.

«Anche il servizio mensa - continua Messina - la cui fornitura potrebbe non essere ritenuta obbligatoria, lo è diventata in funzione di quanto stabilito dalla normativa nazionale vigente, che ha imposto la costituzione di istituti comprensivi e la contestuale istituzione del tempo pieno».

Tra i diversi interventi ieri in commissione anche quelli del consigliere Giuseppe Molinari, che ha chiesto di accelerare rispetto alla sigla della convenzione tra Comune e Provincia, per la cessione reciproca di alcuni istituti scolastici cittadini, tra i quali l’ex Torraca di via Bonaventura, riguardo ai lavori nelle strutture della scuola di via Verdi, della La Vista, di via Perugia, e ha evidenziato che «chi si aggiudica la gara per l’erogazione di un servizio, nel caso di specie quello della mensa scolastica, deve ottemperare agli obblighi assunti al di là delle difficoltà che possano manifestarsi nel periodo indicato dall’accordo, e non attendere il pagamento degli arretrati per dare il via alla somministrazione dei pasti».

«Pasti che va ricordato – ha concluso il presidente Pietro Rosa – sono comunque passati da circa 1.000 al giorno a quasi 2.000».

a.giacummo@luedi.it

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