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Fragole Candonga, il Riesame annulla il sequestro della Gdf di 105mila cestini nel Metapontino

Basilicata
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Nella foto: 
Il logo autentico delle fragole «Candonga» di Policoro
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MATERA – Oltre 105mila cestini per le fragole e un migliaio di fascette con la scritta falsificata «Candonga di Basilicata» sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel Metapontino, in un’operazione a tutela di un «prodotto di eccellenza» della zona. Il marchio, infatti, di proprietà di un’azienda di Policoro, tutela una qualità di fragola «particolarmente pregiata». I militari delle fiamme gialle, durante controlli del territorio e dopo aver acquisito «informative circa un possibile indebito utilizzo del marchio», hanno individuato un deposito in cui si trovavano confezioni di fragole pronte per essere distribuite sui mercati. Gli accertamenti sui cestini e sulle fascette hanno permesso di accertare che l’azienda non aveva l’autorizzazione «a riprodurre e utilizzare il marchio». Il titolare è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Matera. 

AGGIORNAMENTO: Il 2 marzo 2017 il Tribunale del Riesame di Potenza ha annullato il sequestro - eseguito dalla Guardia di Finanza - nei confronti di un’azienda operante nel Metapontino degli oltre 105mila cestini di fragole e di circa 1.200 fascette con il marchio Candonga di Basilicata «ritenuto - è spiegato in una nota diffusa dall’avvocato della stessa azienda, Filippo Vinci - inizialmente contraffatto». Secondo quanto reso noto nel comunicato, nell’aprile 2016 era stato accolto un altro ricorso analogo presentato dallo stesso avvocato. «Vinci - è scritto nella nota - ha preferito non commentare la vicenda. L’ordinanza dice tutto. Il provvedimento è stato annullato».

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