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Fumi al Cova, la Regione sapeva da giugno ma Pittella ha autorizzato la ripartenza delle estrazioni

Basilicata
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Una fiammata anomala al Centro Oli dell'Eni a Viggiano
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POTENZA – C’era anche un dirigente del dipartimento Salute della Regione Basilicata alla riunione dello scorso 27 giugno, in cui sono stati presentati i dati shock su eccessi di mortalità e ricoveri nella popolazione di Viggiano e Grumento Nova collegati alle emissioni del Centro olio Eni.

Si tratta del responsabile dell’ufficio prevenzione primaria Gabriella Cauzillo, che ha partecipato all’incontro assieme al presidente della Commissione Vis dei comuni di Viggiano e Grumento Nova, Michele Montone, e un gruppo ristretto di amministratori/tecnici dei due paesi. Più, ovviamente, il capo del gruppo di lavoro autore dello studio costato 1.100.000 euro: Fabrizio Bianchi, dell’ Istituto di fisiologica clinica del Cnr di Pisa; e i suoi collaboratori.

In quella sede è stato illustrato per la prima volta il «rapporto di sintesi», di pari data, sul lavoro svolto dai Cnr di Pisa e Lecce, l’Università di Bari, e il Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio. Tredici pagine in cui sono condensate le conclusioni raggiunte sulla maggior parte dei “quesiti” oggetto di analisi nell’ambito del progetto di Valutazione di impatto sanitario (Vis) del Centro olio dell’Eni. Incluso lo «studio sullo stato di salute» che è poi il cuore dell’indagine epidemiologica, da cui sono emersi picchi di decessi e ricoveri ospedalieri nei 2 comuni, per malattie cardiovascolari e respiratorie, che mostrano «associazioni di rischio» statisticamente rilevanti alle emissioni del Centro olio.

Ai presenti Bianchi ha fornito, come nelle precedenti riunioni, tutte le spiegazioni richieste su quanto scoperto, anche perché le riferissero, di dovere, agli assenti: sicuramente ai sindaci di Viggiano e Grumento Nova; quindi ai vertici della Regione, l’assessore alla Salute Flavia Franconi e il governatore Marcello Pittella.

I sindaci di Viggiano e Grumento Nova si difendono sui silenzi con i cittadini 

Ieri pomeriggio, nell’aula consiliare della capitale petrolifera lucana, i due primi cittadini Amedeo Cicala e Antonio Imperatrice, hanno provato a fornire la loro versione dell’accaduto in una conferenza stampa a tratti confusa e persino imbarazzante, in cui a un certo punto si sono dati degli «ignoranti», incapaci di comprendere il senso di quanto scritto nel rapporto. Motivo per cui hanno ribadito di voler attendere, per esprimersi nel merito e valutare l’adozione di atti a tutela della pubblica incolumità, la presentazione ai cittadini dei risultati della Vis da parte degli autori dello studio, che dovrebbe tenersi in un’unica data, il prossimo 22 settembre, invece che in due come annunciato mercoledì, dopo le notizie pubblicate dal Quotidiano.

Cicala, in particolare, ha provato anche a rispondere alla prima delle domande che gli sono state pubblicamente rivolte dal Quotidiano, dopo diversi inutili tentativi di contattarlo telefonicamente. Ovvero perché non ha ancora informato i cittadini su quanto emerso, dato che il «rapporto di sintesi» dello studio era stato consegnato a fine giugno. Ma ha traslato temporalmente la data di conoscenza dei dati in questione all’«inizio di agosto», che è quando invece, in un diverso incontro, è stato presentato il rapporto finale del progetto, composto da diverse centinaia di pagine con tutte le premesse metologiche e i calcoli di dettaglio e le risposte ai quesiti secondari mancanti.

Il sindaco di Viggiano ha sottolineato che anche in quell’occasione, in realtà, è stato assente, ma al suo posto c’era il vicesindaco. «Non abbiamo secretato nulla». Gli ha fatto eco il primo cittadino di Grumento Nova, Imperatrice. «C’erano Regione e Asp e abbiamo deciso di fare interpretare i dati a loro».

«Se avessimo fissato gli incontri subito non avremmo avuto la parte scientifica della commissione Vis ad illustrare i risultati perché era in vacanza». Ha aggiunto Montone. «Abbiamo chiesto al Cnr di stampare anche delle brochure, ma la loro tipografia riapriva a fine mese».

«Questo studio - ha sottolineato Cicala - è stato voluto da queste amministrazioni, pagato con risorse sottratte ai cittadini, e per me non è finito prima della presentazione in pubblico. E’ un progetto che dura da 7 anni, che cambia 20 giorni più o in meno? Siamo nel cronoprogramma».

«Noi abbiamo anche già fatto quello che ci è stato chiesto di fare dagli autori dello studio, proponendo alla Regione di legiferare dei valori limite per i composti non metanici». Ha dichiarato Imperatrice. 

Ma i toni si sono scaldati inevitabilmente alla seconda domanda sulle informazioni in loro possesso prima che venisse autorizzata la riapertura del Centro olio, a metà luglio.

«E’ una str... I dati non erano pronti e non erano divulgabili». Ha sostenuto il sindaco di Grumento Nova.

Tuttavia, alla Procura della Repubblica di Potenza sarebbe stata inviata lo stesso una comunicazione preventiva. Ed è improbabile che dal dipartimento Salute, in possesso dal 27 giugno di tutte le informazioni del «rapporto di sintesi», non abbiano informato il presidente della Regione, che proprio in quei giorni stava decidendo se prorogare o meno la sospensione delle autorizzazioni del centro olio, disposta dopo l’allarme per lo sversamento di greggio scoperto a gennaio. Anche sulla base di una valutazione complessiva sulla sicurezza dell’impianto, promessa pubblicamente. Tant’è vero che per questo aveva chiesto e ottenuto dal Ministero dell’ambiente un’ispezione straordinaria dei tecnici dell’Ispra, e aveva concordato col dipartimento Ambiente l’accelerazione delle pratiche per il riesame dell’autorizzazione stessa, imponendo nuove prescrizioni e quant’altro necessario aumentare i livelli di prevenzione.

Invece, a distanza di due settimane, è stato Pittella in persona a rassicurare tutti rassicurava tutti sulla sicurezza del Centro olio e ad autorizzare la ripartenza delle attività. Senza chiedere ulteriori verifiche o attendere una discussione sui dati evidenziati chiaramente nelle conclusioni della Vis realizzata Cnr-Università di Bari e Dep Lazio. Per poi precipitarsi a comunicare, in concomitanza con la ripartenza vera e propria delle estrazioni, una nuova «operazione verità» con l’avvio, dopo oltre un anno dall’annuncio, di una seconda indagine epidemiologica affidata alla Fondazione Basilicata Ricerca Biomedica (controllata dalla Regione) per altri 600mila euro.

«Il nostro studio sarà il punto di partenza di questo nuovo lavoro». Ha ammesso il sindaco di Grumento, Imperatrice. Anche se né lui, né il sindaco di Viggiano, né il governatore sembrano disposti a confessare di aver capito di cosa stanno parlando.

 

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