Salta al contenuto principale

Finto pacco consegnato a un’anziana, denunciato per truffa nel Potentino

Basilicata
Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 55 secondi

RUOTI (PZ) – I carabinieri della Compagnia di Potenza guidati dal capitano Gennaro Cascone, hanno denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria, per il reato di truffa aggravata, E.U. classe 1988, napoletano, già conosciuto alle forse di Polizia. I militari della stazione di Ruoti sono riusciti a individuare l’uomo quale autore di una truffa consumata nei confronti di un’anziana donna del piccolo centro. Il copione è stato quello classico: il malfattore si improvvisa corriere, bussa a casa dell’anziana e sostiene di dover consegnare un computer destinato al nipote della donna. Per rendere ancora più veritiera la scena il 30enne telefona al fantomatico capoufficio e passa il cellulare alla ignara anziana che crede a quanto riferitole. La richiesta è di 3500 euro, la donna ne può dare “solo” 1250 euro. Nella scatola c’erano due pacchi di riso, e l’anziana, all’arrivo del nipote altrettanto ignaro, ha subito denunciato l’episodio. I carabinieri hanno fatto il resto. 
Il malvivente intanto aveva preso il denaro, allontanandosi e facendo perdere le proprie tracce, ma proprio grazie all’istantanea chiamata ai Carabinieri di Ruoti che si recavano sul posto ed avviavano le prime indagini, alla ricostruzione precisa dei fatti ed alla descrizione dell’uomo da parte della donna, alla conoscenza del territorio, alle informazioni acquisite ed alle mirate attività investigative attuate nell’immediatezza, i militari riuscivano ad identificare e denunciare a piede libero il napoletano in trasferta. 

Al fine di prevenire questi reati, l'Arma coglie l’occasione per ricordare alcune regole basilari  per non farsi truffare:
• nessuno invia pacchi, se non sono stati ordinati ed il pagamento, difficilmente avviene in contanti. In ogni modo, contattare il destinatario per chiedere se lo attendeva;
• gli appartenenti alle Forze dell'Ordine, se vanno in una casa, indossano l’uniforme e hanno veicoli riconoscibili con scritte quali: “Carabinieri”, “Polizia di Stato”, “Guardia di Finanza” o “Polizia Locale”. Allo stesso modo, nessun operatore di Polizia chiama riferendo che un familiare è in caserma fermato, perché ha causato un incidente e bisogna riparare al danno in contante: non esistono cauzioni da pagare nell’immediatezza, ma vi saranno idonei procedimenti penali/amministrativi;
• non bisogna aprire la porta di casa a sconosciuti, anche se dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Verificare sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati. Non bisogna chiamare, assolutamente, utenze telefoniche fornite dagli sconosciuti, perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice. Se non si è sicuri, non aprire la porta per nessun motivo, dire di tornare più tardi e chiamare il 112;
• nessun Ente od azienda manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false. I veri funzionari preannunciano le loro visite tramite telefonate e/o lettere. Nessun dipendente può riscuotere o rimborsare importi in denaro a domicilio;
• non fermarsi mai per strada per dare ascolto a sconosciuti che chiedono informazioni, dati personali oppure invitano a mostrare documenti, denaro ed oggetti di valore;
• per le operazioni in Banca e/o in Posta, se possibile, farsi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni ed in quelli di scadenze generalizzate. Ricordare sempre che nessun cassiere insegue per strada i clienti per rilevare un errore nel conteggio del denaro che ha consegnato;
• se si ha il dubbio di essere osservati, fermarsi all’interno della Banca o della Posta e parlarne con gli impiegati o con il personale di vigilanza. Se questo dubbio assale per strada, entrare in un negozio o cercare una compagnia sicura.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?