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Appalti Eipli: Cosentino, la diga e l'uomo di Pittella

Basilicata
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Il passaggio di mazzette all'Eipli (frame dal video della polizia)
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POTENZA – Giocavano anche su più tavoli l’ex capo di gabinetto dell’Eipli Gaetano Di Noia, e l’ingegnere potentino Giuliano Cerverizzo, in carcere da ieri mattina. Ma di fronte alla «clausola politica», di cui parla il gip Luigi Spina, gli impegni già presi cedevano il passo. Come quando l’imprenditore lauriota Graziano Cosentino (ai domiciliari) si è presentato con una presunta «ambasciata» dal cerchio magico del governatore Marcello Pittella. Nella persona del suo segretario particolare, Biagio Di Lascio. 

C’è anche il nome del presidente della Regione tra le centinaia di pagine di intercettazioni dell’inchiesta per cui ieri mattina sono finiti agli arresti in 10 con le accuse di associazionea delinquere, corruzione, turbativa d’asta ed altro.
L’appalto in cui «il presidente» viene chiamato in causa è quello da 3milioni e 400mila euro per i “lavori di ripristino della capacità dell’invaso delle fluenze del fiume Sinni nella diga di Monte Cotugno”.

Ma per il gip è «più che possibile un’attività di millanteria»

In un’ampia premessa il gip spiega che «al netto del reale coinvolgimento o meno dei soggetti politici cui gli indagati hanno di volta in volta fatto riferimento, apparendo più che possibile una attività di millanteria ed accreditamento da parte degli interlocutori e non essendovi alcuna diretta traccia di un’effettiva ingerenza illecita nelle procedure di gara proveniente da soggetti politici locali o nazionali, certo è che la “politica” ha rappresentato per tutti i protagonisti sempre una carta da giocare, o, a seconda dei casi, il “dazio” che prospettavano esser indotti a pagare».
In altri termini: «per poter agevolare i propri amici, bisognava in ogni caso accontentare le esigenze del politico influente che di volta in volta avrebbe segnalato questa o quell’altra impresa».

Le sponsorizzazioni e il timore dei funzionari: «Non puoi metterti contro»

L’episodio preso in considerazione è proprio quello di Cosentino che secondo gli inquirenti avrebbe «avrebbe concordato» con Cerverizzo e Di Noia «il contenuto dell’offerta che avrebbe dovuto presentare l’associazione di imprese di cui era entrato a far parte seguendo, a suo dire, le indicazioni di Di Lascio. Anche se il nome di Pittella era stato pronunciato anche da un altro degli arrestati, l’architetto Tonino Bisceglia di Lavello, che parlando con Cerverizzo di una non meglio precisata gara gli aveva suggerito di farsi dare indicazioni esplicite dal governatore perché un domani, chiosa il gip: «possa giustificare la scelta di aver “dato la mano” a un’impresa piuttosto che a un’altra».
A gennaio del 2016 Cosentino «riferiva a Cerverizzo - prosegue il gip - di avere ricevuto indicazioni da parte di Biagio Di Lascio di rivolgersi a lui per la gara del Sinni (a cui avrebbe preso parte con l’Ati Ares e Sinnica Beton) (...) chiedendogli quindi quali altre imprese vi avrebbero partecipato e quale “variante” gli suggeriva di indicare in sede di offerta».
Di primo acchitto Cerverizzo, che aveva già preso impegni, illeciti, con un’altra impresa, avrebbe accennato a «precedenti intese con Biagio Di Lascio (“Ma perché scusa, fammi capire, che c’è sotto? (...) Scusa, e noi abbiamo fatto tutto un... un lavoro... (...) Ma con Biagio che... (...) Io so che il commissario va sempre da... dal presidente”)».
Poi però avrebbe aperto alla possibilità di riconsiderare la situazione, chiedendo a Cosentino: «se fosse stato direttamente Di Lascio a indirizzarlo a lui».

Così venne aggiudicata la gara da 3 milioni per la diga di Senise

«Ma pensi che sia più Biagio o più proprio il presidente?» Queste le parole di Cerverizzo trascritte dagli agenti della squadra mobile di Potenza. «Non è che Biagio è autonomo, presenta le cose... cioé fammi capire, com’è?»
Quindi la replica dell’imprenditore: «Biagio non è autonomo (...) Anche se ogni tanto pensa di essere autonomo, ma non lo è. Specialmente sopra a queste cose».
«Non ti puoi mettere contro». Gli avrebbe suggerito più tardi Di Noia, consultato sulla questione da Cerverizzo. «E’ chiaro che per noi... se teniamo Inter, Juventus e Milan... dobbiamo vincere per forza il campionato». Poi l’avrebbe rassicurato spiegandogli che «quello» lo aveva fatto chiamare a Roma «non per questo che stai parlando tu, ma un altro ancora», e la sua risposta era stata chiara («un pezzo di mortadella la dovete...»).
«Giova sottolineare - conclude il gip - vista la determinazione del Cosentino (...) che (...) i lavori sono stati effettivamente aggiudicati alla Ati Ares - Sinnica Beton - Sinnica service».

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