Salta al contenuto principale

Finto ginecologo lucano pretendeva atti di autoerotismo e foto: ora rischia quasi 6 anni di carcere

Basilicata
Chiudi
Apri
Nella foto: 
Una bolognese tra le 10 giovani che hanno denunciato Urgo
Tempo di lettura: 
2 minuti 24 secondi

La Procura di Bologna ha chiesto  una condanna a cinque anni e nove mesi per Sisto Salvatore Urgo,  36enne originario della provincia di Matera, che, spacciandosi  per ginecologo, offriva consulenze mediche telefoniche a  giovani ragazze, spesso studentesse universitarie fuori sede.
 Dieci le vittime che hanno sporto denuncia, di cui solo due si  sono costituite parte civile.
 L’imputato finì in carcere nel novembre 2012 al termine di un’indagine  della polizia postale. Dall’inchiesta era emerso che chiamava al  telefono le vittime o le contattava tramite Skype, dicendo di  essere un medico di ospedali di Bologna o di altre città. Citava  quindi esami o sospette patologie per cui le ragazze si erano  sottoposte a visite - non è mai stato chiarito come facesse a  saperlo - e le invitava a compiere atti di autoerotismo o ad  inviargli foto. Sebbene non ci sia mai stato contatto fisico,  per gli inquirenti si è configurata comunque la violenza  sessuale, per avere violato l’autodeterminazione delle donne  nella loro sfera sessuale, aggravata dall’essersi qualificato  come pubblico ufficiale. Nella prossima udienza, fissata per il  13 luglio, dovrebbe esserci la sentenza da parte del Tribunale  di Bologna. 
Urgo, nato a San Mauro Forte, aveva poco più di 26 anni quando, il 12 agosto del 2008, fu denunciato a piede libero perché in via del Corso a Matera, spacciandosi per rappresentante delle forze dell'ordine, chiedeva di perquisirle e palpeggiava le donne. Con questa modalità diverse ragazze furono molestate in centro, soprattutto di età tra i 16 e i 17 anni.
Negli anni, le sue prede sono diventate le studentesse universitarie fuori sede, quasi tutte avevano recentemente effettuato una visita ginecologica in struttura pubblica: il dubbio è che l’uomo fosse riuscito a violare le banche dati degli ospedali per rubare le cartelle mediche delle ignare ragazze. In questo modo, assumendo l’identità di un ginecologo dell'ospedale Maggiore o del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, contattava le “pazienti”, chiedendo loro ulteriori notizie cliniche e si accreditava dimostrando di conoscere particolari sanitari che solo il loro medico poteva sapere.
Così ci ha provato con  ragazze di tutta Italia, da Trieste a Savona, Bologna, Forlì, Fermo, Firenze, Grosseto e Foggia, compresa una a lui più vicina di Matera. Sì, perché Urgo operava dalla sua abitazione di San Mauro, dove si trovava in regime di detenzione domiciliare. Da lì, utilizzando mail e telefono intestati all’anziano padre, chiamava al telefono le vittime, e per carpirne la fiducia citava esami o sospette patologie per cui la ragazze si erano sottoposte a visite o esami. Poi le invitava a compiere atti di autoerotismo, o a inviare foto delle parte intime per aiutarlo nella “diagnosi”. 
Dai sospetti di 7 vittime, che hanno allertato la Polizia postale di Bologna, sono partite le indagini che hanno permesso di risalire alla postazione informatica del giovane.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?