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I parassiti che rubano i quotidiani

Basilicata
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C'ERA una volta il diritto d'autore. Una volta. Oggi siamo al saccheggio. Fatto da personaggi squallidi e senza scrupoli. I magnaccia dell'informazione. Non è solo una questione di principio, è un fatto pratico, molto molto pratico, i cui effetti sono drammatici sulla vita delle persone. Sta fiorendo e imperversando ogni giorno la pirateria dei giornali. Avviene un po' ovunque, ma qui in Basilicata sta assumendo i contorni di una farsa non più tollerabile. Portaborse, galoppini e reggimoccoli vari al servizio di assessori e consiglieri regionali o di enti e associazioni private, hanno preso la pessima abitudine di distribuire la mattina presto le versioni in pdf dei quotidiani. Le inviano agli amici e alle amichette senza pudore e senza capire che stanno rubando e danneggiando il lavoro di decine di giornalisti. 

Avviene un po' ovunque, ma qui in Basilicata sta assumendo i contorni di una farsa non più tollerabile. Portaborse, galoppini e reggimoccoli vari al servizio di assessori e consiglieri regionali o di enti e associazioni private, hanno preso la pessima abitudine di distribuire la mattina presto le versioni in pdf dei quotidiani

Gli indici di lettura dei giornali in Basilicata sono da sempre bassi, agli ultimi posti della classifica italiana. Non è un fatto di oggi, è stato sempre così, anche quando non c'erano internet e Facebook. Negli ultimi anni, le redazioni dei quotidiani lucani hanno pagato un prezzo altissimo per questa poca empatia con le edicole da parte dell'opinione pubblica. Ci sono state drastiche riduzioni di personale, tagli agli organici di giornalisti, poligrafici e personale amministrativo. Un salasso traumatico che ha cambiato il tenore di vita di tante famiglie e provocato la chiusura di edicole e di altre attività dell'indotto.
Nelle redazioni dei quotidiani lucani si combatte oggi una battaglia disperata per salvare gli ultimi posti di lavoro rimasti. Vedere gli sforzi di ogni giorno vanificati dalla pirateria, da parte di chi, al riparo di uno stipendio pagato dalla collettività o da generosi mecenati, fa circolare con leggerezza e incoscienza il frutto del lavoro degli altri suscita rabbia. Una vergogna. Chiediamo al presidente Pittella, agli assessori e a tutti gli amministratori pubblici di intervenire per evitare che da gli uffici delle istituzioni gli gnomi e i parassiti della pirateria mettano nel circuito intere edizioni dei quotidiani lucani, creando altri gravi problemi all'editoria locale, che invece dovrebbe essere protetta e salvaguardata proprio per il grande ruolo che svolge al servizio della democrazia. Il diritto d'autore va rispettato, come va rispettato il lavoro di decine e decine di professionisti che ci mettono faccia e sudore in un lavoro sempre più difficile e precario.

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