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«Se il governo non ci ascolta
noi sindaci pronti alle dimissioni»

Basilicata

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Milano, oltre 1000 Sindaci in piazza. Il 29 novembre l’Ufficio di Presidenza deciderà modalità dimissioni dei Sindaci in mancanza di risposte dal Governo
(21 novembre 2012)
"Non siamo più in grado di sostenere le politiche del Governo che taglia risorse ed autonomia ai Comuni. Per salvare l'Italia bisogna salvare i Comuni". Così il sindaco di Potenza Vito Santarsiero che ha partecipato alla mobilitazione organizzata dall'Anci contro le mancate risposte del Governo in particolare su Imu e Patto di stabilità, i cui vincoli saranno validi dal prossimo gennaio anche per i piccoli Comuni.
Il 29 novembre l'Ufficio di presidenza dell'Anci, mentre saranno in corso i lavori sulla legge di Stabilità della Commissione Bilancio del Senato, si riunirà per decidere tempi e modalità delle dimissioni in massa dei sindaci. 
Parlando in piazza della Scala, dove si è raccolto il corteo di sindaci ed amministratori, il delegato Anci per il Mezzogiorno ha ribadito che da oggi "parte un'azione decisiva per fare dell'Imu una imposta municipale, ma soprattutto per garantire adeguata autonomia ai Comuni per svolgere al meglio la propria azione, partendo dall’eliminazione dei vincoli assurdi del patto di stabilità.”
Al termine della manifestazione una delegazione di Sindaci, guidata dal presidente dell'Anci, Graziano Delrio, ha incontrato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, al quale sono state esposte le ragioni della protesta di oggi a Milano. La manifestazione ha visto la presenza di oltre mille sindaci provenienti da tutta Italia che insieme, senza distinzioni di partito, hanno fatto sentire la propria voce. “Se dai lavori del senato non avremo risposte alle nostre richieste - ha ribadito il presidente Anci Delrio - già in quella fase, il giorno 29 novembre, i sindaci decideranno per le dimissioni.
La conversione in senato della legge di Stabilità è l'ultima occasione. Se non verranno ascoltate le ragioni dei Comuni, il Governo e i partiti politici, in piena campagna elettorale, si troveranno sul tavolo le nostre dimissioni' -ha ribadito il presidente dell'Anci, Graziano Delrio – aggiungendo come 'dal 2007 al 2010 siano stati dati al risanamento 10 miliardi di euro di cui 2,5 derivanti da questa spending review. In Europa possiamo andare a testa alta anche perchè noi abbiamo dato più di ogni altro comparto dello Stato'.

Sono pronti, dicono, alle dimissioni di massa. Tanto c'è poco di che stare tranquilli a fare i sindaci di questi tempi. «E' un privilegio», dicono da tempo un po' in tutta Italia. Ma davvero è diventata un'impresa. Così, il prossimo 29 novembre, l'ufficio di presidenza dell'Anci deciderà le modalità dimissioni di dei sindaci in mancanza di risposte dal Governo. «Non siamo più in grado di sostenere le politiche del Governo che taglia risorse e autonomia ai Comuni. Per salvare l'Italia bisogna salvare i Comuni», dice il sindaco di Potenza Vito Santarsiero, che per l'Anci ha la delega al Mezzogiorno. C'era anche lui alla mobilitazione organizzata dall'Anci contro le mancate risposte del Governo in particolare su Imu e Patto di stabilità, «i cui vincoli saranno validi dal prossimo gennaio anche per i piccoli Comuni.Il 29 novembre l'ufficio di presidenza dell'Anci, mentre saranno in corso i lavori sulla legge di Stabilità della commissione Bilancio del Senato, si riunirà per decidere tempi e modalità delle dimissioni in massa dei sindaci». Parlando in piazza della Scala, dove si è raccolto il corteo di sindaci e amministratori, iSantarsiero ha spiegato coem ora «cominci un'azione decisiva per fare dell'Imu una imposta municipale, ma soprattutto per garantire adeguata autonomia ai Comuni per svolgere al meglio la propria azione, partendo dall’eliminazione dei vincoli assurdi del patto di stabilità».«Se dai lavori del Senato non avremo risposte alle nostre richieste - ha ribadito il presidente Anci, Graziano Delrio - già in quella fase i sindaci decideranno per le dimissioni.La conversione in senato della legge di Stabilità è l'ultima occasione. Se non verranno ascoltate le ragioni dei Comuni, il Governo e i partiti politici, in piena campagna elettorale, si troveranno sul tavolo le nostre dimissioni». 

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