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Il Pd estirpa l'ex Margherita
Chiurazzi fuori Antezza dentro

Basilicata

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Politica lucana 
Il Partito democratico chiamato a riunione per le decisioni finali post - Parlamentarie
Chiurazzi fuori Antezza dentro 
I garanti nazionali danno ragione alla senatrice e annullano tutti i voti di Nova Siri. Oggi Direzione con duelli annunciati
di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Chiurazzi perde il ricorso ed è ormai fuori dai giochi. Antezza così “gongola” ormai sicura della riconferma, ma la “frittata” è fatta. E quindi oggi per il segretario regionale del Pd, Roberto Speranza e gli altri big democratici si prospetta una Direzione di fuoco. Forse di più. 
Perchè al netto di chi abbia vinto la “guerra” dei ricorsi e dei controricorsi, tra Antezza e Chiurazzi, il quadro che emerge è esplosivo. Da un lato infatti diventa evidente che il pasticcio c’è stato (almeno secondo il parere dei garanti nazionali delle regole del Pd) alle Primarie del 30 dicembre scorso nel Comune di Nova Siri che è il feudo del senatore. 
Un fatto che non può non sporcare quell’esercizio di democrazia e coinvolgimento dei cittadini che dovrebbero essere le Primarie. Poi ognuno può addurre le proprie motivazioni, giustificazioni e chiarimenti. Ma resta un dato: due senatori della Repubblica (che qualcuno assicurava addirittura in ticket uomo - donna) non sono riusciti a trovare un accordo ma hanno dovuto  ricorrere alle “carte bollate” pur di prevalere uno sull’altro. Impensabile che non potesse esserci una via meno “polemica” alla cancellazione totale di tutti i voti di Nova Siri. 
Non solo. Il Pd lucano a margine di tutta questa vicenda esce sempre più ex diessino e sempre meno ex diellino. Insomma “c’era una volta” la parità di azioni nel Pd tra ex Democratici di sinistra, portatori della cultura ex comunista, ed ex della Dc con il loro bagaglio di cultura cattolica e moderata. “C’era una volta”. Perchè con l’uscita di Chiurazzi esce un pezzo di quel mondo che pure era stato determinante per la nascita del Partito democratico. 
E un altro rischia di uscire. Perchè oggi la Direzione regionale è chiamata anche a decidere come saranno composte le liste rispetto ai risultati delle Parlamentarie, l’utilizzo del Metodo D'Hondt, la “calata” dei nazionali (l’ultimo  precedente racconta di 4 esterni su 13 candidati) e l’incastro obbligatorio di quel 33 per cento di donne deciso da Roma. Con tanto di alternanza. E nelle varie ipotesi c’è il terzo posto “ballerino” - che sia alla Camera o al Senato poco conta - di Salvatore Margiotta che rischia di slittare al quarto. Posizione che non garantirebbe l’elezione. Ma tant’è. Ovvio che se pure Margiotta dovesse uscire dai giochi la tanto pluralità di idee del Pd nostrano sarebbe uno sbiadito ricordo che peserebbe tutto sulle spalle del presidente della Regione Vito De Filippo e del sindaco di Potenza, Vito Santarsiero. 
Poco, troppo poco, se si fa un esercizio di memoria fino al 2007 quando nel Pd confluirono tanti graduati della Margherita che nel frattempo cercano ancora fortuna altrove o che sono stati messi in “castigo” come è accaduto a Erminio Restaino. Tra loro c’era anche l’ex segretario della Margherita, Roberto Falotico che fu messo all’angolo subito dopo la fusione. Temi questi che rischiano tutti di esplodere nella Direzione regionale del partito che volendo o no una decisione dovrà comunque assumere. 
Nonostante si annuncino interventi al fulmicotone da una o dall’altra parte della “barricata”. Ad ogni modo regna grande incertezza. Tanto che il gioco più in voga in questi giorni è quello del “perfetto arbitro” del Pd lucano insieme a quello del “perfetto compositore di liste”. Perchè non c’è militante, simpatizzante o tesserato del Partito democratico di Basilicata che non abbia in “tasca” la ricetta per non scontentare nessuno e per “riconfermare” in blocco i parlamentari uscenti e pure inserire la “novità” Latorraca. Tranne poi che i conti non tornano. Puntualmente. La via è “stretta” non c’è dubbio. E nelle liste non ci può essere posto per tutti. Qualcuno dovrà subire l’onta dell’esclusione. Anche perchè di passi indietro volontari non se ne vedono all’orizzonte. Al massimo ci sono già i “teorici” del paracadute che immaginano  futuri da sottosegretario o da vice ministri un per tutti. All’occorenza. 
Il clima alla vigilia della Direzione è stato surriscaldato anche dalle dichiarazioni a caldo, dopo l’esito perdente del contro ricorso, dei due “protagonisti”. 
Le parole di Carlo Chiurazzi: «Due decisioni a maggioranza hanno sovvertito l'ordine delle candidature. Le decisioni assunte hanno due conseguenze: la prima, aver scippato, agli elettori del Pd di Nova Siri, il risultato del loro lavoro di partecipazione alle Primarie; voto, quello dei cittadini novasiresi, legittimo, trasparente, pulito. La seconda, di spingere, fuori dalle posizioni utili per la elezione, il Senatore Chiurazzi, suffragato con 3.509 voti raccolti nell'intera provincia di Matera, collocandosi al secondo posto. Tali decisioni riverberano i loro effetti  in favore della senatrice Antezza e di tutti quelli che, alla vigilia del voto, preconizzavano il terzo posto del Senatore Chiurazzi, ritenendo tale risultato utile all'aggiustamento delle candidature al Senato e alla Camera con logiche di parcellizzazione interna al partito da realizzarsi a danno dell'area moderata e cattolica proveniente dalla Margherita».   
C’è amarezza. Di diverso tenore la dichiarazione di Maria Antezza: «Sono molto rinfrancata dal concorde pronunciamento degli organi di garanzia regionale e nazionale del Pd, che hanno sancito l'annullamento delle Parlamentarie nel comune di Nova Siri, eliminando ogni ombra sul corretto svolgimento di un grande evento di partecipazione che ha interessato la nostra regione, come tutto il Paese. Mi sembra quanto mai confortante che la nettezza del giudizio abbia inteso tutelare innanzitutto la legittimità e la credibilità dell'istituto delle Primarie, con il quale il Pd e il centrosinistra ha rimesso nelle mani degli elettori le scelte più importanti, a cominciare appunto dalla selezione della classe dirigente da candidare ai compiti più impegnativi della vita pubblica».

POTENZA - Chiurazzi perde il ricorso ed è ormai fuori dai giochi. Antezza così “gongola” ormai sicura della riconferma, ma la “frittata” è fatta. E quindi oggi per il segretario regionale del Pd, Roberto Speranza e gli altri big democratici si prospetta una Direzione di fuoco. Forse di più. Perchè al netto di chi abbia vinto la “guerra” dei ricorsi e dei controricorsi, tra Antezza e Chiurazzi, il quadro che emerge è esplosivo. Da un lato infatti diventa evidente che il pasticcio c’è stato (almeno secondo il parere dei garanti nazionali delle regole del Pd) alle Primarie del 30 dicembre scorso nel Comune di Nova Siri che è il feudo del senatore. Un fatto che non può non sporcare quell’esercizio di democrazia e coinvolgimento dei cittadini che dovrebbero essere le Primarie. Poi ognuno può addurre le proprie motivazioni, giustificazioni e chiarimenti. Ma resta un dato: due senatori della Repubblica (che qualcuno assicurava addirittura in ticket uomo - donna) non sono riusciti a trovare un accordo ma hanno dovuto  ricorrere alle “carte bollate” pur di prevalere uno sull’altro. Impensabile che non potesse esserci una via meno “polemica” alla cancellazione totale di tutti i voti di Nova Siri. Non solo. Il Pd lucano a margine di tutta questa vicenda esce sempre più ex diessino e sempre meno ex diellino. Insomma “c’era una volta” la parità di azioni nel Pd tra ex Democratici di sinistra, portatori della cultura ex comunista, ed ex della Dc con il loro bagaglio di cultura cattolica e moderata. “C’era una volta”. Perchè con l’uscita di Chiurazzi esce un pezzo di quel mondo che pure era stato determinante per la nascita del Partito democratico. E un altro rischia di uscire. Perchè oggi la Direzione regionale è chiamata anche a decidere come saranno composte le liste rispetto ai risultati delle Parlamentarie, l’utilizzo del Metodo D'Hondt, la “calata” dei nazionali (l’ultimo  precedente racconta di 4 esterni su 13 candidati) e l’incastro obbligatorio di quel 33 per cento di donne deciso da Roma. Con tanto di alternanza. E nelle varie ipotesi c’è il terzo posto “ballerino” - che sia alla Camera o al Senato poco conta - di Salvatore Margiotta che rischia di slittare al quarto. Posizione che non garantirebbe l’elezione. Ma tant’è. Ovvio che se pure Margiotta dovesse uscire dai giochi la tanto pluralità di idee del Pd nostrano sarebbe uno sbiadito ricordo che peserebbe tutto sulle spalle del presidente della Regione Vito De Filippo e del sindaco di Potenza, Vito Santarsiero. Poco, troppo poco, se si fa un esercizio di memoria fino al 2007 quando nel Pd confluirono tanti graduati della Margherita che nel frattempo cercano ancora fortuna altrove o che sono stati messi in “castigo” come è accaduto a Erminio Restaino. Tra loro c’era anche l’ex segretario della Margherita, Roberto Falotico che fu messo all’angolo subito dopo la fusione. Temi questi che rischiano tutti di esplodere nella Direzione regionale del partito che volendo o no una decisione dovrà comunque assumere. Nonostante si annuncino interventi al fulmicotone da una o dall’altra parte della “barricata”. Ad ogni modo regna grande incertezza. Tanto che il gioco più in voga in questi giorni è quello del “perfetto arbitro” del Pd lucano insieme a quello del “perfetto compositore di liste”. Perchè non c’è militante, simpatizzante o tesserato del Partito democratico di Basilicata che non abbia in “tasca” la ricetta per non scontentare nessuno e per “riconfermare” in blocco i parlamentari uscenti e pure inserire la “novità” Latorraca. Tranne poi che i conti non tornano. Puntualmente. La via è “stretta” non c’è dubbio. E nelle liste non ci può essere posto per tutti. Qualcuno dovrà subire l’onta dell’esclusione. Anche perchè di passi indietro volontari non se ne vedono all’orizzonte. Al massimo ci sono già i “teorici” del paracadute che immaginano  futuri da sottosegretario o da vice ministri un per tutti. All’occorenza. Il clima alla vigilia della Direzione è stato surriscaldato anche dalle dichiarazioni a caldo, dopo l’esito perdente del contro ricorso, dei due “protagonisti”. Le parole di Carlo Chiurazzi: «Due decisioni a maggioranza hanno sovvertito l'ordine delle candidature. Le decisioni assunte hanno due conseguenze: la prima, aver scippato, agli elettori del Pd di Nova Siri, il risultato del loro lavoro di partecipazione alle Primarie; voto, quello dei cittadini novasiresi, legittimo, trasparente, pulito. La seconda, di spingere, fuori dalle posizioni utili per la elezione, il Senatore Chiurazzi, suffragato con 3.509 voti raccolti nell'intera provincia di Matera, collocandosi al secondo posto. Tali decisioni riverberano i loro effetti  in favore della senatrice Antezza e di tutti quelli che, alla vigilia del voto, preconizzavano il terzo posto del Senatore Chiurazzi, ritenendo tale risultato utile all'aggiustamento delle candidature al Senato e alla Camera con logiche di parcellizzazione interna al partito da realizzarsi a danno dell'area moderata e cattolica proveniente dalla Margherita».   C’è amarezza. Di diverso tenore la dichiarazione di Maria Antezza: «Sono molto rinfrancata dal concorde pronunciamento degli organi di garanzia regionale e nazionale del Pd, che hanno sancito l'annullamento delle Parlamentarie nel comune di Nova Siri, eliminando ogni ombra sul corretto svolgimento di un grande evento di partecipazione che ha interessato la nostra regione, come tutto il Paese. Mi sembra quanto mai confortante che la nettezza del giudizio abbia inteso tutelare innanzitutto la legittimità e la credibilità dell'istituto delle Primarie, con il quale il Pd e il centrosinistra ha rimesso nelle mani degli elettori le scelte più importanti, a cominciare appunto dalla selezione della classe dirigente da candidare ai compiti più impegnativi della vita pubblica».

 

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