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Gildo Claps dice no a Ingroia
Non sarà candidato con gli Arancioni

Basilicata

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Un’altra giornata convulsa e ricca di colpi di scena quella di ieri per le liste arancioni di Antonio Ingroia. Se, nel primo pomeriggio, sembrava fatta per la candidatura di Belisario come capolista al Senato in Basilicata (e un’altra regione del Sud) e nessun metteva in discussione il secondo posto alla Camera di Gildo Claps, poche ore dopo questo quadro era completamente rovesciato. Entrambi fuori dai giochi: ma se Gildo ha deciso di rinunciare, per il senatore uscente di Idv, politico di lungo corso abituato alla trattativa politica, la partita è ancora tutta da giocare e le evoluzioni potrebbero essere dietro l’angolo. I bene informati raccontano di un concitatissimo tavolo romano, dal quale Belisario sarebbe andato via sbattendo la porta, per una serie di veti incrociati scatenatisi sui capilista in Campania, Puglia e Basilicata. Con l’ex capogruppo dei dipietristi a Palazzo Madama che avrebbe spinto per una doppia candidatura in Basilicata ma anche in Campania, dove l’elezione di un senatore, stando ai sondaggi, sarebbe blindata. E con gli altri partiti che gli avrebbe offerto sì due collegi ma ponendo sul piatto, oltre alla circoscrizione lucana, un posto da capolista in Puglia (dove, invece, la partita è molto più rischiosa). Di qui un tira e molla andato avanti a lungo e finito con una frattura che, però, si ipotizza possa essere ricucita nelle prossime ore. Ma la battaglia a colpi di veti è andata avanti anche nel pomeriggio, con Di Pietro che si sarebbe opposto ad una eventuale candidatura al secondo posto alla Camera dell’ex sottosegretario all’Economia, Mario Lettieri, nome sponsorizzato in quota ecologisti-verdi. Allo stato attuale delle cose, in cima alla lista lucana al Senato ci sarebbe un altro parlamentare uscente di Idv, Aniello Di Nardo, seguito al secondo posto da Donato Brienza in quota società civile e, al terzo, da Pasquale Truncellito, ex assessore al Bilancio a Scanzano Jonico e candidato con “Idea” alle regionali. Sempre secondo indiscrezioni, in questa lista ci sarebbero tre donne, tra cui Vincenza Ferrarese, presidente di Disabled Peoples’ Italia e di Fish Basilicata (nome sponsorizzato da Libera e dintorni) ed Eleonora Lauro. La settima posizione, infine, andrebbe ad Antonio Giordano (Idv), assessore al comune di Matera. Alla Camera, come detto, la novità più clamorosa riguarda Gildo Claps, che ha deciso di tirarsi fuori dai giochi. Secondo alcuni, perché non convinto degli altri nomi inseriti in lista, ritenuti non abbastanza rappresentativi della società civile lucana e in continuità con la “vecchia” politica. Secondo altri, spinto a un passo indietro dalle polemiche dei giorni scorsi e dalle frizioni con una componente non minoritaria di movimenti e associazioni che hanno aderito al gruppo “Cambiare si può”. Quale che sia la ragione, Claps non sembra disposto a tornare sui suoi passi, nonostante il suo nome sia fortemente caldeggiato dallo stesso Ingroia. Il quale, come da previsione, sarà capolista a Montecitorio in tutti i collegi, compreso quello lucano. Naturale che, sul quel secondo posto - posizione utile all’elezione - si sia scatenata una bagarre non da poco. A quanto pare, al momento il primo nome della lista sarebbe quello di Antonio Palagiano, deputato uscente di Idv, lucano di origine ma eletto nel 2008 nella circoscrizione Emilia Romagna, anche se niente di definitivo è stato scritto, anzi. Anche perché questa designazione andrebbe anche contro quel principio che assegna il secondo posto a un esponente della società civile - quale era Gildo Claps - e solo il terzo a un nome indicato dai partiti. In predicato di occupare quella posizione c’è stata, nel corso del pomeriggio, anche la direttrice nazionale di Libera, Gabriella Stramaccioni, opzione questa che per ora sarebbe sfumata. Sempre per un posto alla Camera, ci sarebbero in lizza anche Flavia Carriero, Giuseppe Paterino e Lucia Restaino. Il quadro, comunque, è in continua evoluzione e passibile di ulteriori aggiustamenti (se non stravolgimenti). Le difficili trattative ripartiranno oggi, con un clima sicuramente ancora teso e carico di malumori.

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