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Caos su Di Lorenzo
per Monti al Senato

Basilicata

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Verso le elezioni Caos su Di Lorenzo
per Monti al Senato Finisce in lista all’ultimo minuto ma non c’è l’accettazione della candidaturaIl segretario materano di Fli: «Dovra essere depennata dalla commissione elettorale» 
Critico con le scelte politiche fatte per le candidature “dal nazionale senza coinvolgere il livello territoriale”
di PIERO QUARTO
MATERA -  E’ diventato un caso vero la candidatura di Pasquale Di Lorenzo al quarto posto al Senato per la Lista Monti. L’esponente di Fli ha rinunciato ufficialmente domenica sera alla candidatura, lo ha annunciato in un breve comunicato e lo ha spiegato ieri pomeriggio in conferenza stampa. Ieri sera però Di Lorenzo era ancora in lista, tra i sette nomi presentati ed al quarto posto. Non c’è stata la volontà, o forse la possibilità di sostituirlo ma la lista, con ogni probabilità sarà monca dai prossimi giorni come lo stesso Di Lorenzo ha spiegato: «quando la commissione elettorale andrà a verificare la documentazione, vedrà anche la mia revoca dell’accettazione di candidatura. Senza di quella il mio nome dovrà essere inevitabilmente depennato». Insomma l’ex consigliere regionale protagonista “a fil di sirena” nelle ultime elezioni, stavolta ha fatto il percorso inverso. 
«L’ultima volta era stato il Pdl a togliere il mio nome, oggi sono io che ho deciso di non candidarmi e per motivi squisitamente politici». 
Di certo non il miglior viatico per una lista al Senato, quella del professore, capeggiata da Casini e però con soli altri cinque nomi. Di Lorenzo non c’è, non ci potrà essere salvo clamorosi e, oggettivamente incredibili, colpi di scena.
Anche perchè ieri pomeriggio nella sede provinciale di Fli Pasquale Di Lorenzo ha spiegato nel dettaglio la sua posizione, ha ringraziato Digilio e Fini ma ha anche confermato le proprie perplessità “politiche” sulle scelte fatte e che hanno portato alla rinuncia. «Cosa faremo? Campagna elettorale per Fli alla Camera dove siamo presenti e dove in lista c’è anche il nostro coordinatore cittadino di Matera, Giuseppe Olivieri. Per quanto riguarda invece il Senato dovremo scegliere, a questo punto la cosa migliore potrebbe essere turarsi il naso e votare Grillo.
Noi avremmo voluto lavorare per l’alternanza di governo in una regione nella quale la sinistra governa da troppo tempo, il progetto di Monti pur con qualche aggiustamento per noi che siamo destra sociale, avrebbe potuto andare bene ma adesso non ci sono proprio le condizioni con questa lista, fatta tutta a Roma senza ascoltare il territorio.
Vorrà dire che dall’alternanza di governo ci accontenteremo della protesta e voteremo, turandoci il naso, per Grillo».
Nel dettaglio Di Lorenzo spiega i motivi del suo scetticismo: «di solito le liste si fanno coniugando il livello nazionale con quello territoriale, stavolta invece ci sono state solo decisioni nazionali. Teniamo conto che si parla di una Lista capeggiata da Casini e in cui tutti sanno che il presidente dell’Udc non ha intenzione di rinunciare alla Basilicata, basta vedere il fatto che non ci sono altri esponenti dell’Udc candidati dopo di lui. Per il resto ci sono persone, rispettabilissime, ma che danno più l’idea di una lista provinciale e non politica. Con quattro esponenti del Materano più Casini e Glinni. Non si capisce come la lista sia stata fatta sotto un profilo politico, di rappresentanza del territorio». Nel dettaglio Di Lorenzo spiega anche le scelte che erano state fatte per quel che riguarda Fli. «Io credo che fosse naturale che Fli con il suo radicamento sul territorio e con un senatore uscente puntasse al secondo posto al Senato per Digilio. 
Io avevo dato la mia disponibilità per la Camera ma tutto questo non è stato affatto tenuto in considerazione».
Le parole di Di Lorenzo sono indubbiamente parole che pesano, che segnano una frattura già nel momento della costituzione delle Liste, un vulnus importante che, soprattutto sulla città di Matera, potrebbe anche rivelarsi non indolore. 
Ma questo lo si verificherà solo successivamente, di certo però il caso c’è tutto. 
E’ deflagrato nel giro di poche ore, riportando, suo malgrado, Di Lorenzo in primo piano. Stavolta per un “gran rifiuto”.
«Alla Camera lavoriamoper la lista di FliAl Senato potremmoturarci il nasoe scegliere Grillo»
«Ci aspettavamo per Digilioil secondo postoDel resto avevamoun senatore uscenteMa è valso a poco»

MATERA -  E’ diventato un caso vero la candidatura di Pasquale Di Lorenzo al quarto posto al Senato per la Lista Monti. L’esponente di Fli ha rinunciato ufficialmente domenica sera alla candidatura, lo ha annunciato in un breve comunicato e lo ha spiegato ieri pomeriggio in conferenza stampa. Ieri sera però Di Lorenzo era ancora in lista, tra i sette nomi presentati ed al quarto posto. Non c’è stata la volontà, o forse la possibilità di sostituirlo ma la lista, con ogni probabilità sarà monca dai prossimi giorni come lo stesso Di Lorenzo ha spiegato: «quando la commissione elettorale andrà a verificare la documentazione, vedrà anche la mia revoca dell’accettazione di candidatura. Senza di quella il mio nome dovrà essere inevitabilmente depennato». Insomma l’ex consigliere regionale protagonista “a fil di sirena” nelle ultime elezioni, stavolta ha fatto il percorso inverso. «L’ultima volta era stato il Pdl a togliere il mio nome, oggi sono io che ho deciso di non candidarmi e per motivi squisitamente politici». Di certo non il miglior viatico per una lista al Senato, quella del professore, capeggiata da Casini e però con soli altri cinque nomi. Di Lorenzo non c’è, non ci potrà essere salvo clamorosi e, oggettivamente incredibili, colpi di scena.Anche perchè ieri pomeriggio nella sede provinciale di Fli Pasquale Di Lorenzo ha spiegato nel dettaglio la sua posizione, ha ringraziato Digilio e Fini ma ha anche confermato le proprie perplessità “politiche” sulle scelte fatte e che hanno portato alla rinuncia. «Cosa faremo? Campagna elettorale per Fli alla Camera dove siamo presenti e dove in lista c’è anche il nostro coordinatore cittadino di Matera, Giuseppe Olivieri. Per quanto riguarda invece il Senato dovremo scegliere, a questo punto la cosa migliore potrebbe essere turarsi il naso e votare Grillo.Noi avremmo voluto lavorare per l’alternanza di governo in una regione nella quale la sinistra governa da troppo tempo, il progetto di Monti pur con qualche aggiustamento per noi che siamo destra sociale, avrebbe potuto andare bene ma adesso non ci sono proprio le condizioni con questa lista, fatta tutta a Roma senza ascoltare il territorio.Vorrà dire che dall’alternanza di governo ci accontenteremo della protesta e voteremo, turandoci il naso, per Grillo».Nel dettaglio Di Lorenzo spiega i motivi del suo scetticismo: «di solito le liste si fanno coniugando il livello nazionale con quello territoriale, stavolta invece ci sono state solo decisioni nazionali. Teniamo conto che si parla di una Lista capeggiata da Casini e in cui tutti sanno che il presidente dell’Udc non ha intenzione di rinunciare alla Basilicata, basta vedere il fatto che non ci sono altri esponenti dell’Udc candidati dopo di lui. Per il resto ci sono persone, rispettabilissime, ma che danno più l’idea di una lista provinciale e non politica. Con quattro esponenti del Materano più Casini e Glinni. Non si capisce come la lista sia stata fatta sotto un profilo politico, di rappresentanza del territorio». Nel dettaglio Di Lorenzo spiega anche le scelte che erano state fatte per quel che riguarda Fli. «Io credo che fosse naturale che Fli con il suo radicamento sul territorio e con un senatore uscente puntasse al secondo posto al Senato per Digilio. Io avevo dato la mia disponibilità per la Camera ma tutto questo non è stato affatto tenuto in considerazione».Le parole di Di Lorenzo sono indubbiamente parole che pesano, che segnano una frattura già nel momento della costituzione delle Liste, un vulnus importante che, soprattutto sulla città di Matera, potrebbe anche rivelarsi non indolore. Ma questo lo si verificherà solo successivamente, di certo però il caso c’è tutto. E’ deflagrato nel giro di poche ore, riportando, suo malgrado, Di Lorenzo in primo piano. Stavolta per un “gran rifiuto”.

 

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