Salta al contenuto principale

Il Pd fa il pienone
Tutti con Luongo

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 12 secondi

POTENZA - La parola d’ordine è «serrare le fila» perché la sfida è decisiva per il futuro del Paese e il Pd lucano, anche stavolta, dovrà fare la sua parte. Il copione è lo stesso di sabato a Matera: una prova muscolare di compattezza che si concretizza in un cineteatro Don Bosco pieno in ogni ordine di posto. Le bandiere bianco rosso e verdi del Pd incorniciano il piano superiore e “Inno” di Gianna Nannini fa da colonna sonora alla presentazione dei 13 candidati in corsa per Camera e Senato, che salgono ad un ad uno sul palco tra gli applausi del pubblico. In prima fila, tra gli altri, il sottosegretario Giampaolo D’Andrea, l’ex governatore Angelo Raffaele Dinardo e Antonio Luongo. Anche nella sua Potenza, il partito gli tributa un omaggio particolare dopo il passo indietro «per il bene del Pd»: lo ringraziano tutti, dal governatore De Filippo - («una menzione d’onore - dice - va al compagno Luongo» e lui risponde sorridendo) al segretario regionale Speranza («ci ha insegnato fino in fondo come si può essere veramente dirigenti politici d’altissimo profilo»), dalla presidente dell’assemblea regionale Pasquina Bova ai segretari cittadino, Giampiero Iudicello, e provinciale, Antonello Molinari. Le tensioni e i mal di pancia post primarie sembrano lontani anni luce. Antezza e Chiurazzi - dopo i giorni caldi dei ricorsi romani - siedono uno accanto all’altro, quasi a sancire pubblicamente una pace in nome dell’unità del partito. Anche la diatriba sul quarto posto ai socialisti è ormai acqua passata: Speranza li ringrazia «per essere con noi in questa battaglia» e perchè «aggiungono valore alle nostre liste». Il segretario regionale Psi e sindaco di Melfi, Livio Valvano, è nelle prime file e la sala dedica un convinto applauso a Gerardo Labellarte, il dirigente di origini lucane voluto da Riccardo Nencini. Dopo gli interventi di De Filippo e Fattorini, è Roberto Speranza a spiegare che «il Pd è chiamato a cambiare l’Italia». Elogia Bersani, Napolitano ma anche Matteo Renzi, esalta le primarie quale strumento di democrazia, indica «lavoro, moralità e scuola» tra le priorità da perseguire ma non dimentica le partite locali da affrontare, petrolio e Fiat su tutte. E nella girandola dei ringraziamenti, non dimentica di citare il sindaco di Potenza, Santarsiero, e il presidente della Provincia Lacorazza. Da oggi la partita si sposta tra la gente, «a cercare casa per casa un voto che serve al Paese». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?