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Firme contraffatte, Scelta Civica dichiara la propria estraneità

Basilicata

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POTENZA - Arriva la conferma da parte dei canali ufficiali di “Scelta civica per Monti” di Basilicata. Ci sono le indagini della Digos su una questione relativa alle firme per le la lista elettorale della Camera dei deputati che è capeggiata dal consigliere regionale Ernesto Navazio. Al tempo stesso, “Scelta civica per Monti” dichiara la fiducia nell’operato degli inquirenti e “garantisce” qualsiasi tipo di estraneità ai fatti. Insomma nonostante le indagini degli inquirenti che stanno accertando se è stata commessa qualche irregolarità nelle procedure per la presentazione della lista che concorre alle elezioni per il rinnovo del Parlamento che sono in programma il 24 e 25 febbraio da parte dei dirigenti lucani di “Scelta civica per Monti” viene espressa serenità per il buon esito degli accertamenti. Nei dettagli questa è la nota ufficiale e quindi la posizione della lista che sostiene in Basilicata il candidato premier Mario Monti alla Camera dei deputati: «In riferimento all'articolo pubblicato sul Quotidiano della Basilicata riportante la notizia di presunte irregolarità nella raccolta delle firme per la presentazione delle proprie candidature, Scelta Civica con Monti per l'Italia dichiara la propria estraneitá da tutti i fatti».E ancora si legge nella nota ufficiale: «La raccolta delle firme è stata affidata alla segreteria del movimento e si è svolta con regolaritá in entrambe le occasioni».Dopo le precisazioni sull’estraneità dei fatti, c’è il chiarimento di carattere “tecnico” e normativo: «È doveroso sottolineare che in ogni caso il movimento non era tenuto alla raccolta delle firme poiché partecipa alla competizione elettorale in coalizione con altri partiti già presenti in Parlamento».Insomma “Scelta civica per Monti” non era tenuta a raccogliere le firme. Quelle firme che sarebbero all’origine della denuncia di una attivista del movimento che non ha riconosciuto la propria firma sui documenti presentati il 21 gennaio scorso al Tribunale di Potenza. La questione come spiegato nell’edizione di ieri del nostro giornale è legata a una doppia operazione di raccolta firma a cui sono stati costretti gli addetto di Scelta civica per Monti di Basilicata dopo che negli ultimi giorni prima della scadenza dei termini per la presentazione delle liste due donne, Rossana Gaudiano e Adele Vinci, rinunciarono alle proprie candidature rispettivamente al quinto e al sesto posto in lista. Le due furono prontamente sostituite da Carmine Marandola e Maria Teresa Merlino che sono ufficialmente in corsa per l’elezione alla Camera dei deputati. L’operazione perà ha richiesto una doppia operazione di raccolta firme.Scelta civica per Monti dice di non temere nulla e la nota ufficiale si conclude così: «Il partito è fiducioso che le indagini della magistratura chiariscano prontamente l'incresciosa vicenda»

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