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Truffa sui rimborsi, il M5S:
«Avevamo ragione noi a chiedere zero privilegi

Basilicata

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«AVEVAMO ragione noi a chiedere zero privilegi». Questo il commento dei parlamentari del Movimento 5 stelle Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi. «Una vicenda triste». Così liquida il senatore Vito Petrocelli, l’inchiesta giudiziaria sui rimborsi illeciti che ha coinvolto ben 11 tra assessore e consiglieri di tutti gli schieramenti. «Gli arresti di oggi- dice Petrocelli - non fanno altro che confermare la necessità di cambiare radicalmente il sistema dei rimborsi alla Regione Basilicata. E, soprattutto, danno ragione a quegli oltre 4.300 cittadini che oltre un anno fa, in tempi non sospetti, avevano sottoscritto la nostra proposta di legge popolare “Zero prvilegi”». La riforma ipotizzata dalla proposta di legge presentata dal Movimento di Grillo, in effetti, non faceva altro che chiedere che i rimborsi spese ai consiglieri regionali fossero disciplinati da regole meno nebulose di quelle vigenti e che si operasse un dimezzamento delle spese rimborsabili. 

Ma la “Zero privilegi”, arrivata nel giugno 2012 nell’aula del Palazzo di via Anzio, è stata in men che non si dica affossata. «Tra coloro che votarono contro anche il consigliere Mario Venezia- ricorda il senatore Petrocelli- adesso tra gli 11 finiti nell’inchiesta. Motivò il suo no alla riduzione dei rimborsi dicendo che il dimezzamento avrebbe reso i politici maggiormente ricattabili. L’inchiesta della magistratura lo smentisce nei fatti. Adesso - prosegue il senatore di M5s - non c’è altro da fare che aspettare che questo gruppo dirigente lasci spazio alla nuova generazione e consenta finalmente di restituire trasparenza e dignità alla politica». Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, ci sta già provando. «Da parlamentare- dice Petrocelli- sto sostenendo la proposta di taglio a compensi e rimborsi del Senato portata avanti da Laura Bottici, senatrice di M5s nell’Ufficio dei questori del Senato. In più, come movimento, stiamo facendo quello che avevamo promesso in campagna elettorale, con la riduzione spontanea dell’indennità. Il risparmio complessivo tra Camera e Senato è di circa 400.000 euro che chiederemo tornino al Bilancio dello Stato, come è già accaduto per i 40 milioni di rimborsi elettorali che ci sarebbero spettati». 

In perfetta sintonia con Petrocelli, l’altra parlamentare lucana del Movimento 5 stelle Mirella Liuzzi. «Solo pochi giorni fa, con un comunicato, abbiamo riportato all’attenzione la nostra iniziativa di legge popolare relativa al dimezzamento dei rimborsi regionali. Quello che abbiamo sempre sostenuto, purtroppo, adesso si è verificato. Un’inchiesta- aggiunge Liuzzi- che non ci sorprende. Casi analoghi sono emersi anche in altre regioni, lo scandalo più recente in Piemonte, ma lungi da noi emettere sentenze: tocca alla Magistratura accertare responsabilità ed eventuali colpevoli, noi da cittadini esigiamo semplicemente chiarezza e trasparenza. E la diaria forfettaria per i consiglieri regionali sicuramente di trasparente ha poco». La bufera dei rimborsi, in ogni caso, non cambia l’agenda del Movimento 5 stelle che oggi, come già reso noto, saranno a celebrare la Festa della Liberazione in Val d’Agri a fianco agli attivisti dei movimenti Mo basta e No triv. Petrolio, ambiente e royalties sono temi altrettanto scottanti e non passano di certo in secondo piano. «La questione morale, invece- assicura Petrocelli- sarà rilanciata con forza, nei prossimi giorni, portando i gazebo nelle piazze e rilanciando la proposta di un codice di autoregolamentazione degli eletti». 

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