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Inchiesta sui rimborsi, confermati sei divieti di dimora
Respinta la richiesta di dissequestro del denaro

Basilicata

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Il Tribunale del riesame di Potenza ha respinto le richieste di annullamento di sei divieti di dimora e di un sequestro di una somma di denaro (pari a poco meno di cinquemila euro) emessi dal gip nell’ambito dell’inchiesta sull'uso illecito dei rimborsi da parte di assessori e consiglieri regionali della Basilicata nel biennio 2010-2011.

I sei divieti di dimora confermati riguardano i consiglieri regionali Rocco Vita (Psi), Paolo Castelluccio (Pdl), Mario Venezia (Pdl), Antonio Autilio (Idv), Alessandro Singetta (gruppo misto) e l’ex consigliere Vincenzo Ruggiero (La Destra). Per un altro ex consigliere, Antonio Tisci (Pdl) è stato confermato il sequestro cautelativo dei circa cinquemila euro. 

Il 24 aprile scorso, l’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari due ex assessori di centrosinistra – Vincenzo Viti (Pd) e Rosa Mastrosimone (Idv) – e l’ex capogruppo del Pdl, Nicola Pagliuca. Tutti e tre sono tornati liberi dopo gli interrogatori di garanzia: Pagliuca ha ricevuto però il divieto di dimora a Potenza. Il gip ha già revocato il divieto di dimora per Mariano Pici (Pdl) e Agatino Mancusi (Udc). 

Nel frattempo, mentre va avanti il percorso giudiziario dell'inchiesta, la politica continua a subirne i contraccolpi. Con le dimissioni del governatore Vito De Filippo, la Basilicata dovrà tornare al voto. Per ora la giunta - nominata contestualemnte alle dimissioni per garantire l'attività amministartiva e il governo della regione - gestirà l'attività istituzionale. 

I partiti, invece, continuano a interogarsi sul da farsi. Un invito al prefetto di Potenza «ad applicare le norme vigenti per indire le elezioni regionali anticipate nel periodo autunnale» è stato lanciato dal “Laboratorio di Centro», composto dai rappresentanti di Udc, Grande Sud, Fare per Fermare il Declino e Io Amo l’Italia, che si sono incontrati a Potenza. Sono preoccupati, dicono, rispetto «al vuoto di potere nel consiglio regionale».   La sollecitazione ad andare alle urne in autunno è motivata «anche dal fatto che la Basilicata registra un indice di disoccupazione molto preoccupante, un abbandono delle aree interne da parte delle nuove generazioni, un tasso di mortalità delle aziende di produzione, di servizi e commerciali che avvicina l’economia regionale al collasso».

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