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Provincia Matera, blitz della Guardia di Finanza
Chi è la talpa che ha segnalato le irregolarità?

Basilicata

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8 minuti 48 secondi

 

Al vaglio della Guardia di finanza anche le residenze effettive dei consiglieri in carica
In Provincia è caccia alla talpa
L’indagine sarebbe partita da un dipendente o da qualcuno della maggioranza 
CHI ha dato l’input, per far partire l’indagine della Guardia di finanza negli uffici amministrativi della Provincia di Matera? Dove si nasconde la talpa che ha scatenato gli accertamenti sulla contabilità degli amministratori, soprattutto rimborsi benzina, ma anche presunte irregolarità nel cumulo dei gettoni di presenza con altre indennità di carica?
Pare che nei corridoi della Provincia non si parli d’altro, tra curiosità di qualcuno e stizza di altri. Le prime indiscrezioni parlano di una talpa, da ricercarsi nella stessa maggioranza del presidente Stella; altri ben informati parlano di un dipendente, che potrebbe aver agito per ragioni non ancora ben chiare.
Al di là di questo chiacchiericcio, però, resta la sostanza di un’indagine che proseguirà nei prossimi giorni, con il prelievo di ulteriore documentazione comprovante soprattutto richieste di rimborsi per spostamenti dai luoghi di residenza al Palazzo di via Ridola, ma anche missioni istituzionali dal 2009 ad oggi. All’attenzione degli inquirenti ci sarebbero soprattutto le posizioni di alcuni rispetto alla dichiarazione di residenza, da incrociare con l’effettivo domicilio abituale, ma anche la presenza a Palazzo in periodi notoriamente di vacanza; si parla, ad esempio, del 14 e del 17 agosto 2012 per “lavori di commissione”.
Poi c’è il discorso del cumulo delle indennità di carica, a cui tanti consiglieri avrebbero prudentemente rinunciato, in assenza di una normativa chiara di riferimento, seppur tardivamente, ovvero negli ultimi due mesi. Sta di fatto che i controlli erano nell’aria, qualcuno alla Provincia sapeva che prima o poi avrebbero bussato le Fiamme gialle. «Se non fossero venuti loro, sarei andato io alla Procura -commenta indignato Giuseppe Labriola(Pdl), consigliere provinciale di minoranza e sindaco di Tursi- perchè non più di un mese fa, quindi molto prima dell’arrivo dei finanzieri, avevo inviato una raccomandata al presidente del Consiglio, Alto Chietera (Pd), in cui chiedevo la revisione del sistema dei rimborsi, con una regolamentazione più precisa. Mi indigna, ad esempio, che esistano commissioni consiliari praticamente improduttive, le quali si riuniscono su di un argomento (con relativo gettone di presenza) per poi non decidere nulla rinviando tutto al Consiglio, dove si percepisce un altro gettone. Un sistema che non va -prosegue Labriola- così come è inaccettabile convocare i Consigli sempre di mattina, per consentire alla maggior parte di loro, dipendenti pubblici, di non recarsi al lavoro, penalizzando chi, come me, è libero professionista e non può partecipare. 
Quindi, io personalmente ho preso pochissimi rimborsi solo per gli spostamenti da Tursi a Matera». Sull’argomento cumulo delle indennità, Labriola, avvocato penalista, è perentorio: «A mio avviso la legge è molto chiara, ho chiesto un parere all’amministrativista Calculli, che non si è ancora pronunciato; comunque, nel dubbio, io ho rinunciato all’indennità di consigliere provinciale, seppure il problema non sussista su comuni come Tursi con meno di 15mila abitanti (Labriola si è tolto anche l’indennità da sindaco, insieme con tutti i suoi consiglieri ndr). Io non voglio essere accomunato agli altri -conclude duro Labriola- perchè in tempi non sospetti avevo chiesto di conteggiare tutte le richieste di rimborso, rendendole pubbliche. Il vecchio sistema è finito, e chi lo sosteneva sta per finire con esso». Sereno è anche il consigliere provinciale, Saverio D’Amelio (indipendente), sindaco di Ferrandina. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua abitazione di Latina, dove risiede e da dove chiede «solo rimborsi viaggio -ci tiene subito a precisare- perchè non ho mai chiesto rimborsi spesa nè al Comune, nè alla Provincia. 
E’ giusto ci siano controlli -ha proseguito D’Amelio, personaggio politico sulla cresta dell’onda da decenni e con una grande esperienza istituzionale- è sempre un fatto positivo in campo amministrativo, perchè qualora ci fossero tentazioni vengono subito scoraggiate. In consiglio provinciale ci sono persone responsabili, ognuno sa quello che fa e non ci sono approfittatori».
Sul capitolo cumulo delle indennità, anche lui, come il sindaco di Accettura ed assessore provinciale, Nicola Buonanova, ha rinunciato circa un mese fa alla indennità da consigliere: «Sì, perchè non essendo chiara la normativa, preferisco non percepire nulla, piuttosto che poi dover magari restituire cifre corpose tutte in un colpo. Con il sindaco di Calciano, Salvatore Auletta, abbiamo chiesto un parere all’avvocato amministrativista materano Tommaso Calculli, che ci risponderà a breve». Sull’argomento della presunta talpa, D’Amelio non si espone: «Non mi piace parlare di pettegolezzi, se devo fare un’accusa io sono abituato a fare nome e cognome delle persone: E’ chiaro che se ci fosse qualcuno che ha giocato sulla residenza nel chiedere i rimborsi, sarebbe piuttosto grave».
In Provincia c’è, comunque, un clima piuttosto avvelenato, che sta colpendo anche lo stesso presidente Franco Stella, notoriamente lontano da ogni sospetto di qualsiasi genere. Nei prossimi giorni, si potranno forse conoscere meglio i particolari dell’indagine, per ora coperta dal più assoluto riserbo.

CHI ha dato l’input, per far partire l’indagine della Guardia di finanza negli uffici amministrativi della Provincia di Matera? Dove si nasconde la talpa che ha scatenato gli accertamenti sulla contabilità degli amministratori, soprattutto rimborsi benzina, ma anche presunte irregolarità nel cumulo dei gettoni di presenza con altre indennità di carica?Pare che nei corridoi della Provincia non si parli d’altro, tra curiosità di qualcuno e stizza di altri. Le prime indiscrezioni parlano di una talpa, da ricercarsi nella stessa maggioranza del presidente Stella; altri ben informati parlano di un dipendente, che potrebbe aver agito per ragioni non ancora ben chiare.Al di là di questo chiacchiericcio, però, resta la sostanza di un’indagine che proseguirà nei prossimi giorni, con il prelievo di ulteriore documentazione comprovante soprattutto richieste di rimborsi per spostamenti dai luoghi di residenza al Palazzo di via Ridola, ma anche missioni istituzionali dal 2009 ad oggi. All’attenzione degli inquirenti ci sarebbero soprattutto le posizioni di alcuni rispetto alla dichiarazione di residenza, da incrociare con l’effettivo domicilio abituale, ma anche la presenza a Palazzo in periodi notoriamente di vacanza; si parla, ad esempio, del 14 e del 17 agosto 2012 per “lavori di commissione”.

 

Poi c’è il discorso del cumulo delle indennità di carica, a cui tanti consiglieri avrebbero prudentemente rinunciato, in assenza di una normativa chiara di riferimento, seppur tardivamente, ovvero negli ultimi due mesi. Sta di fatto che i controlli erano nell’aria, qualcuno alla Provincia sapeva che prima o poi avrebbero bussato le Fiamme gialle. «Se non fossero venuti loro, sarei andato io alla Procura -commenta indignato Giuseppe Labriola(Pdl), consigliere provinciale di minoranza e sindaco di Tursi- perchè non più di un mese fa, quindi molto prima dell’arrivo dei finanzieri, avevo inviato una raccomandata al presidente del Consiglio, Alto Chietera (Pd), in cui chiedevo la revisione del sistema dei rimborsi, con una regolamentazione più precisa. Mi indigna, ad esempio, che esistano commissioni consiliari praticamente improduttive, le quali si riuniscono su di un argomento (con relativo gettone di presenza) per poi non decidere nulla rinviando tutto al Consiglio, dove si percepisce un altro gettone. Un sistema che non va -prosegue Labriola- così come è inaccettabile convocare i Consigli sempre di mattina, per consentire alla maggior parte di loro, dipendenti pubblici, di non recarsi al lavoro, penalizzando chi, come me, è libero professionista e non può partecipare. Quindi, io personalmente ho preso pochissimi rimborsi solo per gli spostamenti da Tursi a Matera». Sull’argomento cumulo delle indennità, Labriola, avvocato penalista, è perentorio: «A mio avviso la legge è molto chiara, ho chiesto un parere all’amministrativista Calculli, che non si è ancora pronunciato; comunque, nel dubbio, io ho rinunciato all’indennità di consigliere provinciale, seppure il problema non sussista su comuni come Tursi con meno di 15mila abitanti (Labriola si è tolto anche l’indennità da sindaco, insieme con tutti i suoi consiglieri ndr). Io non voglio essere accomunato agli altri -conclude duro Labriola- perchè in tempi non sospetti avevo chiesto di conteggiare tutte le richieste di rimborso, rendendole pubbliche. 

Il vecchio sistema è finito, e chi lo sosteneva sta per finire con esso». Sereno è anche il consigliere provinciale, Saverio D’Amelio (indipendente), sindaco di Ferrandina. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua abitazione di Latina, dove risiede e da dove chiede «solo rimborsi viaggio -ci tiene subito a precisare- perchè non ho mai chiesto rimborsi spesa nè al Comune, nè alla Provincia. E’ giusto ci siano controlli -ha proseguito D’Amelio, personaggio politico sulla cresta dell’onda da decenni e con una grande esperienza istituzionale- è sempre un fatto positivo in campo amministrativo, perchè qualora ci fossero tentazioni vengono subito scoraggiate. In consiglio provinciale ci sono persone responsabili, ognuno sa quello che fa e non ci sono approfittatori».Sul capitolo cumulo delle indennità, anche lui, come il sindaco di Accettura ed assessore provinciale, Nicola Buonanova, ha rinunciato circa un mese fa alla indennità da consigliere: «Sì, perchè non essendo chiara la normativa, preferisco non percepire nulla, piuttosto che poi dover magari restituire cifre corpose tutte in un colpo. 

Con il sindaco di Calciano, Salvatore Auletta, abbiamo chiesto un parere all’avvocato amministrativista materano Tommaso Calculli, che ci risponderà a breve». Sull’argomento della presunta talpa, D’Amelio non si espone: «Non mi piace parlare di pettegolezzi, se devo fare un’accusa io sono abituato a fare nome e cognome delle persone: E’ chiaro che se ci fosse qualcuno che ha giocato sulla residenza nel chiedere i rimborsi, sarebbe piuttosto grave».In Provincia c’è, comunque, un clima piuttosto avvelenato, che sta colpendo anche lo stesso presidente Franco Stella, notoriamente lontano da ogni sospetto di qualsiasi genere. Nei prossimi giorni, si potranno forse conoscere meglio i particolari dell’indagine, per ora coperta dal più assoluto riserbo.

 

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