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Pd, vinta una battaglia
non l'intera guerra

Basilicata

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IL peggio è passato? Il Partito democratico ha di nuovo tutto sotto controllo per immaginare nuove vittorie negli appuntamenti che contano a partire dall’appuntamento più importante che sono le elezioni regionali che si svolgeranno entro il prossimo autunno? 

Da un’analisi superficiale delle comunali che si sono appena svolte verrebbe da rispondere in maniera affermativa. Il Pd e in centrosinistra in buona sostanza hanno vinto in nove degli undici paesi dove si votava per eleggere i nuovi sindaci. 
Meglio era difficile immaginare visto il momento non esaltante del Partito democratico a livello nazionale e lo scandalo rimborsopoli che ha gettato inevitabilmente una cattiva luce sulla classe dirigente politica. Tanto più che non tutti i paesi dove il centrosinistra ha vinto erano già del Pd o della coalizione che governa in buona parte della Basilicata.

Ma da un’analisi più approfondita emerge che il Pd tranne in rari casi ha vinto ma non ha stravinto. Ha vinto a Lavello con Altobello e Pignola con Ferretti che fanno “tendenza”. Erano i due comuni dove si svolgevano le sfide più suggestive e dove in effetti si erano create più aspettative. Hanno vinto due uomini del Pd delle filiere. E quindi in tal senso c’è chi potrebbe sentirsi autorizzato a proseguire su questa strada. Che è la stessa da qualche lustro a questa parte. 

Ma studiando i dati in generale emerge che il Pd ha tenuto botta ma non ha brillato. Ha “beneficiato” dell’aumento della percentuale di astensione per mantenere percentuali accettabili. Ma è questione di matematica: se votano in meno un partito strutturato come il Pd che può contare su una percentuale “fissa” tra tesserati, simpatizzanti e affini rimane a galla. Insomma più che la vittoria del Pd è la sconfitta di tutti gli altri. Il Pdl, addirittura, in molti comuni ha preferito defilarsi. I grillini si sono sciolti come neve al sole anche rispetto alle percentuali delle elezioni politiche scorse. Ma va anche detto che il voto di opinione alle comunali ha un peso diverso. In paesi piccoli come quelli dove si è votato il valore importante è quello del “comparizio” o dell’amico importante a cui rivolgersi per un favore (prima o poi). 

Alle regionali il discorso cambia in parte e la politica di appartenenza conta molto di più. Ma c’è un dato su tutto che deve far riflettere: mai in elezioni di prossimità come le comunali 4 lucani su 10 hanno preferito rimanere a casa. E’ questo il vero voto di protesta contro lo status quo della politica che non offre risposte ai problemi della gente. Ai deboli e agli sfiduciati. Se tutti questi rimarranno a casa anche per le elezioni regionali il centrosinistra probabilmente vincerà di nuovo senza troppi problemi. Ma se dovesse emergere il “Masaniello” di turno o il catalizzatore degli scontenti allora potrebbero essere guai. 

Ad ogni modo problemi il Pd ne ha ancora. Pignola con Molinari su tutto. Il segretario provinciale non ha “subito” le decisioni dei colonnelli e ha provato a fare il Renzi. Ha perso ma metterlo alla “gogna” potrebbe essere un errore ancora più grave. 
Nella giornata dei commenti è intervenuto il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero che palesato una rinnovata sicurezza: «La tornata elettorale di domenica e lunedì oltre al preoccupante dato relativo al forte astensionismo ha espresso una chiara inversione di tendenza nell'elettorato, quella di affidarsi non più ad avventure, suggestioni e populismi ma a forze e percorsi politici chiari e riconoscibili». 

«In tale contesto il Pd - spiega Santarsiero - ha potuto rappresentare anche nella nostra Regione un riferimento forte, un'ancora ben precisa e definita, sufficientemente sicura, per quella parte di elettorato orientato verso posizioni, valori e culture europee, riformiste e sociali. Occorre cogliere questo importante messaggio e comprendere che oggi più che mai si impongono nel Pd chiarezza e coerenza e la necessità di far sentire e percepire il partito quale luogo della formazione delle nuove coscienze e delle nuove classe dirigenti, luogo di uno spirito di servizio vero, luogo del confronto finalizzato alla elaborazione di un progetto di costruzione del bene comune. Sbaglia chi immagina che il Pd possa essere un mezzo utile per organigrammi personali o strumento da potersi utilizzare secondo situazioni e convenienze». 

Insomma il sindaco di Potenza si scaglia contro le logiche “personalistiche” ma invita tutti a pensare prima al bene del partito. Il riferimento al caso Pignola pare evidente. E Santarsiero aggiunge: «Rimuovere equivoci e fare chiarezza su alcune vicende emerse nella campagna elettorale si impone quindi non perché occorre colpevolizzare qualcuno ma solo perché non si può trasferire un errato messaggio ed indebolire la portata delle politiche e delle azioni necessarie in un momento così delicato».

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