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E' morto il senatore a vita Emilio Colombo

Era l'ultimo dei costituenti

Basilicata
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Emilio Colombo
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POTENZA - Nessuno come lui. Se ne va il più importante politico lucano della storia repubblicana. Emilio Colombo era l’ultimo padre costituente rimasto dopo la scomparsa di Giulio Andreotti il sei maggio scorso. L’Italia intera perde un pezzo di storia che non tornerà più. Il potentino Emilio Colombo che era nato l’11 aprile 1920 era senatore a vita dal 2003. Aveva 93 anni. E' scomparso ieri sera intorno alle 23 nella sua casa a Roma. Le sue condizioni si erano aggravate nella nottata di domenica scorsa. Alle prime luci del giorno di ieri gli era stata somministrata l'estrema unzione. Ricchissima la sua biografia: è stato il quindicesimo presidente del Consiglio, più volte ministro tra cui due volte agli Esteri e primo presidente del Parlamento europeo.

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Pilastro della Dc fin dalla metà del secolo scorso Colombo ha attraversato da protagonista tutta la storia politica italiana fino allo scorso mese di marzo quando, ancora lucidissimo, è stato parte integrante del protocollo parlamentare per la rielezione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo si ricorda in quella occasione fianco a fianco con il trentenne lucano Roberto Speranza in una sorta di staffetta generazionale.

Per la storia: laureato in giurisprudenza e proveniente dalla Gioventù dell’Azione cattolica Colombo fu eletto all’Assemblea Costituente a 26 anni, con poco meno di 21 mila voti di preferenza. Nel 1948 fu eletto deputato per la prima volta in Parlamento (ci è rimasto ininterrottamente fino al 1992 per rientrarci poi nel 2003 quando fu nominato senatore a vita dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi). Il massimo del prestigio arrivò nell’agosto del 1970 quando diventò presidente del Consiglio, incarico fino al febbraio del 1972.

Ha guidato inoltre in varie fasi della storia repubblicana  i ministeri dell'Agricoltura, dell'Industria, del Commercio, del Tesoro, degli Esteri ed è stato ancora sottosegretario all'Agricoltura e ai Lavori pubblici.

Insomma un "gigante" non solo in Italia ma anche a livello europeo. Colombo ebbe un ruolo nei negoziati con la Francia all’epoca della politica della "sedia vuota" inaugurata da De Gaulle: nel 1979 fu rieletto al Parlamento europeo con circa un milione di voti di preferenza. E’ stato presidente del Parlamento europeo dal 1977 e fu riconfermato nel 1979, anno in cui gli fu assegnato il premio "Carlo Magno", attribuito ogni anno proprio all’uomo politico che contribuisce di più al processo d’integrazione europeo.

Di lui Francesco Saverio Nitti (altro presidente espresso dalla Basilicata dall'Unità d'Italia) nel 1946 disse: «È un colombo che volerà». Colombo è stato un protagonista della transizione della Dc negli anni '90 insieme a Mino Martinazzoli e Rocco Buttiglione.

Tra le ultime soddisfazioni internazionali c'è da ricordare il 7 ottobre 2011 a Losanna dove venne insignito della medaglia d'oro della Fondazione Jean Monnet in riconoscimento dei suoi meriti nella nascita e nello sviluppo della Comunità economica europea e dell'Unione europea.

Ma al netto del panorama nazionale e internazionale in cui si è sempre mosso da protagonista, Emilio Colombo ha mantenuto sempre un legame viscerale con la propria terra la Basilicata e con la propria città natale, Potenza. Già sofferente non ha rinunciato a votare nel seggio di sempre a via del Popolo nel capoluogo lucano nemmeno alle ultime elezioni politiche di febbraio. Dalle prime notizie ufficiali i funerali, per volontà dello stesso Colombo dovrebbero svolgersi a Potenza nei prossimi giorni.

Immediata la reazione della politica alla notizia. Il primo a intervenire è stato un commosso presidente della Regione, Vito De Filippo: «Di fronte all'incedere della storia si può solo restare in un rispettoso silenzio. Ma con la scomparsa del presidente Colombo non scompare solo lo statista, ma anche il maestro di molti di noi, di un'intera classe dirigente. Per questo riesco ed esprimere in questo momento solo un grande dolore».

Anche dal nazionale le prime voci. Per il presidente della Commissione cultura al Senato, Andrea Marcucci «la sua scomparsa ci rende tutti più poveri».

Immediato anche il commento di Pierferdinando Casini: «Un altro grande protagonista della storia italiana ci ha lasciato questa sera. Collaboratore di De Gasperi, uomo di governo illuminato e trasparente, europeista apprezzato in tutto il mondo, Emilio Colombo ha testimoniato fino all’ultimo nel Senato della Repubblica la sua dedizione per le Istituzioni e per l’Italia. Lo ricordo con commozione ed affetto». 

s.santoro@luedi.it

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