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È morto Emilio Colombo, l'omaggio di chi lo votò e di chi lo sfidò

Basilicata
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POTENZA - C'erano molti di quelli che politicamente sono cresciuti con lui. Quelli che facevano parte della Dc di Basilicata e quelli che lo hanno sfidato nelle urne, nelle sedi di partito e nelle piazze. Ovviamente non mancavano le istituzioni: i simboli dei comuni lucani con i sindaci in prima fila hanno accolto il feretro di Emilio Colombo appena arrivato nella sua Potenza.

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Gli applausi hanno segnato il percorso della salma dello statista lucano Emilio Colombo dalla vettura fino alla camera ardente allestita nell'atrio del palazzo comunale a Potenza. Poi i sindaci e i politici si sono messi in fila per l'ultimo saluto al senatore a vita. Tantissimi i volti noti. Dai colleghi parlamentari di un tempo agli amici di sempre, agli avversari. Tra tutti Angelo Sanza. Ma anche Lettieri, Lamorte, D'Andrea. E ancora Fierro, Vinci, Molinari. Per gli amministratori in carica, De Filippo, Santochirico,  Lacorazza, Stella, Adduce, Straziuso, Restatino e tanti altri. Impossibile riuscire a citarli tutti.

Ovviamente c'era il "padrone di casa" Vito Santarsiero che all'arrivo della salma in piazza Prefettura prima si è inginocchiato davanti alla bara e poi ha letto un breve ricordo e un saluto ad Emilio Colombo. Il primo cittadino di Potenza, parlando direttamente all'ex presidente del Consiglio come fosse ancora vivo ha detto «Siete in questa piazza che vi ha visto tante volte protagonista dinanzi a questo teatro ove tante volte avete parlato di valori e di programmi ed ove  un anno fa ci fu offerta una memorabile lezione sul valore dell'Europa e della Pace».

Prima di procedere verso piazza Sedile, Santarsiero ha aggiunto: «Da oggi c'è in cielo un angelo in più per noi».

Impossibile non notare Angelino Sanza. L'avversario di sempre di Colombo in Basilicata. A Potenza negli anni '70 e '80 se era della Dc facevi o il tifo per uno o per l'altro. Un pò come per Coppi e Bartali, Moser e Saronni. Sanza ha salutato il suo rivale riavvicinandosi di nuovo alla sua città. A Potenza. Lo ha salutato come si fa con gli amici e ha ricordato al cronista: «Colombo ha il merito, e forse per qualcuno anche il demerito, di avermi  portato alla politica. Perchè nel lontano 1964 fu lui che mi volle candidato al Consiglio comunale di Potenza. Con le lezioni di Colombo io ho capito il valore della politica. Una politica fatta di ideali e di rispetto per l'avversario. Perchè Colombo infondeva in noi i valori cattolici prima e democristiani poi. E insisteva sempre sul fatto che certi valori erano fondamentali per guidare le istituzioni. Ricordo gli incontri che si facevano nella parrocchia della Santissima Trinità con un erede di Sturzo, il monsignor D'Elia. Lui partiva da quei principi per dire che chi avesse voluto fare politica doveva unire all'impegno politico, l'impegno fondamentale anche verso il prossimo». 

Sanza ha proseguito con i ricordi a cuore aperto: «In questo lungo percorso ho avuto molte soddisfazioni dalla politica e per questo devo dire grazie a Colombo che mi ha indirizzato. Con Colombo si chiude una pagina della storia di Potenza, della Basilicata e anche del nostro Paese».

Il ricordo di Sanza passa alle  sfide elettorali: «Una volta vinceva lui e una volta io, ma più spesso vinceva lui. Credo che io fossi riuscito a ritagliarmi un ruolo anche di chi lo stimolava e di chi fosse nel dovere di far vedere alla società di Basilicata che c'era anche un'altra faccia della Dc. Ma c'è sempre stato grande rispetto tra noi. Sempre. Ho continuato a vederlo anche in questi ultimi anni. Ricordo di avergli parlato anche dopo l'assemblea per l'elezione del Presidente della Repubblica e anche ai funerali di Giulio Andreotti. Ricordo il suo sorriso affettuoso».

s.santoro@luedi.it

 

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