Salta al contenuto principale

Ruoti, "Sindaco incompatibile"
Ma Salinardi ricorre in Cassazione

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 39 secondi

 

«Sono sereno, faccio il sindaco con sportività». Anche perché c’è ancora un altro grado di giudizio a cui far riferimento e alla Cassazione il sindaco di Ruoti, Angelo Salinardi farà subito ricorso.
Per ora quindi nessuna esecutività della sentenza della corte d’Appello che dichiara decaduto il primo cittadino.
Il dispositivo è stato depositato ieri in corte di Appello: il giudice «dichiara l’incompatibilità di Angelo Salinardi nella  qualità di sindaco del Comune di Ruoti» e lo «dichiara decaduto». 
Il giudizio era nato con una denuncia di un comitato di cittadini, rappresentati da  Rocco De Carlo, che si erano rivolti al tribunale eccependo la condizione. 
La vicenda nasce diversi anni fa, con la vendita al Comune di alcune palazzine di cui i fratelli Salinardi erano titolari: all’epoca, spiegava il comitato, l’attuale sindaco era già consigliere. L’iter burocratico della compravendita non fu messo a posto subito: l’atto non fu registrato. La storia però è andata avanti con il fallimento di alcune imprese e della banca che era legata alla compravendita. Con l’ipoteca messa sulle case, il comitato ha più volte spiegato che il pubblico ha ricevuto un danno. La contestazione maggiore era, però, sulla posizione del sindaco: l’interesse personale in quella vicenda non lo rende adeguato al compito di rappresentanza istituzionale. Le case - ormai ipotecate - sono state messe in vendita dal Mucipio. 
«Ma quale incompatibilità?», replica ora Salinardi. «Proprio io che non prendo neanche l’indennità e non ho mai chiesto neanche un rimborso spese. E poi, a dirla tutta, quelle palazzine sono del Comune che è già riuscito a vendere degli appartamenti». 
Nel 2008, in primo grado, il giudice non aveva dato un giudizio tale da dichiarare incompatibile il sindaco. Così, qualche mese dopo, il comitato ha riformulato la denuncia. Lo scorso 22 giugno il presidente del tribunale di Potenza non ha accolto le denuncia. De Carlo, in rappresentanza del comitato, ha fatto ricorso. Si arriva così al dispositivo di ieri. 
La vicenda potrà essere chiusa solo in Cassazione. 

«Sono sereno, faccio il sindaco con sportività». Anche perché c’è ancora un altro grado di giudizio a cui far riferimento e alla Cassazione il sindaco di Ruoti, Angelo Salinardi farà subito ricorso.

 

Per ora quindi nessuna esecutività alla sentenza della corte d’Appello che ha dichiarato decaduto il primo cittadino di Ruoti. Il dispositivo è stato depositato ieri in corte di Appello: il giudice «dichiara l’incompatibilità di Angelo Salinardi nella qualità di sindaco del Comune di Ruoti» e lo «dichiara decaduto». 

Il giudizio era nato con una denuncia di un comitato di cittadini che si erano rivolti al tribunale eccependo la condizione. 

La vicenda nasce diversi anni fa, con la vendita al Comune di alcune palazzine di cui i fratelli Salinardi erano titolari. L’iter burocratico della compravendita non fu messo a posto subito: l’atto non fu registrato. La storia però è andata avanti tra mille passaggi, fino all'ipoteca messa su quelle costruzioni. Le case sono state poi messe in vendita dal Municipio.Il comitato ha più volte spiegato che il pubblico ha ricevuto un danno. La contestazione maggiore era, però, sulla posizione del sindaco: l’interesse personale in quella vicenda non lo rende adeguato al compito di rappresentanza istituzionale terza. 

 «Ma quale incompatibilità?», replica ora Salinardi. «Proprio io che non prendo neanche l’indennità e non ho mai chiesto neanche un rimborso spese. E poi, a dirla tutta, quelle palazzine sono del Comune che è già riuscito a vendere degli appartamenti». 

Nel 2008, in primo grado, il giudice non aveva dato un giudizio tale da dichiarare incompatibile il sindaco. Così, qualche mese dopo, il comitato ha riformulato la denuncia.

Lo scorso 22 giugno il presidente del tribunale di Potenza non ha accolto l'istanzaa. De Carlo, in rappresentanza del comitato, ha fatto ricorso. Si arriva così al dispositivo di ieri. La vicenda potrà essere chiusa solo in Cassazione. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?