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E il Pdl lucano aspetta Godot

Basilicata

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POTENZA - Semplicemente non pervenuto. Il Pdl è il grande assente di questa campagna elettorale.  Le ultime tracce degli azzurri lucani risalgono al coordinamento regionale che si è svolto più di tre settimane fa alla presenza del senatore Guido Viceconte. In quella occasione la disponibilità all’apertura finalizzata a  possibili alleanze pure era stata ribadita. Solo a parole, però.

Perché nella pratica i partiti minori sono tutti pronti a giurare che di contatti non ce ne sono affatto stati. Solo il senatore di Scelta civica, Tito Di Maggio qualche decina di giorni fa aveva parlato di colloqui informali. Ma pare senza seguito di rilievo se è vero che Scelta civica, dopo aver rotto gli indugi rispetto alla possibilità di aderire ad I L@b, il laboratorio dei “cattolici, liberali e meridionalisti lucani”, che raccoglie Fratelli d’Italia, un pezzo di Udc, Grande Sud, Fare per fermare il declino, e Io amo la Lucania ribadisce, annunciando, insieme agli altri i prossimo appuntamenti sul territorio, ribadisce: equidistante da Pd e Pdl.

In minori in corsa per le regionali di novembre si stanno dando molto da fare. E dal 20 luglio in poi gli appuntamenti del territorio si moltiplicheranno:  saranno in Val d'Agri, a Gallicchio e Stigliano e a Pisticci. Un attivismo che non ha nulla a che fare con la più completa latitanza del Popolo delle libertà.

Nel progetto di una nuova Basilicata ci credono davvero. Ma i numeri, chiaramente, restano limitati. Un’alleanza con gli azzurri lucani sarebbe tutta un’altra cosa, in termini di peso. Solo che loro da quest’orecchio sembrano non voler proprio sentirci, al di là di quelle che sono state le indicazioni ufficiali del generale Viceconte. La discussione, a questo punto, sarebbe tutta interna al partito stesso.

Non sui programmi, chiaramente, visto che di proposte alternative al centrosinistra saldamente  al potere da quasi vent’anni non si sente parlare.

E così la seconda forza lucana più grande (a patto di non voler tener conto della prova di forza che hanno dato i grillini alle politiche di febbraio) rischia di perdere la sua grande occasione nel momento più buio degli avversari la cui maggioranza, mai come in questo momento, rischia di essere messa seriamente in discussione.

Nutre ambizioni di candidato governatore il consigliere Michele Napoli. Ma il Pdl - come dichiarato dello stesso Viceconte - potrebbe propendere anche per la soluzione esterna. Più volte si è fatto il nome del presidente della Camera di Commercio, Pasquale Lamorte.

Ma è chiaro che anche il più illuminato degli esterni da solo non può fare il miracolo se le condizioni di partenza sono quelle dello stallo a cui si assiste in queste settimane. Al Pdl lucano spetterebbe recuperare la propria immagine. Proporsi come una forza realmente alternativa, e non collaterale a chi fino a ora ha governato la Regione. A partire dai volti che lo hanno rappresentato in tutti questi anni. Ed è questo il tasto più dolente. Certo è che riannodare i fili della fiducia con i lucani non è operazione semplice e richiederebbe tempo. Tempo, che fino a questo momento gli azzurri di Basilicata non hanno saputo sfruttare.

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