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Pd, Primarie senza padroni
Dalla Direzione nazionale a quella regionale

Basilicata

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MATERA - Non saranno la panacea di tutti i mali ma saranno la ricetta con la quale cercare di ritrovare un filo conduttore. Parliamo ovviamente delle primarie che saranno, con ogni probabilità, al centro del dibattito di questo pomeriggio a Potenza sulle scelte del Partito Democratico in prospettiva elezioni. Non si annuncia come una riunione risolutiva ma di certo qualche indicazione almeno di metodo dovrà inevitabilmente arrivare anche perchè un’istituto come quello delle primarie richiede certo un minimo di organizzazione e il tempo per le scelte e le decisioni decisamente stringe. Insomma per seguire la strada indicata dal segretario regionale Speranza ci vorrà una decisione immediata almeno nello strumento. In realtà su quello nessuno può discutere, è la novità proposta dal Pd, in questi ultimi anni, una bandiera in termini di partecipazione che trova, probabilmente, tutti quanti d’accordo. Certo i tempi restano risicati ma quello che non si può assolutamente sottovalutare è il dato politico, le primarie del resto non riusciranno a condensare insieme ciò che le frizioni e le lacerazioni interne al Pd hanno impedito fino ad ora, negli ultimi tre mesi di poter costruire.

Ed allora un piccolo rischio potrebbe essere proprio quello cioè pensare che le primarie da sole risolvano ciò che la politica nel partito non riesce a risolvere. Ma questa sarà questione successiva. Oggi probabilmente il Pd si limiterà a sposare la proposta di Speranza. La conferma in qualche modo ci arrivare dal vicesegretario regionale Vito Lupo che da Matera ha spiegato ieri al “Quotidiano”: «noi siamo pronti ad aderire alle proposte che vengono avanzate dal segretario regionale, l’idea delle primarie non può essere messa in discussione come mezzo di partecipazione e di pluralità. Le scelte? Dovranno essere condivise in tutta quanta la regione perchè in ogni parte ci sono scelte di qualità da Lacorazza a Santarsiero, da Santochirico ad Adduce. Matera? Io credo che anche un obiettivo come la capitale della cultura nel 2019 dovrà essere strumento centrale di programma per chiunque assuma questo ruolo e questa candidatura».

Passi in avanti ulteriori, oltre le primarie, probabilmente oggi non ci saranno e sarà davvero aperto poi il lotto dei possibili concorrenti. Con grandi ambizioni, qualche spada di Damocle sulla testa ed una serie di scelte politiche che dovranno essere inevitabilmente prese perchè lo spazio questa volta sarà molto di meno. Per quanto riguarda la provincia di Matera si può interpretare facilmente l’attendismo di Santochirico in questo particolare momento così come la difficoltà che a livello cittadino e provinciale tiene l’Antezza in un angolo e probabilmente in una posizione diversa, opposta, rispetto a quella che assumerà il resto del partito materano. Qualunque essa sia. In questo contesto con obiettivi che si incrociano e si incastrano una sintesi diventerà difficile. Prevedere di affermare quel principio di alternanza evocato e rispettato in passato appare quantomai difficile e complicato. Ma di certo appare ad oggi anche complicato pensare che possibili primarie aperte a qualsiasi risultato possano davvero far uscire il partito e il Pd dall’impasse.

Oggi sarà dunque un passaggio fondamentale ma non solo per definire le strategie e gli strumenti con cui effettuare la scelta ma anche per verificare, e qui il compito ingrato tocca al segretario regionale, se la politica può fare davvero la sua parte. Dopo tre mesi inutili è arrivato il tempo di invocare una svolta. Il Pd dovrà dimostrare di avere l’opportunità di svoltare davvero. Dandosi indirizzi ed obiettivi chiari, solo rimettendo in circolo la situazione si potrà dar senso e valore anche alle primarie. Altrimenti prevarranno gli attendismi, le questioni di bottega e la ricerca di spazi che per tutti, oggi, non ci sono più.

La direzione dunque dovrà indicare una strada ma anche accompagnarla e percorrerla. Il punto di svolta è arrivato, da adesso l’accelerata appare naturale. Non è immediata ma la lunga volata è partita. A decidere e a scegliere non potranno essere solo le primarie. Dovrà farlo il Pd.

p.quarto@luedi.it

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