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Nasce l’Agenzia per la coesione territoriale
Tra speranze e timori di neocentralismo

Basilicata

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POTENZA - Non basta spendere veloce se i risultati sono quelli dei bandi “Dentro l’impresa” e “Un ponte per l’occupazione”. Perciò ben venga l’istituzione dell’Agenzia per la coesione territoriale. D’altra parte, c’è soltanto un po’ d’apprensione per i «poteri sostitutivi» riconosciuti alla stessa. Non sia mai che i propositi neocentralisti degli ultimi tempi, dopo le royalties del petrolio, si estendano anche ai fondi europei.

E’ il sunto delle reazioni dalla Basilicata al pacchetto “pubblica amministrazione” approvato lunedì dal Consiglio dei ministri. A intervenire sono stati due consiglieri regionali, Giannino Romaniello (Sel) e Rocco Vita (Psi) che hanno analizzato le possibili conseguenze dell’istituzione del nuovo ente. 120 supertecnici per 100 miliardi di euro nei prossimi 7 anni. Questa la mission dell’Agenzia per la coesione territoriale in numeri. Obiettivo: il rafforzamento delle politiche di coesione territoriale e di miglioramento dell’utilizzazione dei Fondi europei sia dal punto di vista della capacità di spesa che da quello della qualità della spesa stessa, come è stato anche raccomandato dalla Commissione europea.

La neonata Agenzia svolgerà tre tipi di funzioni: monitoraggio sistematico e continuo sull'uso dei fondi; sostegno e assistenza tecnica alle amministrazioni interessate nella gestione dei programmi, sia attraverso attività di formazione specifica del personale, sia con apposite strutture di sostegno alle amministrazioni, per quanto riguarda in particolare la gestione degli appalti pubblici; svolgimento, in alcuni casi bene definiti, di compiti diretti di autorità di gestione tanto per progetti sperimentali, quanto nell’ipotesi di gravi inadempienze e ritardi di alcune autorità di gestione dei programmi, valutati dal Presidente dei Consiglio e dal Ministro per la Coesione territoriale.

In altri termini, per il consigliere regionale Giannino Romaniello, la questione resterebbe quella denunciata da tempo da Sel: «Spendere velocemente e spendere bene». Sottolineando «l’esigenza che alla ripresa politica, pur nella fase che attraversano Consiglio e Commissioni, è indispensabile procedere ad un monitoraggio rigoroso e trasparente dello stato di attuazione dei programmi comunitari relativi al sessennio 2007-2013, e quindi a tutte le azioni messe in campo dalla Giunta e dai singoli Assessori, perché la responsabilità di completare l’ordinaria amministrazione è quasi interamente concentrata nella realizzazione dell’ultima annualità di questi programmi evitando il rischio disimpegno al 31 dicembre prossimo». 

Romaniello  parla del pericolo di «esautorare le Regioni» dalla “regia nazionale” che sdovrebbe selezionare gli obiettivi e soprattutto le strategie. Quindi ricorda le iniziative del  gruppo Sel in proposito come «lo studio di monitoraggio e valutazione sullo stato di attuazione degli Avvisi Pubblici regionali “Dentro l’impresa” e “Un ponte per l’occupazione” con il risultato che le spese ingenti nel corso di tanti anni di fondi comunitari destinati alla formazione professionale non solo non sono soggette ad un monitoraggio specie in relazione ai risultati occupazionali raggiunti ma rilevano una discrasia sempre più intollerabile rispetto alle esigenze del sistema produttivo che in una fase di crisi acuta ha necessità di innovazione, diversificazione e di risorse umane qualificate».

«Resta ancora aperto, tuttavia, il problema della disciplina del potere sostitutivo dell’Agenzia in caso di inerzia delle amministrazioni regionali». Gli ha fatto eco il Rocco Vita (Psi) aggiungendo che «invece su gli altri due compiti attribuiti all’Agenzia si può essere sostanzialmente d’accordo: fare una verifica e un monitoraggio più sistematico dell’uso dei fondi da parte delle amministrazioni; dare maggiore sostegno e assistenza tecnica alle amministrazioni interessate perché procedure sono complesse. E’ soprattutto la burocrazia che – dice Vita – ostacola la spesa ed in proposito non so se il cosiddetto Progetto Affresco (“Affiancamento, Formazione, Ricerca per Empowerment e Sviluppo Competenze”) affidato dalla Giunta al Formez  per assistere le autorità regionali nella gestione della prossima tranche di Fondi strutturali 2014-2020 sia lo strumento più adatto a superare questo problema. Per ora, per garantire la piena attuazione del Programma 2007-2013 e quindi evitare il disimpegno dei fondi Fesr, Fse e Feoga-Psr, per alcune centinaia di milioni di euro – afferma il consigliere del Psi – la Giunta e quindi i Dipartimenti competenti devono correre ai ripari ed accelerare ogni procedura. In particolare, diventa necessario riprogrammare le risorse verso progetti utili a migliorare in tempi rapidi, come ad esempio, “il sistema dei servizi per l'impiego” in centri che si occupino prioritariamente dell’inserimento lavorativo dei giovani. Per il prossimo anno, inoltre, dovrà essere pienamente operativo un “Piano Nazionale straordinario per il lavoro giovanile” per il quale, insieme alle risorse “youth garantee”, occorre destinare una parte importante di Fondi Europei per i prossimi sei anni (2014-2020), che ammontano a circa 60 miliardi di euro».  

l.amato@luedi.it

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