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Open data a Matera
la città trasparente ha aperto le porte

Basilicata

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2 minuti 50 secondi

MATERA - Dal turismo all’urbanistica, ma non solo.

Matera è una delle prime città italiane ad aver avviato il servizio open data (prima ci sono solo Bari, Napoli e in fase iniziale Palermo, ndr.) ovvero lo straordinario contenitore digitale che consente di accedere ad informazioni sul  territorio e la città. Per ora sul sito: http://dati.comune.matera.it si comincia con informazioni più curiose, soprattutto per i materani. Si scopre, infatti,  grazie ad un app, che nel 2013 il cognome pidiffuso in città è Di Lecce, seguito da Festa, Gaudiano e Iacovone. Grazie al lavoro dei volontari e di Piero PAolicelli (già autore della App Matera 2019) e di Michele Martulli, il sito consente anche di conoscere l’entità degli stranieri  residenti  in città passati dai 500 del 2002 ai 2500 censiti nel 2010.

Si può poi scoprire qual’è l’etnia più presente: i dati raccolti entro il 2012 indicano i rumeni come i più numerosi (24,23%) seguiti dai cinesi (12,54). Fanalino di coda sono gli svedesi (solo 0,4%) insieme agli abitanti  del Ciad.

“Matera pulita”, poi consente di segnalare i luoghi sporchi e gli episodi di scarso rispetto del bene pubblico. L’app, consente infatti di scattare una foto e inviare la segnalazione all’ufficio che si occuperà del caso.

Intera operazione a costo zero, spiega l’assessore comunale alla Trasparenza, Giuseppe Tragni che aggiunge: «Stiamo lavorando alla mappatura di alberghi, bed&breakfast e  farmacie.

In un recente incontro che abbiamo effettuato - prosegue - sono stati sollecitati alcuni uffici comunali a collaborare con il nostro gruppo di lavoro per inserire ulteriori dati. Penso ad esempio all’urbanistica. Questo  è l’inizio di un percorso; oltre a visualizzare anche alcuni dati curiosi, il Comune ha deciso attraverso l’open data dimettere a disposizione della cittadinanza gli elementi fondamentali della città». Oltre al patrimonio immobiliare della città, infatti, sarà possibile scoprire anche notizie sull’alienazione degli immobili.

All’amministrazione comunale di Matera il servizio open data è valso già 5 stelle sul sito del Governo.

«Stiamo per pubblicare anche il bilancio - aggiunge Tragni - un dato che credo i cittadini siano interessati a conoscere. Il Comune apre le porte ai cittadini per partecipare attivamente alla vita amministrativa».

Sull’open data il sindaco Adduce spiega: «Abbiamo persegutio dal primo momento l’obiettivo di favorire  la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica e promuovere la trasparenza. L’open data si muove nella direzione delle migliori pratiche di città europee e si inserisce nel cammino di Matera a capitale europea della cultura nel 2019».

Proprio il Comitato, infatti, ne ha sollecitato dal primo momento la realizzazione, come conferma anche Giuseppe Tragni.

«In sintesi, l’open data sarà un vantaggio anche per i dipendenti comunali che, in questo modo potranno valorizzare il lavoro dei singoli uffici all’interno della struttura. Sarà così possibile ottimizzare il processo interno di lavorazione. Nel caso dei dati anagrafici, ad esempio, si tratta di un servizio ai cittadini che richiede tempo per i dipendenti comunali. Se questi elementi fossero sull’app dell’open data, invece, l’impiegato potrebbe dedicarsi ad altro, ottimizzando ulteriori prestazioni».

a.ciervo@luedi.it

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