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Marcello, la notte del miracolo
Il trionfo da leone dell'assessore

Basilicata

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POTENZA - «Miracolo». Lui lo chiama così. «Non solo per me, ma per tutta la Basilicata». Sorride, ha il volto della felicità, trasuda orgoglio.  Continua a muovere freneticamente le mani mentre rilascia le prime dichiarazioni: «I lucani hanno dato un messaggio chiaro. E ora il Pd non potrà non tenerne conto». Il telefono non smette di squillare ma lui continua con gli abbracci. Il primo, quello più lungo ed emozionante, con il fratello Gianni. Circondato dall’affetto dei più stretti collaboratori del dipartimento regionale, e dai tanti ragazzi dell’associazione “Prima persona”. E’ stata una notte lunga e complicata, ma anche la stanchezza accumulata in una campagna elettorale estenuante  nulla può contro il tripudio della vittoria. Con lui salgono sul carro del trionfo anche i consiglieri regionali e suoi sostenitori, Vita, Mollica e Falotico che hanno seguito nel quartier generale di via del Gallitello tutte le operazioni di spoglio. E’ la loro notte magica, indimenticabile, in cui non è mancata nessuna emozione: la frenetica attesa, poi la tensione per quel pugno di voti che ha continuato a separare i due candidati per tutto lo spoglio, prima dell’esplosione di gioia, interrotta subito dopo dai dati contrastanti che arrivavano dal comitato di Lacorazza.

Il trionfo, quello definitivo, con la conferma dal partito e l’ammissione della sconfitta da parte del presidente della Provincia, arriva intorno all’una di notte: il “miracolo” di Marcello Pittella è compiuto. «Una vittoria risicata? - commenterà subito dopo - Forse nei numeri, ma questo per noi è un miracolo, il miracolo della Basilicata e di cui  tutti adesso dovranno tenerne conto».

Nel quartier generale del vicepresidente della Giunta, che ha sede in via del Gallitello, esplode un entusiasmo incontenibile.  Pittella, la vera sorpresa, quella più grande, la lascia alla fine. I dati da Lauria erano arrivati prima, ma lui sceglie di comunicarli alla fine, per una chiusura con il botto: è un trionfo, la sua roccaforte non lo ha tradito, mentre a Potenza Lacorazza non ha sfondato come ci si attendeva.

E’ un grandissimo risultato, che sommato a quello di Matera gli consente di superare il gap rispetto all’avversario e addirittura di superarlo.

Ancora un pò con il fiato sospeso, fino al risultato di Montalbano, l’unico comune al momento ancora non pervenuto.

E  quando arrivano anche questi ultimi dati nel comitato esplode la gioia. Più di cento persone, tra staff elettorale e sostenitori giunti anche dal Materano, acclamano l’ormai candidato governatore del centrosinistra.

Esultano anche i consiglieri Vita, Mollica e Falotico. E’ un tripudio. Ma l’entusiasmo dura poco.

Dal comitato dello sfidante Lacorazza arrivano notizie diverse, in vantaggio sarebbe il presidente della Provincia di Potenza, anche in questo caso con pochi voti di differenza. Anche dalla sede del partito di rione Chianghetta arrivano notizie contrastanti.

In via del Gallitello segue qualche attimo di tensione. Quindi riparte il controllo dei voti. Fino al risultato definitivo: il comitato calcola quasi 500 voti in più per Pittella. Anche lo sfidante ammette la sconfitta. Non c’è più spazio per altre interpretazioni.

L’assessore, dall’alto del suo metro e novanta, è un fiume in piena di felicità.  I festeggiamenti nel quartier generale del vicepresidente della Giunta andranno avanti fino alle due del mattino. Abbracci e attestati di stima ma soprattutto ringraziamenti. Quelli che Marcello Pittella rivolge a fine serata, quasi con le lacrime agli occhi, alla squadra che lo ha sostenuto, ai tanti ragazzi che gli sono stati vicini fino alla fine, molti di Prima Persona, l’associazione nata per volontà dell’eurodeputato, che in quasi due anni ha costruito un forte radicamento sul territorio regionale, e che ha rappresentato uno degli elementi di forza della candidatura di Marcello Pittella.

Una squadra che si è riconosciuta pienamente nella battaglia del vice presidente, che lo scorso venerdì, nell’evento di chiusura della campagna elettorale al Don Bosco, aveva già offerto una bella prova di forza. Lo si era capito da lì: Marcello aveva le carte giuste per vincere anche una partita così difficile come questa . E il risultato finale non ha tradito le attese.

Una vittoria con il botto, consacrata con i fuochi d’artificio che hanno incoronato un trionfo che in pochi avrebbero immaginato fino a due settimane fa.

m.labanca@luedi.it

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