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Non succede nulla
Si intravedono i titoli di coda

Basilicata

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POTENZA - Non è accaduto nulla. Niente. Eppure ieri doveva essere il giorno decisivo per Marcello Pittella, per il Pd lucano e per l’intera coalizione di centrosinistra. Mancano sette giorni alla chiusura dei termini per la presentazione delle liste per le elezioni regionali del 17 e 18 novembre eppure nulla si muove.

E quindi dovrebbe essere la cronaca dell’ennesima giornata di nulla di fatto. Ma non è così. Ci sono situazioni e situazioni. Il “vuoto” di ieri rappresenta un segno evidente di una situazione ormai arrivata al colasso.

Il “vuoto” di ieri rappresenta plasticamente l’incomunicabilità tra due posizioni, tra due punti di vista che fanno ormai anche fatica a stare allo stesso tavolo.

Tanto che da lunedì sera circolava insistemente la voce di un vertice del centrosinistra che si sarebbe dovuto svolgere ieri pomeriggio nella sede del Pd a Potenza. Tranne poi scoprire che non c’era nessuna riunione. Ieri pomeriggio davanti la sede del Partito democratico di Basilicata c’erano solo Antonio Luongo e Vito De Filippo che si confrontavano tra loro. Della riunione nulla. La versione ufficiale poi è stata che non c’era nulla in programma. Eppure dall’entourage di Marcello Pittella subito dopo la riunione di lunedì sera al park Hotel era stata diffusa la notizia di una imminente riunione del centrosinistra per il giorno dopo. E cioè ieri. La ricostruzione dei fatti ha poi stabilito che in effetti un tentativo di mettere in piedi una riunione c’è stato, ma andato a vuoto per l’indisponibilità di molti degli attori protagonisti.

E quindi si rimane fermi al vertice di domenica scorsa disertato dal vincitore delle primarie Marcello Pittella e all’inconro dello stesso Pittella con i suoi fedelissimi (più la presenza dei consiglieri regionali uscenti Falotico, Mollica, Vita, Robortella, Mancusi) che si è svolto all’ingresso di Potenza lunedì sera.

Ma le indiscrezioni si inseguono. Ieri dagli ambienti di Pittella davano poche speranze ormai alla chiusura dell’accordo. Il punto di rottura potrebbe essere stata la lista dei sindaci. In pratica Pittella lunedì sera ha rilanciato assicurando che della coalizioone avrebbero fatto parte anche i primi cittadini che lo hanno sostenuto alle scorse Primarie. A questo si aggiunge che i partiti della sinistra hanno ormai rinunciato a crederci ancora: la Sel ha già sbattuto la porta, Psi e Pdci stanno per farlo.

In tutto questo, sempre secondo autorevolissime indiscrezioni, da Roma palesano sempre più irritazione per la piega che hanno preso gli eventi sia Filippo Bubbico e sia Vincenzo Folino. Insomma il clima è da ultimo duello.

Non solo. Da quanto si è appreso anche altri big del Pd a partire da Restaino, Santarsiero e Lacorazza stanno per chiedere la convocazione urgente di una Direzione del Pd per assumere una posizione netta. In un verso o nell’altro. In tutto questo Piero Lacorazza su Twitter continua a lanciare messaggi chiari: «Nonostante tanti dubbi e domande e solo 300 voti in meno ho accettato l'esito delle Primarie. Perché Marcello Pittelòla non accetta l’esito dell’assemblea del Pd?».

Ad ogni modo al netto delle domande è chiaro che l’accordo ogni ora che passa diventa più lontano.

s.santoro@luedi.it

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