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La lista Pittella Presidente resta in lizza
Il Consiglio di Stato respinge il ricorso

Basilicata

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POTENZA - Cala il sipario sulla vicenda dei ricorsi, delle esclusioni delle liste e (si presuppone) delle polemiche che hanno tenuto banco finora. Mettendo in secondo piano la competizione elettorale vera e prpria. Ha deciso il Consiglio di Stato: è valida - senza più dubbi - la lista “Pittella presidente” mentre sono definitivamente fuori dai giochi, per le le prossime elezioni del 17 e 18 novembre,  le liste del Mir, quella di “Liberiamo la Basilicata” di Giuseppe Di Bello e quella di La Destra - Fiamma Tricolore.

Insomma ora la parola passa ai candidati e poi all’apertura delle urne agli elettori. Come in effetti doveva essere dall’inizio se la palla non fosse passata ai giudici per una serie di irregolarità (o presunte tali) avvenute nel momento della consegna della documentazione.

Dal giorno della presentazione delle liste elettorali e cioè sabato 19 ottobre scorso più che parlare di candidati e di programmi elettorali infatti, la scena è stata assorbita da tutta la questione delle 4 liste ecluse dagli Uffici elettorali.

Ieri pomeriggio però c’è stato l’ultimo passaggio in sede legale: il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Aurelio Pace (candidato consigliere regionale del centrodestra nella lista del Pdl ) contro la riammissione della lista “Pittella Presidente” nella circoscrizione della provincia di Potenza.  Sempre il Consiglio di Stato ha quindi respinto anche i ricorsi presentati da Mir, da Di Bello e dalla Destra.

Ma era nell’aria la decisione. Visto che ieri non c’è stata la fibrillazione che ha regnato invece prima della sentenza del Tar. I candidati (anche quelli della lista Pittella presidente) hanno proseguito nella loro campagna elettorale pure nelle ore in cui in Consiglio di Stato decideva. Insomma non si è assistito alle scene di panico di qualche giorno fa. E pure le reazioni sono state molto contenute. Nessuna dichiarazione da parte del candidato governatore del centrodestra, Tito Di Maggio che aveva appunto presentato il ricorso contro l’ammissione della lista di Pittella (decisa dal Tar dopo l’esclusione degli uffici elettorali del Tribunale di Potenza) e nessuna dichiarazione di giubilo nemmeno da parte dell’entourage di Marcello Pittella.

A dichiarare “segno” per la decisione del Consiglio di Stato è stato il solo Giuseppe Di Bello la cui lista “Liberiamo la Basilicata” è stata definitivamente esclusa. Queste le parole di Giuseppe Di Bello su Facebook: «Si dice che bisogna sempre adottare la via diplomatica x spiegare qualcosa che più che definirla una autentica (porcata...) non si può. Sta di fatto che tutti i candidati della lista “Liberiamo la Basilicata” non avevano alcun problema con la Severino (la legge ndr). Ed inoltre era stata apposta l'aggiunta e successive modifiche ed integrazioni. Noi per un articolo messi fuori, altri mancanti di atti principali e definiti essenziali dentro. D'altronde se fanno morire la gente di cancro e dicono che va tutto bene figuriamoci se si fermano davanti ad una schifezza pre elettorale. Per buona pace di chi crede ancora che esista una vera democrazia in questo Paese...». Parole durissime da parte del tenente Di Bello che poi ha aggiunto: «Sembra la pubblicità di: “ti piace vincere facile...».

s.santoro@luedi.it

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