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Emma Bonino a Potenza
Il ministro interviene su governo e marò

Basilicata

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POTENZA - "In questo momento urge una capacità di tenuta di governo di questo Paese dal punto di vista delle riforme istituzionali e del rilancio economico e umano", lo ha detto stamani, a Potenza, il ministro degli Esteri, Emma Bonino. "Non ho - ha aggiunto - impegni da prendere per il futuro, se non quello di provare a continuare ad essere quello che siamo sempre stati". Il ministro ha partecipato ad una iniziativa elettorale della Rosa nel Pugno, in vista delle elezioni regionali della Basilicata.

Emma Bonino è intervenuta anche sulla vicenda dei marò sottolineando: "Penso che alcune cose si stiano muovendo e in questo senso stiamo lavorando", "spero di riuscire a portare a buona conclusione un dossier ereditato con grandi complessità e con alcune grandi contraddizioni e alcune farraginosità",

“Sono fiduciosa che, con la cocciutaggine, la capacità di dialogo, la determinazione e la coerenza dell’intero Governo, che finalmente parla con una voce da questo punto di vista, con un unico inviato speciale che fa la spola con l’India, riusciremo a sbrogliare la matassa” ha detto ancora da Potenza il Ministro degli Esteri. 

Bonino è fiduciosa anche per il problema “dell’interrogatorio degli altri quattro che ovviamente non rimandiamo in India per essere interrogati. Stiamo lavorando - ha aggiunto - sulle possibili alternative di rogatoria, peraltro previste, questa è la nostra tesi, dalla stessa giurisdizione indiana: spero che questo funzioni”.

“Non demordiamo - ha aggiunto Emma Bonino - anche da radicali, abbiamo una qualche capacità di tenuta e di durata, e la stiamo mettendo con tutto il Governo proprio su questo dossier e sono fiduciosa - ha concluso - che ne verremo a capo”. 

Il ministro è intervenuto anche sulla tragedia di Lampedusa sottolineando: ''c'è maggiore consapevolezza da parte dell’Europa” sul fatto che “la frontiera a Sud non è” una questione che “può essere risolta da Malta o dall’Italia”: in questo senso la proposta all’Ue dell’iniziativa “Mare Nostrum” - su un’operazione per contrastare il traffico di esseri umani - nasce dall’idea che ''il Mediterraneo non può diventare un cimitero”.

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