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La campagna di comunicazione di Sel
Così si parla a sinistra

Basilicata

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POTENZA - La prima scelta, quella di non esagerare con i manifesti di carta e affidarsi soprattutto a un racconto fotografico sul web, ha due motivazioni principali: il target di riferimento e la causa ecologica. Certo, anche le risorse economiche. Contrari per principio a campagne elettorali tutte luci e palchi e pochi contenuti.

La Sel – orfana della lista “Liberiamo la Basilicata” esclusa dalla corsa elettorale – si è preparata al voto con una campagna di comunicazione che ha dovuto adeguarsi agli eventi. Per il programma di appuntamenti hanno dovuto attendere le decisioni della giustizia amministrativa sulle liste ricusate. «Ma vale per la tempistica, non siamo potuti partire in largo anticipo. Sui temi, invece, continuiamo a ripetere quello che diciamo da sempre.»

Ciccio Cirigliano è il responsabile della comunicazione del partito. Ci siamo fatti spiegare come funzionerà il pacchetto elettorale.

Come è stata pensata questa campagna elettorale?

«Abbiamo costruito la campagna elettorale sulle cose che diciamo da sempre, l’abbiamo pensata così, partendo dalle battaglie fondamentali per noi, quella ambientale e quella sociale.»

A dispetto del nome della candidatura, “Basilicata 2.0”, in tutti i vostri messaggi c’è un richiamo molto forte alla presenza nelle piazze reali...

«Abbiamo scelto un nome che potesse racchiudere lo sforzo di innovazione e la presenza su diversi canali e ambienti, a partire dal web. Ma questo non significa accantonare il resto. Dobbiamo recuperare un rapporto con le piazze, dobbiamo tornare a fare comizi, se serve anche utilizzare il porta a porta.»

In quali luoghi incontrerete i cittadini?

«Sicuramente luoghi pubblici, come accadeva una volta. Il web è uno spazio fondamentale e Internet uno strumento necessario, ineludibile. Siamo figli di questo tempo, insomma. Ma non è un canale sostitutivo delle pratiche di democrazia reale.»

Allora in rete con quale strategia?

«Stiamo sviluppando la promozione online soprattutto su Facebook. C’è un gruppo, Basilicata 2.0, in cui raccogliamo e diffondiamo messaggi, poster, appuntamenti. I candidati, poi, ciascuno per sé hanno una pagina oppure continuano a usare il vecchio profilo privato. C’è un hashtag comune, #lasceltagiusta. Poi, ciascun candidato può sviluppare idee o slogan particolari»

Il racconto fotografico di Basilicata 2.0 punta molto sul candidato presidente, Maria Murante, ed è in continuo aggiornamento: ogni giorno, un nuovo poster, ma solo online..

«L’idea è di Pietro Monteleone, bravo grafico e compagno di Maria. L’hashtag che racchiude il nostro messaggio collettivo #lasceltagiusta, viene declinato su temi particolari, dal “futuro” al “lavoro”, abbinando fotografie reali. Sono in genere momenti della vita di Maria, che si adagiano sui messaggi. Manifestazioni, congressi, quotidianità.»

Insomma, normalità politica?

«Semplicemente diciamo le stesse cose di sempre, nessuno di noi è cambiato. Maria viene da una lunga storia di impegno sociale, con militanza e presenza in Arci, nella associazioni, nelle campagne sociali. Quelle immagini spiegano una quotidianità di battaglie, un impegno costante, civico e politico.»

A proposito di temi, per voi conta molto la trasparenza. Chi finanzia la vostra campagna elettorale?

«Il partito, e senza grandi risorse. C’è uno staff fatto di militanti, volontari, appassionati. Molti sono ragazzi che hanno voglia di dare una mano, dall’attacchinaggio al lavoro digitale sui contenuti.»

Con quali mezzi?

«Macchina e megafono, come una volta.»

s.lorusso@luedi.it

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